amici-expatGli amici nuovi

Ci sono gli amici di prima, di quando eravate piccoli, i compagni di classe, di università.

Hanno seguito tutti i tuoi spostamenti in giro per il mondo. Se si sono spostati anche loro, sarà ancora più macchinoso il riuscire a incontrarsi. Se invece vivono nella tua città di origine, sai che lì li vedrai ogni volta che torni a casa.

Poi però ci sono anche gli altri amici.

Gli amici di ora, che hai trovato nel paese dove vivi. Non hanno fatto le elementari con te e non avete studiato insieme per un esame. Non hanno visto le tue orrende foto di metà anni 90 con la tuta, non hanno visto i tuoi stessi cartoni da piccoli. Mancano alcuni punti in comune, eppure l’amicizia c’è.

Mentre scrivo penso ai nostri amici cileni per eccellenza: K. e S., con il loro figlio M.

Ci siamo conosciuti in libreria 3 anni fa, a un pomeriggio di letture per bambini. Abbiamo continuato a vederci un po’ per caso, i nostri figli sono finiti a fare piscina insieme senza volerlo, abbiamo approfittato più volte di un passaggio di ritorno a casa alle 7 di sera (visto che noi non avevamo l’auto) dopo piscina e pian piano abbiamo cominciato a conoscerci.

Si sono presi a cuore la missione di farci conoscere quante più cose belle e buone del Cile e ci hanno portato a feste e sagre, ci hanno fatto assaggiare carne alla parrilla e alghe, sono i nostri consulenti ogni volta che al mercato compriamo una cosa che non sappiamo come cucinare, o che nemmeno sappiamo cos’è.

Ci hanno fatto scoprire posti dove forse non saremmo stati. Ogni volta che vediamo una foto suggestiva su Facebook, con un paesaggio lunare o spettacolare, la Patagonia del sud o i deserti del Nord, immancabile S. ci scrive “Quando ci andiamo?”.

Abbiamo viaggiato un po’ insieme, meno di quanto vorremmo perchè organizzare gli impegni e gli orari di tutti non sempre è facile.

Abbiamo un gruppo WhatsApp dove, oltre a foto e scemenze, condividiamo ricorrentemente foto di posti dove vogliamo andare insieme. Siamo stati a tanto così dall’organizzare il capodanno 2019 insieme in Colombia.

Ci hanno aperto la loro casa tantissime volte, con una tranquillità e normalità che adoro e un po’ invidio, ricordandomi che si possono invitare amici a casa anche se non è perfettamente in ordine, tanto anche le case degli altri a volte hanno lo stendino in salotto o i piatti da lavare nel lavandino o le lenzuola davanti alla stufa per asciugarsi entro sera.

Ci hanno ospitato a casa loro ogni volta che siamo tornati a Concepción. L’ultima volta hanno ospitato noi 4 e anche i miei genitori, insistendo che andassimo tutti e 6 a invadergli casa e non andassimo in un bed and breakfast.

Pensateci bene: quanti amici con rispettivi figli e genitori invitereste a casa vostra?

A casa loro abbiamo ormai una stanza che è praticamente nostra, due materassi gonfiabili che si incastrano perfettamente nello spazio ridotto e sappiamo dove prendere da soli le coperte e i sacchi a pelo.

Hanno viziato i nostri bambini di regali e dolci, ricordandoci ogni volta che per crescere i proprio figli non c’è un metodo giusto o sbagliato e che giudicare gli altri genitori non serve a nulla. Anche se la quantità di zuccheri che i nostri figli ingurgitano in un pomeriggio a casa loro di solito è quello che a casa nostra mangerebbero in una settimana!

Ci siamo confrontati sulle scelte importanti coi nostri figli (a quale scuola iscriverli?) e sulle quelle meno serie (che negozio fa le migliori empanadas di tutta la città?).

I nostri figli hanno giocato insieme a palla e a gavettoni, hanno litigato e han fatto pace, hanno condiviso caramelle e guardato cartoni insieme sul divano. Quando si vedono giocano e litigano, si picchiano e si abbracciano come tutti i bambini di 2/3/4 anni. Anche loro, così come noi, hanno un posticino nel cuore per il loro grande amico.

Abbiamo cambiato casa, siamo andati a vivere a 300 chilometri di distanza.

Si dice che le amicizie, se sono vere, resistono alla distanza.

Per non mettere troppo alla prova il detto popolare, noi ogni mese prendiamo la macchina e facciamo quei 300 chilometri. Certi che a Concepción, a casa di M, K e S, ci sia la nostra stanza a aspettarci e tante cose da fare insieme.

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