Hong Kong – Diario di una lunga giornata

Acqua, acqua ed ancora acqua!

Sono appena tornata dopo aver portato i nostri bambini giù per riconsegnarli ai genitori e do` un’occhiata al cellulare. Ci sono tre chiamate perse… E` un numero che non conosco ed ho una riunione in pochi minuti…”Se hanno bisogno richiamano” ho pensato.

Ed appunto…

Durante la riunione ricevo la quarta chiamata. L’azienda di servizi che si occupa del nostro condominio mi informa che esce acqua dalla mia porta d’ingresso e mi chiedono di tornare a casa il prima possibile. Io lavoro ad 1 ora e mezza con i mezzi da dove vivo e se l’acqua esce gia` dalla porta, magari e` meglio pensare alla soluzione migliore… Mio marito!!!

Lui lavora a 10 minuti di taxi da casa e può essere li` in un battibaleno!

Quando, dopo l’ennesimo squillo, risponde: “Cos’hai combinato a casa?!” rimane, ovviamente, un attimo interdetto… eh si, perché chi e` l’ultimo che e` uscito di casa stamattina?!?!?

Alla fine della telefonata, sta già correndo a casa e gli aggiornamenti cominciano ad arrivarmi durante la riunione (tanto non sarei riuscita a concentrarmi ugualmente): il danno e` stato causato da un tubo che si e` rotto nel secondo bagno, il servizio di portineria ha una macchina che aspira l’acqua, in una mezz’ora l’appartamento e` ritornato normale (beh, diciamo senza più acqua dappertutto).

Finita la riunione e` il mio turno di sorvegliare i bambini dell’asilo durante la ricreazione. Mentre controllo il perimetro (ed i bambini presenti) con occhi d’aquila ricevo un messaggio. Ovviamente non lo leggo perché: uno, la mia preside non gradisce l’uso dei cellulari quando siamo di sorveglianza e due, la ricreazione sta finendo e nei prossimi cinque minuti dobbiamo essere sicuri che i bambini abbiano recuperato la loro bottiglia dell’acqua e siano in fila pronti per tornare in classe.

Ovviamente penso: “Visto che l’acqua è stata asciugata non ci può essere niente altro di cosi` urgente…”

Ed altrettanto ovviamente mi sono sbagliata! Mio marito, considerando che non rispondevo al messaggio, mi chiama e mi dice che ha chiamato l’ambulanza per andare all’ospedale! “Oh, cavolo!”

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I due mobili causa della corsa in ospedale.

La mia dolce meta` aveva deciso che, visto che tutte le prolunghe erano saltate a causa dell’acqua, la cosa più saggia che poteva fare era spostare da solo il mobilone della televisione (che oltre alla televisione ha anche tanti, ma tanti libri). Il problema e` sorto quando il suo piede e` scivolato sul pavimento ancora umido ed e` andato a sbattere contro il mobiletto a vetri li` vicino. L’urto e` stato talmente forte che l’osso del mignolino gli e` uscito dall’articolazione lacerando la pelle.

Per fortuna avevo già parlato con il mio capo e con le college, spiegando il problema dell’allagamento e dicendo che volevo tornare a casa, quindi, appena ho restituito i bambini ai loro insegnanti, sono andata a prendere le mie cose (compreso il computer perché, ingenuamente, pensavo di poter fare un po’ di lavoro da casa) e sono partita alla volta di casa prima (per lasciare la borsa che porto a scuola ed il computer) e dell’ospedale subito dopo.

Due ore dopo aver parlato al telefono con mio marito ero sinceramente convinta che sarei arrivata giusto in tempo per sentire le raccomandazioni del medico e riaccompagnarlo a casa. Purtroppo la realtà era molto diversa!

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Il mignolino dislocato.

Quando sono arrivata gli avevano appena fatto la radiografia ed avevano scoperto che il dito era solo dislocate e non rotto e perciò il suo caso era stato classificato come semi-urgente. Questa classificazione ha fatto si che i casi urgenti passassero tutti prima di noi. Alle sette di sera lo avevano anestetizzato localmente, gli avevano rimesso a posto il dito, gli avevano dato 4 punti di sutura e gli avevano rifatto la radiografia per vedere se glielo avevano rimesso a posto bene. Alle otto ormai eravamo entrambi alla frutta, ma ancora ancora li` ad aspettare che ci dessero il permesso di andare.

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Nella camera di mio figlio ci sono come delle onde di parquet ed una parte della scaletta del letto non tocca piu` il pavimento.

Alle 8:30, dopo che, con faccia davvero disperata, gli avevo fatto notare che il giorno dopo io sarei dovuta andare al lavoro e che insegnavo a bambini di 3 anni (!), ci hanno lasciato andare con un certificato per i giorni di malattia e con tutte le medicine necessarie.

La settimana e` continuata con spostamenti di mobili per asciugare l’acqua rimasta imbrigliata, cambi di prolunghe, cambi di caricatori (tutti i caricatori dei computer, del tablet e della stampante erano bruciati perché attaccati alla corrente quando e` successo il guaio), lavatrici per lavare cuscini e coperte e cosi` via.

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La camera di mio figlio ormai non si apre quasi piu`.

Vorrei sottolineare che questa volta mio marito e` andato ad un’ospedale pubblico, il Queen Mary Hospital (che e` considerate ilmigliore della città) perché l’ambulanza lo ha portato li` e nonostante quello che avevo detto prima (ovvero che si parlava poco inglese negli ospedali pubblici), tutti i dottori con cui abbiamo avuto a che fare parlavano Inglese, ma non tutte le infermiere. C’e` da aggiungere che questo e` anche l’ospedale legato alla Facoltà di Medicina e quindi un caso a se`. Inoltre per il viaggio in ambulanza e per tutte le cure comprese le medicine e le radiografie abbiamo pagato 100 dollari di Hong Kong che ora al cambio e poco meno di 12 Euro. C’e` una bella differenza tra il servizio pubblico e quello privato, ma la differenza sta anche nell’attesa perché mio marito e` rimasto in ospedale per 7 ore!
Nonostante tutto siamo stati fortunati: il dito di mio marito era solo dislocato ed anche se dolorante può mettere le scarpe grosse quando deve andare in cantiere (cosa utile visto che lavora nel campo dell’edilizia), tutte le mie foto, che tengo da quando sono ragazzina, si sono salvate, i vestiti buoni si sono salvati e siamo riusciti a sostituire tutto quello che si e` rotto, il bagno e` stato rimesso a posto ed addebitato al padrone di casa che ha già pagato (qui purtroppo il padrone di casa non è tenuto a pagare i nostri danni) ed ora tutto è di nuovo a posto… tranne il parquet che è ormai ad onde e, per quello, questo sabato il padrone di casa viene con un’esperto per decidere cosa fare.

 

 

 

 

 

 

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