Vi presento un altro pezzo di letteratura musicale che amo intensamente: le Danzas Argentinas di Alberto Ginastera (in questo video potete ascoltare la seconda, la più espressiva e cantabile).
Ginastera rappresenta una sorta di matrimonio tra i miei due Paesi, quello d’origine, l’Italia, e quello d’adozione, la Spagna. Figlio di una italiana e di uno spagnolo, Ginastera è uno dei compositori più interessanti del XX secolo. Oltre ad essere uno dei più fulgidi rappresentanti della musica colta in Argentina, coniugando da un lato gli elementi ritmico-melodici della tradizione musicale popolare del suo Paese con una alta, altissima statura di compositore colto e contemporaneo, è stato anche uno degli idoli di un movimento musicale conosciuto comeProgressive. Negli anni ’70 una schiera di ottimi musicisti cresciuti in ambiente colto (quella che viene comunemente chiamata la musica “classica”), decide di fare nuove esperienze… e di mettere la propria ottima preparazione al servizio del rock. Nasce una corrente che riesce a “lavorare” la musica rock usando le ottime basi tecniche e le conoscenze acquisite in anni e anni di seria preparazione classica: il risultato vi invito ad ascoltarlo, perché merita il tempo speso (per esempio, potete cercare qualcosa di Emerson, Lake & Palmer).
Anche l’Argentina, come saprete, è terra di migranti, e molto spesso si tratta di sangue misto con l’Italia: moltissimi italiani andarono in Argentina in cerca di fortuna e di un mondo nuovo, al punto che moltissimi dei miei colleghi musicisti che vengono da lì hanno almeno qualche parente italiano, vicino o lontano… Io mi riconosco moltissimo in questa musica, carica da un lato di intensità e di forza, ma che tradisce una vena malinconica, uno spleen, difficili da eludere. In ogni caso, ricordo che la prima volta che misi le mani sulle Danze Argentine era un pomeriggio estivo, di due anni fa, a casa di mia madre in Italia… e dissi ad alta voce “grazie Ginastera per questi canti d’amore e di guerra”.
Buon ascolto.

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