Il costo della vista in Germania, inizialmente, non mi preoccupava molto.

“Ma cosa venite a fare in Germania? Guardate che la vita, qua, è diventata cara. Non è mica più come una volta.” Queste parole le ho lette oppure sentite tantissime volte, da quando vivo in Germania.  Ciononostante, quando arrivai in Turingia, lo confesso, il costo della vita mi sembrava assolutamente ridicolo. Riuscivo spesso, infatti, a concedermi una serata con gli amici. Ogni tanto, pensate un po’, trascorrevo persino un pomeriggio con le amiche, girovagando per negozi. L’affitto del mio appartamento condiviso era gestibile, la spesa settimanale economica e la bicicletta mi portava quasi ovunque. Mica male, giusto?

Quando firmai il mio primo contratto indeterminato e aprii un libretto di risparmi, poi, iniziai a mettere qualcosina da parte ogni mese. Riuscii a viaggiare decisamente molto, visitando capitali europee e città d’arte. Con quei risparmi, come forse alcuni ricordano, trascorsi un anno in Portogallo e in Spagna e mi ri-trasferii in Germania. Insomma: economicamente non me la passavo  per niente male.

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Qualche anno fa potevo ancora viaggiare regolarmente senza doverci stare troppo a pensare

Il costo della vita in Germania, ora, è tutta un’altra storia.

Adesso, nonostante io riesca comunque ogni mese a mettere da parte qualche cosa, la situazione è ben diversa. Le utenze mensili sono aumentate, il prezzo della benzina oscilla spesso verso cifre spaventose e l’ortofrutta ricorda molto spesso almeno un poco il gioielliere. Ma quanto mi costa, ogni mese, vivere in Germania? Cosa vuol dire lavorare e vivere in Renania Palatinato? Ecco a voi, insomma, il mio costo della vita in Germania, punto per punto.

L’affitto, in generale, varia da zona a zona. In città i prezzi sono spesso esagerati, gli appartamenti piccoli a volte appena ristrutturati e per questo ancora più costosi. Il processo di selezione per i nuovi inquilini, lasciatemelo dire, è feroce. Si ha, come avrete già sentito dire, l’impressione di prender parte ad un casting in cui solo il migliore viene selezionato. Quello più bravo, meno rumoroso, più in ordine, più ricco e in grado di dar maggiori sicurezze al padrone di casa o all’agenzia immobiliare ha più possibilità di venir scelto. Noi, a voler essere onesti, abbiamo semplicemente avuto fortuna.

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Vivere in uno dei tanti paesini della Germania non è solamente più economico. I paesaggi, spesso, sono proprio mozzafiato!

La nostra padrona di casa ci ha chiesto, infatti, un prezzo più che ragionevole: paghiamo 530,00€ per tre camere, cucina e bagno per un totale di 86 metri quadrati. Il locale lavanderia è in comune e ci spetta anche una cantina. Spese quali la bolletta dell’acqua, i rifiuti oppure la pulizia annuale dei camini sono, poi, comprese nell’affitto di cui sopra. Matthias, un mio collega, vive a circa 20 km di distanza e paga la stessa cifra per la metà della superficie e un balcone. La differenza? Lui abita in città, io in un paesino che dista una mezz’oretta in macchina.

Il nostro appartamento, per offrirvi un po’ di prospettiva, si trova all’ultimo piano di un edificio d’epoca. Se da un lato la vista è eccezionale e il prezzo è, nonostante tutto, quasi imbattibile, dall’altro occorre fare i conti con gli aspetti meno idillici della situazione. Gli spifferi in inverno, la mancanza di ascensore, gli infissi che a volte lasciano a desiderare sono tutte piccolezze che a volte ci fanno mettere le mani nei capelli. Nonostante cerchiamo di mettere sempre qualcosa davanti alle porte, ad esempio, ci sono angoli dell’ingresso in cui, volendo esagerare un pochino, sembra di stare a Trieste. Ogni volta che pensiamo di trasferirci di nuovo, però, lasciamo perdere dopo aver visto cosa offre il mercato immobiliare circostante: prezzi ridicoli, infissi fatiscenti, aree cittadine infrequentabili.

Detto questo, non intendo assolutamente scoraggiarvi ma mettervi un pochettino in guardia. Il mercato immobiliare tedesco, in alcune zone, è una bestia ingovernabile. Trovare la soluzione abitativa adatta richiede tempo e costa denaro, quindi siate preparati. Abbiate tempo a disposizione e un buon gruzzolo da parte perché, credetemi, ne avrete bisogno.

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Alcune volte la ricerca è un poco più lunga ma ce la farete, ve lo prometto. Parola di donna che è emigrata all’estero.

Le utenze mensili influiscono molto sul costo della vita in Germania.

Le utenze mensili hanno subito un aumento notevole rispetto allo scorso anno. Complici anche i recenti fatti di cronaca, i prezzi della fornitura elettrica e del gas sono aumentati in maniera consistente. L’anno scorso, per offrirvi un esempio concreto, pagavamo mensilmente 53,00€ per la fornitura del gas e 80,00€ per la fornitura elettrica. Da luglio 2022 (i nostri contratti sono stati aperti nel luglio 2020, quindi si rinnovano sempre in quel mese) paghiamo 120,00€ per la fornitura del gas e 81,00€ per la fornitura elettrica.

Anche in questo caso, peraltro, un poco di prospettiva è d’obbligo. Il gas, a casa nostra, è utilizzato esclusivamente per il sistema di riscaldamento, attivo grosso modo da fine settembre sino a fine aprile. L’acqua viene riscaldata grazie a un boiler elettrico e i fornelli sono altresì elettrici. Per quanto riguarda i prezzi, la fornitura elettrica ha subito un aumento del 30% circa nel mese di aprile 2022, mentre il costo del gas è triplicato. Questo, ovviamente, concerne il nostro fornitore di gas ed elettricità, Vattenfall. Parlando con i miei colleghi, in ogni caso, posso assicurarvi che i rincari sono stati simili anche presso i loro fornitori. Per alcune settimane, addirittura, non era possibile stipulare alcun contratto di fornitura. È un mondo decisamente folle, quello in cui stiamo vivendo ora, non trovate?

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La mealprep è un buon modo per ridurre il consumo energetico ai fornelli. Voi cosa ne pensate?

Per quanto riguarda la connessione Internet, invece, esistono svariati contratti. Noi abbiamo un contratto abbastanza basic, che costa 15,99€ al mese. Lavorando entrambi ed essendo poco a casa, non facciamo chissà che uso di Internet. Lo utilizziamo per guardare la televisione in streaming (Netflix oppure Amazon Prime), per telefonare, videochiamare e per curiosare su Internet. Insomma: non ci occorre chissà che connessione galattica. A queste spese, poi, si aggiunge il Rundfunkbeitrag, ossia la versione tedesca del Canone. Attenzione: esistono alcune eccezioni o categorie protette che non lo devono pagare, in questo caso vi consiglierei di informarvi QUI. Altrimenti si tratta di una tassa obbligatoria, della quale spesso vengono richiesti arretrati a distanza di anni.

Insomma, cercate di non voler fare i furbi perché, credetemi, non ne vale proprio la pena. Il Rundfunkbeitrag può esser pagato mensilmente, ogni quadrimestre, ogni trimestre oppure ancora annualmente. Io, ad esempio, pago 55,80€ ogni tre mesi. Quelle che vi ho elencato sino a qui sono le spese fisse, alle quali non scampa proprio nessuno. Non si tratta di beni di lusso, quali ad esempio l’automobile oppure l’abbonamento alla palestra, bensì delle utenze mensili che toccano a ognuno di noi. Io, ad esempio, a queste spese devo aggiungere la Hundesteuer, ossia la tassa municipale sulla mia cagnolina, e i costi di manutenzione e assicurazione della mia automobile di proprietà.

La spesa alimentare influisce enormemente sul costo della vita in Germania.

Anche la spesa alimentare e quella dei prodotti per la pulizia del corpo e della casa influisce sul costo della vita in Germania. Vi basterà curiosare un pochettino in rete per trovare ogni sorta di consigli per risparmiare. Ognuno di questi guro vi prometterà il “metodo più efficace” per spendere pochissimo e vivere da re. Io posso limitarmi a parlare della mia esperienza. Noi siamo due persone adulte, più una cagnolina che oltre al cibo necessita di integratori e medicinali. Oltre alla spesa settimanale siamo riusciti, poco a poco, mettendo da parte qualche decina di euro ogni mese, a costruirci una scorta per le emergenze. In caso di necessità, quindi, avremmo cibo per un mese o due. Non è tantissimo ma, di questi tempi, tranquillizza almeno un pochettino.

Quanto spendiamo ogni mese per fare la spesa? Scontrini alla mano, posso dirvi che ogni mese spendiamo tra i 300,00€ e i 350,00€. Questo, spesso, include persino le scorte di cui sopra. Come facciamo? Innanzitutto, non acquistiamo cibo preconfezionato oppure precotto. Se mi incontraste al supermercato, vedreste un carrello pieno di frutta e verdura, farina, qualche lattina di legumi, latte, formaggi, uova. Ovviamente, facciamo scorta di alimenti a lunga conservazione quando questi sono in offerta. Allo stesso modo, controlliamo che le offerte siano realmente vantaggiose e acquistiamo prodotti a marchio. Lo so: si tratta un pochettino della scoperta dell’acqua calda ma, credetemi, spesso osservo gente acquistare litri di shampoo solo per approfittare del coupon tal dei tali…

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Io faccio la spesa armata di lista, listino dei prezzi e un po’ di tempo a disposizione. Anche quello, spesso, aiuta!

Conviene trasferirsi, pensando all’attuale costo della vita in Germania?

L’espatrio è cambiato, concedetemi innanzitutto questa premessa. Sono cambiate le modalità di partenza, così come sono cambiate le necessità del mondo del lavoro tedesco. Ora vengono richieste figure professionali molto qualificate e la conoscenza della lingua è, spesso, imprescindibile. La Germania, lasciatemelo dire, è una brutta bestia, a volte. La burocrazia fa impazzire in un modo diverso da quella italiana: sa essere efficiente, credetemi, ma dannatamente articolata. A volte si spendono ore a fare la spola tra uffici che, maledizione, non sono in grado di comunicare tra loro. Altrimenti il problema sarebbe risolto da secoli. I treni non sono più puntuali come nei film d’epoca, a volte manco passano, e i biglietti non sono di certo regalati.

La vita è diventata più costosa e, se decidete di partire adesso, fatevi i conti in tasca.

Non voglio scoraggiarvi, perché non lo trovo giusto, ma siate preparati a costi decisamente in salita. Il Land della spesa a poco, della birra a fiumi e via discorrendo, ora come ora, non esiste più. Esiste un Paese con strutture che funzionano e difetti che spesso rallentano queste ultime. Esistono persone accoglienti e individui decisamente meno aperti. Allo stesso modo esistono aiuti statali che, però, vengono concessi solamente a determinate codizioni. La Germania non è più la terra promessa, forse a ben vedere non lo è mai stata. Ciononostante, la Germania è casa mia, anche se il costo della vita in salita, al momento, non mi fa risparmiare quanto vorrei.

9 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Se consideri che con 530 euro a Parigi non ci affitti neppure una stanza… sì, è una cifra ridicola! Una casa come la vostra mi costerebbe minimo 3000 euro! Però ho sempre pagato pochissimo di bollette (max 30 euro) e la spesa, anche in due, a stento 200 a persona (200 quando voglio fare spese folli). A questi prezzi forse in Germania mi trasferirei lo stesso, ma certo dipende anche da quanto si guadagna al netto!!

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    • Samanta - Jena DE
      Samanta - Jena DE dice:

      Ciao Chiara e ben trovata! Io sono molto sollevata del dover pagare una cifra ridicola d’affitto, lo confesso senza vergognarmene. Sino a maggio il mio compagno era legato ad un contratto di collaborazione presso il centro di ricerca che lo ospitava durante la stesura della sua tesi magistrale. Ebbene, tale contratto prevedeva dieci ore lavorate a settimana e gli proibiva di lavorare altrove (il centro di ricerca – peraltro molto noto – si tutela in questo modo, cercando così di ottenere il massimo dai propri dipendenti), per un totale di 540,00€ al mese ai quali lui doveva sottrarsi l’assicurazione sanitaria. Io ho lavorato full time sino a fine luglio, prendendo 10,45€ l’ora (la mia professione è retribuita con il salario minimo garantito e una stretta di mano). Per fortuna lui a maggio si è laureato e ha trovato un super lavoro (tipico lavoro tedesco: altamente qualificato, ben pagato, qualche benefit. Lasciamelo dire: Finalmente). Io, da agosto, sono costretta a lavorare meno perché a causa delle mie patologie croniche sono finita in terapie intensiva dove ho dovuto un pochettino, gioco forza, rivalutare le mie priorità. Insomma, ben vengano gli affitti economici perché il solo pensiero di non esser più in grado di contribuire al 50% alle spese mi fa proprio star male.
      Lo stipendio netto è un tema molto ampio: il salario minimo garantito è di 12,00€ l’ora dal 1. ottobre, ma le tassazioni differiscono in base alla classe di reddito, al Bundesland, allo stato di famiglia… insomma:un pasticcio! Quasi quasi, appena riesco, ci scrivo un bell’articolo. A presto!

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  2. Antonia
    Antonia dice:

    Ciao! Anche qui in Spagna (Valencia) le cose sono molto cambiate da qualche tempo. Affitti carissimi in città e anche qui una lotta per spuntarla su tanti altri interessati. I proprietari oramai chiedono un anno di affitto anticipato. Burocrazia lentissima. Mesi per avere il tesserino di residenza. Certo, frutta e verdura in abbondanza ma anche qui i prezzi di luce e gas sono alle stelle. Anche qui le figure professionali specializzate sono molto ricercate ma passano mesi e mesi prima che i titoli di studio vengano convalidati. Insomma, ovunque non è oro tutto ciò che luccica. La Germania (Baviera) mi manca un po’. Tschüss

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    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Ciao Antonia, davvero?? Ho un amico a Valencia e continua a sostenere che Valencia sia super economica, vivibilissima e con un affitto più che ragionevole. Dipende forse dal quartiere?

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    • Samanta - Jena DE
      Samanta - Jena DE dice:

      Ciao Antonia e benvenuta! Un anno di affitto anticipato è davvero tantissimo! Qua, al massimo, ti vincolano a uno o due anni di affitto. Il contratto dura, per esempio, due anni e tu non puoi rescindere prima a meno di non trovare un inquilino che soddisfi in pieno il padrone di casa. Insomma: un pasticcio infinito, soprattutto in città quali ad esempio Bonn o Colonia dove la mobilità è abbastanza all’ordine del giorno.
      Hai detto benissimo: non tutto ciò che luccica è oro ed è proprio questo che ho cercato di spiegare, soprattutto perché leggo spesso di persone che partono un poco all’avventura. Cosa mi preoccupa, lo confesso, è il fatto che alcuni lo facciano portandosi moglie e figli appresso, senza essersi prima informati a dovere. 🙁

      Rispondi
  3. Giovanna
    Giovanna dice:

    Io, in Italia, in un paesino sconosciuto anche agli Italiani, in zona industriale, circondata da capannoni fatiscenti e dismessi, lontana da ogni negozio, farmacia ecc., sto in un appartamento di 60m2, senza balcone, solo con mezze finestre, 1 stanza, uno stanzino tipo ripostiglio che ha la finestra in alto come nei magazzini e che si apre sul pianerottolo (quindi tutto il condominio è in cameretta!), pago €530+€40 di condominio.
    Le pulizie scale te le devi fare da sola, la pattumiera è sui 4/500€ annui.
    Non c’è nessun servizio vicino e sei costretta ad avere un mezzo di trasporto… non parliamo poi dell’aumento del carburante (sia auto che casa), che c’è in Italia!
    La spesa? Con 100€ esci con 3 buste spelacchiate…
    Io non so in Germania, ma in Italia, al nord soprattutto, non è cosa!

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    • Samanta - Jena DE
      Samanta - Jena DE dice:

      Buonasera Giovanna e benvenuta. Il tuo commento mi ha fatto davvero stringere il cuore perché, non so se ne sei a conoscenza, i miei genitori abitano in Norditalia. Io cerco sempre di mettere qualcosina da parte anche per loro e, sapendo che non vogliono spedisca loro denaro, faccio un po’ di spesa e la cammuffo dicendo che sono “prodotti tipici che devono provare assolutamente” e gliela spedisco in un pacco oppure gliela porto quando riesco a far visita. Ho parlato con mia mamma al telefono qualche giorno fa e, quando mi ha raccontato degli aumenti sui prezzi della benzina, mi sono proprio spaventata. Per fortuna, mi ha detto con un sospiro, lei la macchina la usa solo per andare a fare la spesa oppure per farsi portare in ospedale a fare le visite di controllo.
      Sospiro di sollievo pensando che, almeno, loro non devono pagare l’affitto bensì le bollette e i costi di manutenzione, oltre alle tasse sugli immobili. Lo so: è un sollievo del tutto relativo, me ne rendo conto.
      Grazie per aver condiviso con noi la tua realtà, il tuo quotidiano. Spero che le cose migliorino presto proprio per tutti e che le tre buste spelacchiate di spesa diventino almeno sei, belle piene!

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  4. Lella
    Lella dice:

    Interessante, ma credo che affitti del genere siano per lo più se sei nel Land o in periferia, molto periferia.
    Nelle città gli affitti sono aumentati in maniera paurosa negli ultimi 10 anni.
    Spendo +100 Eu per un appartamento di 10 mq in meno rispetto al primo e in zona meno “in” di quella in cui stavo prima e ora, “grazie” alla guerra ulteriori 100 euro al mese.

    I tedeschi si sono sempre lamentati della situazione-Euro e spesso mi fanno esempi di come andava la vita col Marco tedesco.

    In ogni caso per avere un contratto di affitto bisogna dare mille garanzie (Schufa e contratto di lavoro e dichiarare quanto si guadagna) a meno di non presentare un garante o forse di essere fortunati e trovare un privato che affitta (non ho ancora avuto l´onore. Per ora solo agenzie, che poco hanno a cuore il benessere dell´inquilino – soprattutto se sei immigrata e sola).

    Rispondi
    • Samanta - Jena DE
      Samanta - Jena DE dice:

      Buongiorno e benvenuta sulle pagine di Donne che Emigrano all’Estero! I prezzi degli affitti variano in maniera quasi radicale da città a città, lo so. Quando iniziai a valutare di ri-trasferirmi in Germania feci un paio di colloqui in Mecklemburg Vorpommern e in alcune zone, peraltro davvero bellissime, gli affitti erano decisamente inferiori a quelli della cittadina in cui vivo.
      Io affitto presso una persona privata, ho affittato una sola volta tramite agenzia (quando a Jena vivetti in un appartamento condiviso) e ho fornito le stesse esatte garanzie, oltre ad una lettera piena di buone intenzioni e ragioni per le quali eravamo gli inquilini perfetti.
      Avendo proprietà in Italia e restaurando con l’intento di affittare in seguito, mi sono persino chiesta se queste garanzie (buste paga degli ultimi tre mesi, ad esempio) nel Bel Paese non si richiedano. Credo proprio che mi dovrò informare, onde evitare di fare la figura di quella che vuol sempre esagerare…
      A presto! Samanta da Remagen

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