Il coraggio dell’integrazione

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Quando ho deciso di mollare tutto e trasferirmi a Londra, sapevo che non sarebbe stato facile.

Partire completamente da sola, in una città sconosciuta, senza un lavoro e avendo dell’inglese solo una conoscenza molto basilare è pura follia.

Ma sono sempre stata una sognatrice, una ribelle, amo le sfide e questa per me era una sfida.

Ricordo quando ho annunciato alla mia famiglia l’idea di mollare tutto e partire. Mia madre mi ha incoraggiata ad inseguire i miei sogni e la ringrazierò sempre, mentre mio padre pensava che fosse una follia. E forse lo era davvero.

Ma io ho fiducia in me stessa e sapevo che, in un modo o nell’altro, ce l’avrei fatta; perché quando vuoi davvero qualcosa, trovi sempre un modo per ottenerla, in caso contrario trovi una scusa.

Il giorno prima di partire, mi sono pentita di tutto il coraggio avuto in precedenza! Avevo paura.

Paura di quello che mi aspettava. Per 28 anni ero vissuta immersa nella comfort zone e ogni giorno sapevo chi avrei incontrato e cosa avrei fatto durante la giornata, mentre ora tutto diventava una grande incognita. Ma non era per questo che avevo scelto di mollare tutto?

Cosi mi sono fatta forza e preso il volo.

Mi sono scontrata subito con la difficoltà della lingua, perché senza avere un buon livello di inglese è difficile cercare un impiego. Come riesci a spiegarti con il datore di lavoro, se non parli la stessa lingua?

Ma anche questo scoglio, in un modo o nell’altro, se vuoi davvero qualcosa, si supera.

Così, un po’ in inglese, un po’ a gesti, un po’ con il mio onnipresente google traduttore, ho trovato il primo lavoro in un pub.

L’integrazione non è stata difficile, perché l’ambiente era un posto molto amichevole e giovanile, e la maggior parte del personale era italiano. Il che era buono per il mio processo di integrazione, ma non buono per la mia lingua. Come posso imparare una lingua straniera, se parlo quasi sempre solo la mia lingua madre?

Tra il bisogno di spingermi più in là con lo studio dell’inglese e gli orari massacranti che non mi permettevano di avere una vita privata, ho deciso di cercare un altro lavoro.

Londra per fortuna non è l’Italia, dove se hai un posto te lo devi tenere ben stretto perché è difficile trovarne un altro. Qui, anche se la concorrenza è diventata molto alta con il passare degli anni, il lavoro non manca.

Ma si ripresentava la difficoltà della lingua.

Ho deciso allora di cercare lavoro come ragazza alla pari; l’avevo già fatto nel 2016, ed è un ottimo modo per imparare una lingua in breve tempo, perché vivi con una famiglia del posto.

Ho trovato una famiglia inglese molto amichevole, mi trovo bene. Il mio inglese sta migliorando e in più lo sto anche studiando. Ormai mi sento a casa in questa città. Il mio processo di integrazione sta andando bene. Ma anche è vero che io sono una persona che si adatta facilmente.

Non so cosa vorrò fare dopo, se resterò in questa città o se il wanderlust mi porterà altrove. Per adesso voglio vivere il presente. Qui e ora. Senza fare troppi programmi.

Londra è una città fantastica e, se sei una persona mediamente intraprendente, riuscirai sicuramente ad avere un’opportunità. La tua.

Non abbiate paura di inseguire la vostra strada e i vostri sogni.

Seguite il discorso di Steve Jobs: “siate affamati, siate folli”.

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