Giù le mani dalla mia Italia

case-italia

Ti trasferisci all’estero e ti riscopri italiano.
E’ proprio così.
Ognuno ha le proprie ragioni per trasferirsi all’estero: lavoro, amore, curiosità, necessità.
Io sono esterofila da che ho memoria: vacanze all’estero da sempre, anno di studi a Chicago a 17 anni, lavoro come export manager… insomma, quando mi è capitata l’occasione di trasferirmi a Melbourne per lavoro non me la sono fatta scappare e, senza pensarci troppo, sono partita.
Adoro la terra che mi ha accolta; l’Australia mi sta dando opportunità di vita straordinarie.
Vivere all’estero mi ha sempre dato un senso di libertà e possibilità che non ho provato in Italia, dove mi sentivo stretta.

melbourne

Ma guai a chi tocca la mia adorata Italia.

Sono sempre stata una di quelle persone che canta l’Inno italiano solo in occasione delle manifestazioni sportive, ma quando lasci la tua terra per trasferirti all’estero ciò che porti con te sono le abitudini, le tradizioni, le radici. La tua italianità.
Il legame con la patria è forte e più vai lontano – e l’Australia è abbastanza lontana – e più si intensifica.
E lo dico io che ho sempre preferito le vacanze all’estero.
Io che adoro le culture diverse dalla mia.
Io che ho sempre avuto la curiosità di imparare lingue straniere e conoscere persone proveniente da luoghi lontani.
Io che, quando vivevo in Italia, ne avevo una per tutti. I politici, la pubblica amministrazione, la gente.
Sia chiaro, ne ancora una per tutti. Sono sempre io.

Ma che nessuno tocchi la mia adorata Italia.

Io posso. Voi no.

Perchè basta un semplice “You Italians” per farmi scattare sulla sedia.
Succede che quando vivi all’estero percepisci una vena di discriminazione fatta di stereotipi condivisi.
Non scomoderei la parola razzismo di cui ci riempiamo spesso la bocca a vanvera. Una leggera vena di discriminazione.
Certo, noi Italians siamo la pizza esportata in tutto il mondo, siamo i nostri gesti, il nostro essere “loud” e divertenti.
Siamo anche Michelangelo, Manzoni, Donizetti, Pavarotti. E questo solo per citare alcuni dei nomi famosi che hanno reso celebre la nostra terra e hanno riempito le nostre giornate da studenti.
(E se avessi studiato di più potrei citarne numerosi altri in un batter d’occhio!).
Noi italiani siamo il museo a cielo aperto che viviamo ogni giorno camminando nelle nostre strada.
Siamo i nostri dialetti e le nostre abitudini. I nostri pranzi infiniti ed i nostri vini gustosi.
Siamo le nostre piazze e le nostre coste.
E poi siamo noi, fatti di passione, entusiasmo e solidarietà.
Eh no cari miei.
Perchè gli  Italians non si toccano.fiat-cinquecento-rossa

E, allora ci chiederanno… perchè siete partiti?

Perchè poi è così bello tornare a casa. In Italia.
8 commenti
  1. Chiara- Parigi
    Chiara- Parigi dice:

    Ciao Fiorenza,
    mi piace molto la tua riflessione e le parole d’effetto con cui la esprimi.

    Non saprei se quella nei nostri confronti sia davvero una discriminazione. Magari può darci fastidio, ma è esattamente quella che, purtroppo, molti expat come noi riservano agli autoctoni del paese ospitante. Io vivo in Francia, e puntualmente tutti quelli che arrivano qui affermano di odiare i francesi, senza neppure conoscerli. Purtroppo gli stereotipi li ritrovi in tutti i sensi, e sentirceli cuciti addosso dà ancora più fastidio.

    Anch’io, nelle condizioni attuali, forse non tornerei mai a vivere in Italia. Ma è pur sempre il paese che mi ha vista crescere e con cui, con tutti i pro e i contri, conserverò sempre un legame!

    Rispondi
    • Fiorenza Parsani
      Fiorenza Parsani dice:

      E’ proprio vero. Anche io stesso spesso generalizzo e dico: “gli australiani”!
      Poi quando subisco lo stesso trattamento, mi rendo conto di quanto sia sciocco generalizzare.
      P.s: Ah, ma quindi i francesi sono simpatici? 🙂

      Rispondi
      • Chiara - Parigi
        Chiara - Parigi dice:

        Ahahahha certo che lo sono, alcuni anche più degli italiani. Scherzi a parte, sono come noi: alcuni simpatici, altri meno, alcuni introversi, alcuni molto aperti. Globalmente solo un po’ più timidi degli italiani, diciamo che necessitano di tempo per fidarsi e affezionarsi alle persone (come è giusto che sia).

        Rispondi
  2. Giulia
    Giulia dice:

    Ciao Fiorenza,
    Ho notato lo stesso comportamento quando ho vissuto in Germania per un periodo: noi italiani siamo quelli che mangiano solo pizza, e che, cosa che mi faceva andare su tutte le furie, nel primo pomeriggio non lavorano perché facciamo la “siesta”!
    Ma credo che tutti noi abbiamo la tendenza ad etichettare le persone straniere che incontriamo, creando degli stereotipi nelle nostre menti, secondo cui tutti gli abitanti di un certo paese fanno una certa cosa.

    Sii fiera della tua italianità e non ascoltarli 😉

    Rispondi
    • Fiorenza Parsani
      Fiorenza Parsani dice:

      Sarà che l’immigrato è sempre visto con un occhio diverso.
      Sono fierissima della mia italianità, ma anche felice della terra che mi sta ospitando.

      Rispondi
  3. Danila
    Danila dice:

    Ciao Fiorenza, condivido emotivamente in pieno e per chi come me arriva dalla Sicilia c’è una doppia difesa da armare.. ma io non mi lascio intimorire abbiamo tante meraviglie che giocano a nostro favore!!

    Rispondi
  4. Solare
    Solare dice:

    Anche io vivo in Australia e da quattro anni sono diventata cittadina australiana ma sottoscrivo ogni parola del tuo post. Inoltre il mio compagno è British quindi di occasioni per fare confronti e a volte piccole discussioni ne abbiamo avute molte ma lui come tanti inglesi è un grande fan del nostro paese. Proprio lui non capisce come un paese tanto speciale si denigri così tanto da solo. In ogni caso è proprio vero che andare a vivere all’estero ti fa diventare sempre più italiana!

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi