Il compleanno della rinascita

Il 17 gennaio 2019 è il giorno in cui sono rinata.

Quella mattina…17/1/19

Entrai, quella mattina, all’ospedale di Whittington a Londra, per sottopormi ad un intervento di chirurgia bariatrica, il mini bypass gastrico, alla fine di un percorso burocratico durato all’incirca quattro anni e, soprattutto, alla fine di una guerra con il peso in eccesso durata quasi tutta la mia vita.

Una guerra durante la quale alcune battaglie furono anche vinte, grazie a diete più o meno ferree, e poi perse di nuovo, quando i chili ritornavano, più di prima.

Alla fine, esasperata, mi arresi, consapevole che solo qualcosa di drastico mi avrebbe fatto vincere la guerra una volta per tutte. Me ne resi conto a metà del cammino burocratico, fino ad allora intrapreso senza troppa convinzione, e da quel momento, verso la metà del 2018, spinsi sull’acceleratore per avere anche io la mia “data”, il giorno dell’intervento.

L’operazione non è offerta a tutti: bisogna avere un BMI (l’indice di massa corporea) superiore a 40; essere fortemente in sovrappeso; e potere dimostrare di avere tentato di dimagrire senza successo. Con questi criteri, il proprio GP (medico di base) può fare richiesta all’ospedale più vicino attrezzato per questo tipo di intervento; qui, la commissione interna decide se accettare il paziente.

Se si viene ammessi al programma, inizia un percorso che consiste in un misto di visite mediche, terapia comportamentale ed attività sportiva, durante il quale non è ammesso aumentare di peso, anzi, il chirurgo può richiedere una diminuzione dello stesso, soprattutto nei quattordici giorni antecedenti l’operazione.

In queste due settimane è consentita solo una dieta liquida, per cercare di smaltire il più possibile e facilitare il lavoro del medico.

Eccomi quel giorno: appena sveglia, imbronciata, come in molte delle foto fino a quel giorno. All’ospedale ci andai da sola, con un taxi. Succede quando si è single, con i figli ancora in età minorile e la famiglia lontana. Ci sono gli amici, certo, ma anche loro hanno i loro impegni.

Ricordo tutto di quella mattina: l’arrivo in ospedale; la visita del chirurgo; le formalità da sbrigare; l’attesa; le ultime parole con l’anestesista. E poi il risveglio,  in una camera singola; il bisogno di andare in bagno; la visita della mia amica; il dolore; lo spostamento in una camera comune; l’impossibilità di un sonno tranquillo per via delle altre pazienti. Ed i dubbi del giorno dopo; la difficoltà nel bere e mangiare; le numerose medicine.

Ma il 19 gennaio lasciai l’ospedale sentendomi decisamente meglio e convinta di avere compiuto la scelta giusta, anche se non avevo idea di quanto avrebbe cambiato la mia vita.

In termini pratici, ho perso: 49kg di peso; 18.2 punti di BMI; 17cm di seno; 25cm di giro vita; 33cm di fianchi; 5 taglie.

I momenti memorabili sono tantissimi: la prima volta che ho potuto accavallare le gambe; il primo volo aereo senza bisogno dell’estensione per la cintura; il primo vestito acquistato da Zara;

Il primo vestito di Zara

Servizio fotografico

la prima giacca indossata in ufficio; la prima camicia portata all’interno di una gonna; la prima cintura indossata come accessorio.

Che saranno mai, direte voi. E avete ragione. Ma sono quei piccoli gesti, quelle piccole cose, che chi non è gravemente sovrappeso, o non lo è mai stato, dà per scontato. Per me, sono una conquista, una riscoperta dopo tanti anni.

Il cambiamento più significativo è, senza dubbio, quello interiore.

Oltre al peso fisico, in termini di chili, ho perso anche il peso metaforico, quello che mi portavo sulle spalle, abbandonandolo lungo la strada, grazie anche ad un percorso di analisi alternativa. Ho fatto pace con il passato, accettandolo per quello che è stato e, soprattutto, che è: il passato, immodificabile. È scivolato via, strato dopo strato, come una cipolla.

Ho inziato ad osare, a superare i limiti, spesso auto-imposti. 

Ho trovato il coraggio di inseguire un sogno che avevo da ragazza, quello di fare la modella.

Da una inserzione su Facebook sono arrivata al mio primo set di foto professionali ed alla prima agenzia. Mi sono registrata ad un sito per attori/modelli tramite il quale: ho partecipato ad un concorso, Ms Curvaceous, per la ricerca di una modella plus size, i cui i risultati verranno annunciati a breve ed ad un altro, Miss International Curve,

Il mio profilo per Miss International Curve

sempre per taglie plus dove ho sfilato in costume da bagno; ho fatto delle altre foto professionali; sono entrata a fare parte di un’altra agenzia; parteciperò ad altri tre concorsi quest’anno, il primo a marzo.

Ho cambiato il mio stile: capelli corti ed un look costantemente in evoluzione. Posso finalmente vestirmi come voglio piuttosto che con quello che trovo.

Ho cominciato ad essere il soggetto delle foto, che sono diventate la storia visiva del mio cambiamento e la prima sfida con me stessa. Sono passata dall’avere pochissime immagini di me, ed in genere scattate solo con i miei figli, ad averne tantissime da sola ed a condividerle su Instagram, dove ho reso il mio profilo (Mcfannels) pubblico.

Ho guadagnato in salute. Non ho più la pressione alta e ho potuto smettere di prendere le pastiglie che la tenevano sotto controllo. Posso salire le scale senza sforzo. Cammino velocemente e molto più di quanto abbia mai fatto.

Il 17 gennaio 2019 sono rinata.

L’ho fatto per me stessa, certo, ma soprattutto per i miei figli, perchè vogliono che abbiano una mamma ancora per tanti anni. È importante che abbia cura della mia salute anche e soprattutto per loro.

E sebbene non mi abbiano mai criticato per il peso in eccesso, so che ora sono orgogliosi di me e del mio risultato. Questa è la soddisfazione maggiore.

Oggi, 17 gennaio 2020, spengo la prima candelina della mia nuova vita.

I miei figli

13 commenti
  1. Fabiola
    Fabiola dice:

    Cara Elena,
    leggerti mi riempie sempre di gioia!

    Complimenti davvero per tutto quello che sei riuscita a fare.
    La cosa più bella è vedere il tuo sorriso sincero, pieno di carica positiva.
    Continua così <3

    Un fortissimo abbraccio.

    Fabiola - Mallorca

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi