I ponti di Strasburgo

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L’Ill, l’affluente del Reno

Dopo aver vissuto diciott’anni sulla costa adriatica, la presenza dell’acqua è una costante che mi accompagna fino ad oggi. I fiumi francesi che mi hanno osservata mentre passeggiavo sui loro quais, le loro rive, hanno assistito ad alcuni tra i migliori momenti della mia vita universitaria.

Ormai abituata ad attraversare il Rodano e la Saona, i due fiumi che passano per Lione, quando torno a Strasburgo mi sento come se andassi a trovare un vecchio amico. Un amico tranquillo e piccolino, che avvolge un centro storico bellissimo e pieno di vita. Si chiama Ill, ed è un fiume che sfocia nel Reno, dopo aver bagnato altre città alsaziane, tra le quali Mulhouse e Colmar.

Non mi stancherò mai di fare il giro dell’Ill, per quanto ora mi possa sembrare breve. A volte, dopo una giornata di studio intensa, annunciavo a S. (la coinquilina nell’appartamento del quartiere Krutenau) che avevo bisogno di uscire. In tuta, col cappuccio sulla testa e le cuffie nelle orecchie, scendevo di corsa le scale a chiocciola scricchiolanti del condominio e mi precipitavo in strada, diretta verso il fiume.

Oggi, non potendo andarci fisicamente a cause delle restrizioni legate alla pandemia attuale, mi accontento di una passeggiata tra i ricordi nella mia testa.

La Petite France: il Pont du Faisan e il Barrage Vauban

Partiamo dalla Petite France, il quartiere più caratteristico di Strasburgo, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1988. Già affacciandosi dalla piazzetta Benjamin-Zix, possiamo ammirare il Pont du Faisan, probabilmente il ponte mobile più fografato della città. I turisti si affollano su entrambi i lati del ponte (costruito nel XIX° secolo) e ai bambini piace ammirarlo mentre ruota su se stesso per far passare i Batorama, i battelli turistici che percorrono l’Ill.

Il Pont du Faisan visto dalla piazza Benjamin-Zix

Continuando la passeggiata verso ovest, mi piace attraversare la Square Louise Weiss e osservare i turisti e i cittadini che si rilassano. C’è chi mangia e sfrutta i barbecue e i tavoli da pic-nic, chi gioca a bocce, chi beve e chi si riunisce attorno ad una chitarra.

Al di là del fiume si estende il Barrage Vauban, visibile dai Ponts Couverts, un complesso di tre ponti e quattro torri, classificati Monuments historiques.

La parte più bella del Barrage, eretto come opera difensiva nel XVII° secolo, è la sua terrasse, accessibile gratuitamente dall’interno della struttura. La vista è mozzafiato: da lì si possono ammirare i Ponts Couverts e scorgere Môman, la cattedrale. Per questo motivo, è il posto perfetto per un appuntamento romantico.

Una foto dei Ponts Couverts, scattata durante una delle mie passeggiate

Il Pont du Corbeau e la Passerelle de l’Abreuvoir

Quando non mi va di continuare il giro dell’Ill verso nord, spesso ripercorro la strada tra la Petite France e la Krutenau e mi fermo ad osservare il fiume dal Pont du CorbeauIl ponte è molto trafficato, poiché collega Place d’Austerlitz al centro storico e, durante il periodo natalizio, è una delle entrate principali del famoso mercatino di Strasburgo.

Nonostante l’atmosfera piacevole e i fiori colorati che lo decorano, nel medioevo il Pont du Corbeau non aveva la stessa fama. Era infatti chiamato “pont des supplices” (“ponte dei supplizi”), perché era il luogo adibito alle esecuzioni capitali. I condannati a morte erano rinchiusi in delle gabbie, che venivano appese ed esposte ai passanti per qualche giorno, prima di essere gettati in acqua. Perciò, potete immaginare il motivo per cui non farà mai parte della mia top ten dei “luoghi romantici” della città.

Vista sul Pont du Corbeau

Andando avanti, non posso non fermarmi alla Passerelle de l’Abreuvoir. In sé, non ha nulla di speciale, se non i lucchetti che gli innamorati hanno appeso sulla struttura in metallo, come ne si vedono in molte altre città. Tranne che per me, che ci sono passata mille volte per andare e tornare dal centro, carica di borse della spesa, tornando da una passeggiata, scivolando sul ghiaccio in inverno o la sera tardi con un coup dans le nez (letteralmente “un colpo nel naso”, cioè dopo aver bevuto un bicchiere di troppo). Per omaggiare questa piccola Passerelle, che dei miei tre anni a Strasburgo ne ha viste di tutti i colori, ho voluto abbozzarne un disegno.

Un mio disegno della Passerelle de l’Abreuvoir e della cattedrale

L’ultima tappa: il Pont Saint-Guillaume e il Pont Royal

A pochi passi da (quella che ormai è ex) casa, do un’occhiata al Pont Royal (comunemente detto “pont de Gallia“, dal nome della fermata del tram) dal Pont Saint-Guillaume. Il primo, le cui orgini risalgono al XV° secolo, inizialmente era situato in una zona periferica della città, mentre oggi occupa una posizione centrale. Esso si affaccia, da un lato, sulle péniches, le famose barche della Krutenau, e, dall’altro, sulla bellissima chiesa di Saint-Paul.

Il Pont-Saint Guillaume prende il suo nome dall’omonima chiesa, incredibilmente bianca e appuntita, che segna l’ingresso del quartiere Krutenau. Il ponte è anche uno dei principali accessi ai quais di Strasburgo: scendendo dal lato del centro storico, si può passeggiare lungo il fiume o fermarsi a fare aperitivo sull’erba circondati da papere e cigni.

Per me, però, la passeggiata mentale finisce qui, in attesa di poter rimettere piede un giorno sui ponti di Strasburgo.

La chiesa di Saint Paul vista dal “pont de Gallia”

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