Una guida turistica per caso

Mi trovavo al mercato Khan el Khalil, uno dei bazar più grandi del Cairo.

Ero seduta su una sedia scomoda e avevo lo sguardo perso verso la moschea. Mi piace guardare le persone che entrano nelle moschee, i loro riti, e il loro modo silente di approcciarsi alla preghiera.

Al tavolo accanto, un signore mi chiese da dove provenissi, e alla risposta Italia, iniziò a parlarmi in Italiano. Un Italiano sgrammaticato ma assolutamente comprensibile.

Ovviamente, la prima battuta fu ” talia Uno!”. Per qualche strana ragione ogni volta che un Egiziano si approccia agli Italiani esclama sempre “Italia Uno” e noi sorridiamo a quella frase, ricordandoci i video che sono proiettati in tv.

Mi chiese come mi stessi trovando in Egitto e cosa ne pensassi della loro cultura.

Gli dissi che procedeva tutto bene e che stavo cercando di vivermi questa esperienza al massimo ma a volte continuavo a chiedermi se quel che penso dell’Egitto corrispondesse alla realtà.

Mi guardò e mi chiese di fare un esperimento: “chiudi gli occhi e fidati di me”.

“Mh! mi spiace, ma non posso farlo!”, risposi. Non conoscendo la persona in questione, avevo paura che chiudendo gli occhi, se ne sarebbe potuto approfittare. Avvicinai lo zainetto al petto e continuai a guardarlo negli occhi.

Lui capii il mio disagio e mi disse di mettere lo zaino sulle spalle e tenerlo stretto a me, e di tenere le mani sulla zip in modo tale da sentirmi più sicura.

Per quanto io possa essere diffidente, decisi di fare quello che mi chiedeva. Non sempre si può avere paura del prossimo e poi mi trovavo fra diverse persone che ci avrebbero guardato.

Chiusi gli occhi e mi lasciai andare.

“Ora che hai chiuso gli occhi, prova ad ascoltare soltanto quello che ti dico. Ascolta la voce del muezzin che richiama le persone alla preghiera, ascolta la sua voce tremante e la sua cantilena, non cercare di distinguere le parole. Respira tutti gli odori che ci sono e distingui quelli cattivi dai profumi delle erbe. Ascolta le donne parlare, i bambini che giocano e i pianti del bambino che vuole stare con sua madre. Ascolta le urla dei venditori e le chiacchiere delle persone. Ascolta il rumore delle macchine, i loro suoni e il clacson! Adesso apri gli occhi.”

Mi guardò e mi chiese se avessi capito, se avessi capito che il Cairo fosse quell’insieme di rumori, suoni, odori che rimangono per aria e che li riesci a percepire distinguendoli uno dall’altro.

Sì, sì ho capito. Ho capito che quello che la mia idea del Cairo è, è esattamente quello che rappresenta nella realtà.

Così la scorsa settimana mi sono ritrovata a fare da Cicerone per il Cairo a dei nostri amici.

Ho dovuto raccontare del Cairo e come ci si abitua a vivere qui.

Li ho guidati in questa città, tenendoli per mano e mostrando le cose da un punto di vista diverso.

“Non pensate alla paura, ma immergetevi in questa cultura. Non guardate gli errori che ci sono perché sono troppi e se siete troppo clinici rischiate di tornare con un pugno di mosche a casa.”

La tappa per me importanti per comprendere la cultura locale è il museo Egizio, anche se è abbastanza strampalato.

Al museo non si capisce molto e devi avere studiato un pochino prima di attraversare i lunghi corridoi pieni di reperti.

Ma anche la cittadella costruita da Saladino da cui godi un panorama fantastico.

E le piramidi, che sono ovviamente il primo luogo da visitare, e i mercati.

I bazar, o mercati, sono l’espressione più fedele degli egiziani.

Sono il ponte di collegamento tra le culture. Da lì capisci che in qualsiasi mercato tu vada, in realtà abbiamo imparato da loro. Abbiamo imparato da loro nelle vendite e nei modi di gestire le compravendite, urlando tra gli stand e facendo apprezzamenti alle persone che passano alla ricerca dell’acquisto vantaggioso.

Ciò che non avevo previsto nel tour era ritrovarmi a denunciare la scomparsa del passaporto perso… ma due uomini da soli non sono in grado di non perdere almeno un oggetto!

Il resto è stato perfetto, ci siamo divertiti e abbiamo conosciuto un poco di storia egiziana in più.

Questa è la terza volta che faccio lo stesso giro turistico ed è per questo che ho scritto una piccola guida che potete trovare sul mio sito, e ogni volta rimango incantata da una nuova sfaccettatura che non avevo avuto modo di notare.

P.s. la battuta sugli uomini è ironica!

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