Ho scoperto di amare la pioggia

pioggia

Qualche giorno fa ho letto un post Facebook in cui una ragazza chiedeva se fosse vero che Parigi è une città grigia, malinconica, al limite del triste. I commenti, a mia grande sorpresa, erano unanimi nel voler sfatare questo pregiudizio: “no, Parigi è una città ridente!”.

Ma veramente? Ma non vi starete sbagliando con Palma de Maillorca?

Parigi È una città grigia.

Parigi È una città malinconica.

Ed è questo che fa il suo fascino!

Irrorata di sole, illuminata di caldo, Parigi è una scoperta piacevole: i giardinetti sono in fiore, i francesi in infradito dai 15 gradi in su e si beve vin rosé.

Ma volete mettre il vin rosé con il vin brûlé? La magia dei mercatini di Natale che profumano di cannella e di grasso di salsicce arrostiste? Di una volta altissima e oscura che rende magica ogni luce? Dei palazzi grigi – sì, sono tutti grigi – che incombono, con la loro maestosa pesantezza barocca, il passante che ha l’ardire di guardare in sù?

L’odore della pioggia, le passeggiate senza ombrello – tanto non fa freddo – , il silenzio di una nevicata, le risa agli scivoloni. O i pianti.

Oggi, momento in cui scrivo queste righe,  è il 18 luglio: al mattino 17 gradi e stasera piove. Sono sul balcone, seduta a scrivere. Le pagine raccolgono gocce danzanti, quelle indisciplinate si posano sulle mie braccia.

Il lampione giallo illumina un velo fitto e discontinuo. Posso sentire il rumore di ogni materiale sorpreso dall’atterraggio di una goccia d’acqua: foglie, rami, macchine, insegne, marciapiede.

Noncuranti, memori delle invernali abitudini, persone in bici o in monopattino.

Bar gremiti a voler lottare contro il sentimento di schiacciante solitudine e inutilità dell’essere umano. Triste sì, ma così autentico. Ed essenziale.

Parigi è una città grigia e triste. Mostra tutte le possibilità che sono poi altrettante impossibilità. La sua contraddizione riflette quella dell’essere umano. Infinite e meravigliose possibilità che, solo per alcune, si realizzeranno. Le altre resteranno im-possibili.

Parigi è una città grigia e triste. Per questo è bella. Per questo la amo.

notre-dame

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