Herákleion, cerca e trova!

Herákleion, città dalle bellezze nascoste

Herákleion è bella!

Ma per dirlo ci vuole l’impegno della scoperta e lo sguardo curioso di chi è pronto a raccogliere intensi fotogrammi attraverso tutti i sensi, senza seguire stereotipi stizziti o turistici cliché.

Perché Herákleion è una cittadina dalla bellezza nascosta, non è ricca di antichità visibili.

Sono pochi i bei palazzi da ammirare passeggiando per il centro storico e questa non è una green city: il verde le colora i contorni ma non il cuore. Immaginate che attualmente l’unico parco pubblico è chiuso da mesi per lavori di manutenzione che hanno suscitato un bel trambusto tra gli abitanti.

La sua architettura è il risultato di un’edilizia macellaia che, in particolare durante la dittatura dei colonnelli ma non solo, demolì edifici veneziani e ottomani per tirare su palazzine senza un minimo senso estetico, ma solo politico: prendere più consensi.

Ed ecco che la Venezia greca, così veniva chiamata un tempo, si è lentamente trasformata in un magma di stili architettonici così variegati da non avere più molto senso: palazzine incompiute, decadenti, palazzine che fanno a botte con quelle vicine.

Una città dalla storia immensa che, tuttavia, ha perso molti dei suoi riferimenti e che, come un’anziana signora colpita dall’alzheimer, non sa più come raccontare quella storia, così ricca e lontana, a chi gliela chiede.

Roma vs. Herákleion

Sono nata e cresciuta a Roma e la bellezza è per me un concetto basato sull’evidenza. La storia è qualcosa che respiriamo costantemente, almeno camminando nel centro storico, e che cerchiamo di preservare, anche noi con tanti limiti e difficoltà.

Creta ha delle cittadine meravigliose: Chania, Rethymno, piccoli gioielli da stampare su delle cartoline. Qui a Herákleion, dove vivo io, la bellezza, invece, non è esattamente dietro ogni angolo, anzi.

Non è un partenone che ti osserva dall’alto, una fortezza veneziana ben tenuta, una fontana di Trevi piena di turisti impegnati in selfie col dito a mitraglia.

Qui la bellezza è una questione diversa.

Passeggiando per la città potete ammirare scorci meravigliosi: la loggia veneziana; la cattedrale di San Minas; la fontana dei Morosini.

Visitando il labirinto di Cnosso e il bellissimo museo archeologico potete conoscere e respirare l’antica civiltà minoica. Eppure, la bellezza tonda che possedeva un tempo è svanita sotto i pugni demolitori che ne hanno dimezzato la storia tangibile.

La bellezza della condivisione

Per questo Herákleion è diversamente bella e richiede pazienza e dedizione alla scoperta, come vi dicevo prima.

Qui la bellezza è il mare che odori nelle strade umide o che puoi intravedere nei quartieri alti come il mio, Patelles.

La bellezza è scoprire una rovina veneziana nel centro, superstite rimasta incastrata tra i palazzi degli anni ’80 e le caffetterie moderne gremite di persone.

Qui la bellezza è camminare e ascoltare le note impazzite di una lira suonata con dita abili, così vive da sembrare loro stesse esseri viventi.

La bellezza è nella condivisione che non si ferma al parente o all’amico ma che si estende a macchia d’olio tra te e l’altro. Ed ecco che il vicino di casa ti vede dal suo balcone aprire il portone, e ti dice “perimene” e tu aspetti e ti cala un cestino di vimini con delle spinakopite ancora calde da farti girare la testa.

O ancora, vai a sentire un concerto di musica tradizionale e mentre mangi parli con il tavolo vicino, balli abbracciando lo sconosciuto e ci brindi pure, alla salute tua, sua e di tutti i presenti, non solo dei tuoi amici.

Qui la bellezza è andare a comprare un caffè e uscire con una manciata di biscotti offerti dal gestore del bar; parlare con i vicini, offrirgli il tuo tempo e loro offrirne a te. È andare al negozio di mobili vicino casa, essere incerti se quella poltrona può fare al caso tuo e sentirti dire “prendila, provala e se va bene me la paghi sennò me la riporti”.

La bellezza è rubare limoni per strada che sanno di buono, comprare le uova di galline non allevate in batteria, mangiare la carne di pascoli sani, verdure che hanno un sapore pieno.

Camminare e vedere le montagne, alte, imponenti, innevate, convivere con il mare.

Qui la bellezza è vedere le navi che partono e quelle che arrivano, passeggiare lungo il porto e incontrare il mare, reso selvaggio dalla costa rocciosa e da un cielo che pesa.

La bellezza è leggere una poesia di Kazantzakis scritta su un muro che dice “Avete il pennello, avete i colori. Dipingete voi il paradiso e poi entrateci”.

Qui la bellezza è venire accolto come straniero, perché se non parli il greco qui ti parlano lo stesso.

4 commenti
  1. Marina
    Marina dice:

    Ciao Federica,
    È bello che la nostalgia non ti impedisca di scoprire e godere della bellezza discreta della tua nuova realtà.
    La sensibilità dona emozioni forti, a volte struggenti, a volte esaltanti.
    Tu puoi godere di questa ricchezza.

    Rispondi
  2. Federica Leoni
    Federica Leoni dice:

    Hai pienamente ragione Marina!!
    La ricchezza sta proprio nel riuscire a godere di ogni singola sfumatura generata da ciò che incontriamo.
    E forse è proprio così che conosceremo la bellezza, anche quella meno ovvia!

    Rispondi

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