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Il 3 Novembre in Giappone è il Giorno della Cultura (Buka no hi).

Ci sono molte di queste feste qui, e molte coincidono di solito con il compleanno di uno dei passati imperatori (per esempio, il 23 Novembre è il Giorno del Verde, ma prima era il compleanno dell’Imperatore Showa). Il 3 Novembre era originariamente il compleanno dell’Imperatore Meiji (regnante a cavallo tra l’800 e il 900) ma il caso vuole che la Costituzione Meiji (il primo gruppo di leggi del Giappone moderno) venne revisionata per diventare la costituzione post-bellica del Giappone proprio il 3 Novembre 1946. Il Giorno della Cultura venne celebrato per la prima volta nel 1948 e nel tempo la coincidenza ha fatto sovrapporre le due festività.
Ad oggi è un giorno per promuovere la cultura, l’arte e gli sforzi accademici. Ci sono mostre artistiche, parate e cerimonie di premiazione per artisti e studenti che si sono distinti. L’usanza più famosa anche all’estero è quella di tenere un festival a scuola. Qualsiasi scuola: dalle elementari alle scuole professionali. Di solito sono feste che durano 2 giorni quindi si tengono nel weekend prima o dopo il 3 Novembre.
L’organizzazione del festival scolastico è a quasi totale carico degli studenti che costituiscono una commissione organizzativa, eleggono i rappresentanti di ogni classe e si dividono i compiti. Gli insegnanti sono solo di supporto e ovviamente è tramite loro che la scuola consegna agli studenti il budget per comprare i materiali necessari. Ogni classe può organizzare qualcosa usando l’aula: un negozio, un locale, un’attrazione (casa degli specchi, casa degli orrori, giochi da lunapark con premi, etc); o anche usare il palco nella palestra e organizzare eventi: caccia al tesoro, recita, quiz a premi, concerti. E lo stesso possono fare i club scolastici, praticamente onnipresenti nelle scuole giapponesi (dalle elementari all’università e sono come i nostri corsi dopo scuola: calcio, baseball, nuoto, recitazione, disegno).

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Quella che posso raccontarvi più nello specifico è la mia esperienza.

Il festival a scuola non è un’usanza diffusa nelle scuole di lingua, quindi mi ritengo estremamente fortunata ad essere una studentessa di un instituto professionale e di aver avuto così un’esperienza che pochi stranieri hanno la possibilità di fare.
La mia è una scuola particolare, nello stesso complesso ne abbiamo una professionale di design (Graphic design, Fashion, Manga), una di lingua giapponese e un liceo. Tra le tante cose quindi avevamo mostre di disegno artistico e tavole fumettistiche, una sfilata ogni pomeriggio, banchetti di cibo da tutto il mondo, mostre dei lavori delle classi di stranieri, workshop di design, speech contest in giapponese e conferenze di disegnatori di manga professionali.
Organizzare tutto questo non è uno scherzo. Da noi la commissione organizzativa viene eletta in Giugno e abbiamo diverse sottocommissioni: per i banchetti delle classi, per gli eventi sul palco in palestra, per il fashion show, per la reception, per le pulizie, per il background musicale, per la grafica e la promozione del festival e per l’home page. Le lezioni normali si interrompono due giorni prima, dedicando giovedì e venerdì a mettere a soqquadro la scuola, pulirla e riorganizzarla in maniera totalmente diversa; poi ci sono i due giorni dell’evento nel weekend ed infine il lunedì che è dedicato a smontare tutto, pulire e riportare ogni cosa esattamente dov’era prima.

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Io, avendo una particolare passione per l’organizzazione di eventi, ho partecipato sia l’anno scorso che quest’anno alla commissione: l’anno scorso sono stata un po’ spinta dagli insegnanti (anche perchè non avevo idea di cosa diavolo mi stessero chiedendo di fare) ed ero vice capo commissione trovandomi con la mia compagna, il capo, a sovrintendere tutto. Essendo la prima volta, non solo non avevo esperienza e non riuscivo ad immaginare cosa servisse fare, ma mi dicevano parole che non avevo mai sentito in vita mia! Quindi la verità è che ho lasciato le scartoffie alla mia compare, mentre io ho fatto il lavoro sul campo trovandomi letteralmente a correre da una parte all’altra della scuola (su 4 piani) con tutti che mi chiedevano una mano per qualcosa oppure ero io a doverli rincorrere. Un delirio!
Quest’anno invece mi sono offerta volontaria, ma a quelli del secondo anno è vietato fare il capo o il vice perchè siamo spesso occupati con la ricerca del lavoro. Nonostante ciò mi sono trovata piena di responsabilità lo stesso. Sono stata capo del gruppo delle pulizie, a capo dell’organizzazione di uno degli eventi principali del festival (l’elezione della Miss e del Mister della nostra scuola) e avrei dovuto essere capo del team per l’homepage dell’evento, ma i miei compagni del corso di web hanno disertato al secondo incontro in Settembre, quindi il team si è ristretto ad una sola persona: me. E siccome la persona a cui avevo chiesto di farmi da cameraman per le foto da caricare sul sito in tempo reale si è dileguata alle 14 del primo giorno, ho dovuto fare anche la cameraman (per me stessa…).
Di mio, l’anno scorso ho solo esposto un disegno fatto durante le lezioni di arte, mentre quest’anno ho ottenuto un piccolo spazio per una mostra fotografica.

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Questo evento è certamente stancante per alcuni studenti più di altri, ma a questo livello (con gente dai 15 ai 25 anni) penso sia una bella esperienza, per chi sa coglierla. Insegna ad avere le prime responsabilità , a comunicare con le persone per la creazione di qualcosa, a lavorare in un team.

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Per chi fa i banchetti è anche un modo divertente di guadagnare qualcosa (i prezzi raramente superano i 4€ per il cibo, ma alcune classi alla fine dei due giorni hanno raccolto quasi 200€) e poi per me è sempre stata un’occasione per parlare con studenti di altre classi (l’anno scorso ho fatto amicizia con due Tahilandesi e alcuni studenti più timidi del corso di manga, mentre quest’anno ho legato tantissimo con un ragazzo nepalese e una ragazza del terzo liceo).
Quindi la verità è che il 31 Ottobre, dopo aver riportato tavoli, sedie e scaffali da un piano all’altro e pulito tutto, molti di noi saranno stati tanto stanchi da non avere la forza di bere e fare baldoria travestiti da zombie in qualche locale. Personalmente ho toccato il letto alle 15 e mi sono risvegliata alle 12 del martedì (che abbiamo di riposo).

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4 commenti
  1. Valentina
    Valentina dice:

    Che bello questo racconto delle attivita’ della tua scuola! Ho sempre trovato molto stimolante che nelle scuoli giapponesi si organizzino ogni anno eventi culturali, mostre, mercatini. Non potro’ mai dimenticare il mercatino natalizio per cui dovetti preparare e vendere piu di 200 crostatine alla nutella 😛
    A proposito, mi chiamo Valentina,(30anni) e vivo in Giappone da oltre due anni. Il mese prossimo da Kawasaki mi trasferiro’ a Hiyoshi, Yokohama. Se ti fa piacere contattami. 🙂 mi farebbe davvero piacere conoscere altre expat italiane, un po’ rare qui in Giappone !

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    • Giulia - Giappone
      Giulia - Giappone dice:

      Ciao Valentina! Abbiamo la stessa età, pensa un po’!
      Mi farebbe molto piacere, sul serio: appena ti sei sistemata con il trasloco, che suppongo ti tenga occupata e stressata in questi giorni, ci mettiamo d’accordo e ci beviamo un caf… ehm…un tè, è meglio.

      Alla faccia: 200 crostatine? Ma trattandosi di qualcosa di dolce e calorico, scommetto che non è stato così difficile trovare giapponesi che volessero mangiarle.
      Come la scuola in Italia, anche quella giapponese ha i suoi pro e i suoi contro: questo è sicuramente un pro!

      Rispondi
      • Valentina
        Valentina dice:

        Ciao Giulia!!

        Per le feste tornero’ una decina di giorni in Italia! Al rientro mi aspetta il trasloco, quindi se ti va per i fini di febbraio ci beviamo qualcosa insieme! Non so se dal sito di donnecheemigranoallester.com sia possibile inviare email, nel caso ti lascio il contatto di LINE (momonoki86). a presto e buone feste, ovunque tu le passi! 😀 Valentina

        Rispondi

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