Generazione expat

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Siamo la nuova generazione,

quelli senza una vera nazionalità,

la nuova generazione expat.

Noi, quelli che alla domanda: “Where are you from?” non sanno davvero cosa rispondere.

Abbiamo vissuto in diverse città e viviamo in uno stato o un continente diverso da quello di origine.

Non abbiamo un posto nel mondo  ma, in fondo, sappiamo quale è quello più vero per noi.

Parliamo più lingue, facendo confusione tra loro e spesso ci chiediamo se ci sappiamo giostrare bene con il multidioma oppure abbiamo solo peggiorato la nostra lingua madre.

Ci ripetiamo spesso: “Non so più parlare!” o “Come si dice in italiano?”

Siamo quelli che hanno avuto il coraggio di cercare la propria fortuna, anche soli e contro tutti.

Siamo una generazione di viaggiatori solitari e non, che non hanno paura di mettersi in gioco, conoscere nuove persone o esplorare nuove realtà.

Abbiamo sempre la valigia pronta, con non troppi vestiti e tanto spazio da riempire.

Amiamo la fotografia e catturiamo istanti per poterli rivivere sulla pelle ogni volta che vogliamo.

Viviamo per i viaggi e sono la benzina della nostra anima.

Abbiamo voglia di connetterci perché abbiamo capito che possiamo crescere e imparare l’uno dall’altro.

Siamo capaci di riunirci a un tavolo, davanti due birre con dieci sconosciuti e avere l’impressione di conoscerli da una vita. Viaggiamo per il mondo attraverso le storie degli altri expat, e che qualcuno viva dove viviamo noi o sia un’anima di passaggio, lo salutiamo sempre con la frase: “Ci vediamo da qualche parte nel mondo!

Ci fidiamo degli altri e basta poco per sentirci a casa anche con chi entra nelle nostre vite da pochi minuti.

Ci buttiamo sempre perché sappiamo che ogni volta che non facciamo qualcosa, perdiamo un pezzo di vita.

Noi, nuova generazione, abbiamo imparato a cavarcela in situazioni difficili.

Alla parola “trasloco” ci si contorce lo stomaco e abbiamo dovuto affrontare processi burocratici utilizzando parole mai sentite. Ci siamo messi in gioco e per ogni lacrima spesa sappiamo che ne è valsa la pena.

Siamo quelli che si perdono matrimoni, compleanni e nuove nascite della famiglia, ma che sono sempre vicini ai loro cari e pronti a vivere intensamente ogni volta che fanno loro visita.

Ci siamo ribellati al sistema: non vogliamo una vita uguale a quella di tutti gli altri, ma disegniamo ogni giorno il nostro cammino, inventandoci e reinventandoci, facendoci muovere dalle nostre passioni.

Diamo valore al nostro tempo e stiamo creando lavori per avere a disposizione minuti preziosi. Lavoriamo da remoto, siamo nomadi digitali e non, ci occupiamo di tanti piccoli progetti, sfruttando le nostre potenzialità.

Studiamo quello che ci piace, non quello che è giusto o che i nostri genitori hanno deciso per noi, riempiendo le giornate con ciò che ci appassiona.

Abbiamo aperto gli occhi sulla vita che vogliamo e piano piano siamo sempre di più. Vogliamo cambiare il mondo.

Un mondo diverso, più autentico e solidale.

Siamo quelli felici, e che non hanno paura di dirlo.

Noi, siamo la nuova generazione: la generazione di expat.

6 commenti
  1. Emilia
    Emilia dice:

    Ammetto pubblicamente di aver canticchiato questa parte: “Siamo la nuova generazione, quelli senza una vera nazionalità, la nuova generazione expat.” 🎶

    Rispondi
  2. Danila
    Danila dice:

    Cara Fabiola nonostante io sia anagraficamente lontana da te.. condivido le tue parole come penso tutte le expat di ogni generazione perché poco importa l’età che si ha, quando si vive lontano, il coraggio e la forza per superare i numerosi ostacoli che L’espatrio regala sono l’unica arma vincente !

    Rispondi
  3. Francesca
    Francesca dice:

    Come mi identifico con Fabiola. Ho abbandonato la mia terra (Sardegna) nel 1987 e dopo aver trascorso piu di 20 anni in Inghilterra, mi sono ritrovata a Mauritius (oramai quasi 15 anni).

    E sono anni che continuo a ripetermi: “Non so più parlare!” o “Come si dice in italiano?. E quando mi chiedono where I am from, a volte non so neppure cosa rispondere. Cosa significa : “Da dove vieni?” Dove sono residente? Dove sono nata? Dove ho trascorso gli anni piu formativi della mia vita?

    Il problema (se si puo’ chiamare cosi) si pone quando i tuoi figli ti chiedono : Mum, but where are we from? Who are we? – La mia risposta e’ sempre stata la stessa : you are a citizen of the world and your heart will determine who you are and where you are from.

    Francesca
    (Italian by birth but cosmopolitan in her heart)

    Rispondi

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