1. IL FILTRO ROSA DEI SOCIAL MEDIA

social-media

Come tante altre persone, ho due account sui social media e mi piace usarli.

Mi piace scattare delle belle foto durante i miei viaggi, concentrarmi sulle inquadrature e sui colori, condividere le più significative. Al contempo però non ci tengo ad immortalare ogni singolo istante di un viaggio in una story Instagram.

Nonostante conosca Parigi come le mie tasche, spesso mi diverte fare la turista a casa mia e ricordarmi di tutto il bello che mi circonda.

Sul mio profilo Instagram si trovano molti scatti di parchi, città europee, spettacoli, concerti. Nelle mie stories ricordi di serate, situazioni buffe, talvolta pensieri e riflessioni. Ogni tanto ci sono anche dei miei ritratti, anche se in foto vengo sempre malissimo!

Da Facebook si evince chiaramente cosa mi piace, che musica ascolto, quali sono le attività che prediligo. I miei profili sui social sembrano delle playlists o dei grandi album di foto ricordo, e non mi dispiace che qualcuno possa ispirarsi, commentare, trasmettermi il suo entusiasmo oppure chiedermi informazioni ed opinioni sull’ennesimo viaggio che ho appena fatto.

Tutto questo davvero rappresenta la mia vita?

Certamente, ma solo in parte.

Se qualcuno che non mi conosce abbastanza dovesse giudicare la mia vita sulla base dei miei profili social penserebbe, molto superficialmente, che io passi le mie giornate a viaggiare e a fotografare fiori. Che la mia vita da expat sia perfetta: viaggi, aperitivi, vie en rose e nessuna preoccupazione.

È molto facile pensare : “Beata lei, vive a Parigi, ha un sacco di ferie e può viaggiare quando vuole”. Certo, posso permettermi di viaggiare spesso, è la mia passione, ma tutti questi viaggi devo guadagnarmeli con il lavoro, non dimenticatelo!

roma-colosseo-social

Dal mio profilo Instagram : Roma, il Colosseo.

Purtroppo sono in molti a pensarla così, a vedere i social media come uno specchio perfetto della realtà, giudicandoci superficialmente, soprattutto in un’epoca in cui ci si ritrova perennemente connessi, a preoccuparsi dei like, delle visualizzazioni, delle reazioni dei followers e soprattutto del loro numero.

Chi invece ha una visione più matura e profonda delle cose sa bene che la realtà è ben diversa e che i social media hanno sempre e comunque un filtro.

Personalmente, cerco sempre di proteggere la mia vita privata su Internet. Appunto, vita privata; si chiamerebbe vita pubblica altrimenti. Non ho mai parlato molto della mia famiglia, delle mie relazioni, delle mie grandi delusioni. È difficile capire se sto soffrendo, se sono innamorata senza speranza o se sto vivendo una bella storia d’amore. Sono dettagli preziosi che non voglio condividere con chiunque, e di certo non lo faccio per apparire perfetta agli occhi di chi mi segue.

Basti  pensare che neppure i miei momenti migliori vengono immortalati sui social. E sapete perché? Perché in quei momenti il cellulare resta in borsa, disconnesso, magari anche spento; quei ricordi li custodisco gelosamente e li tengo per me soltanto.

In ogni caso, sui social tutto sembrerebbe perfetto a prescindere.

Nemmeno gli utilizzatori più “espansivi” scrivono mai dei post su una rottura sentimentale, un divorzio, una litigata con il compagno o la gastroenterite del loro bambino. Viste da Facebook, tutte le coppie sembrano da favola e tutte le famiglie sembrano del Mulino Bianco. Appunto, sembrano.

Sui social tutto appare attraverso un filtro rosa.

Esattamente come i filtri Ludwig, Mayfair e Clarendon su Instagram, sui social la nostra vita sembra sempre abbellita da questo bel filtro rosa che fa apparire tutto perfetto, impeccabile, da cartolina.

I nostri profili parlano senz’altro di noi, della nostra realtà; sui social tutto è vero, ma spesso non rappresentato al 100%.

Ad esempio, dopo la mia ultima, grande rottura sentimentale sono stata malissimo per sei mesi. A parte qualche citazione e canzone malinconica, dai social tutto questo non si capiva affatto, la mia vita sembrava scorrere normalmente, serena e tranquilla.

Soltanto chi ha passato ore ed ore con me a parlare, chi mi ha vista piangere, chi mi ha ascoltata per un’ora al telefono sa realmente come sono stata. Per il resto, non mi interessa rendere partecipi della mia vita privata persone con cui parlo poco o niente. Alcune neanche sapevano fossi fidanzata! E persino il mio ex vedeva negativamente il fatto che io non pubblicassi molte foto di noi due.

Ma cosa importa in fondo? Tutte le persone per me importanti sapevano quanto lo amassi, e le stesse sanno quanto io abbia sofferto quando mi ha lasciata.

I social sono senz’altro un mezzo utile e divertente per restare in contatto, informarsi, partecipare ad eventi. Ma pur essendo la realtà, a mio parere virtuale rimane. Altrimenti, cosa penseremmo di quelle persone che su Facebook non pubblicano nulla? Che non esistono? Che sono dei profili falsi?

Soprattutto quando si vive all’estero e quando si ha la fortuna di viaggiare spesso è facile pensare che tutto sia rose e fiori. Parchi verdissimi, fiocchi di neve, una Tour Eiffel luccicante ed altri panorami mozzafiato.

Ma chi andrebbe mai a pensare che, mentre scattavo una foto alla “Dama di ferro” ero in lacrime? Che mentre immortalavo gli alberi in fiore al Parc Montsouris ero malinconica e passeggiavo per rilassarmi? Chi direbbe mai che fotografando il Lungosenna sospiravo pensando a qualcuno che mi manca da morire? Una foto che ci ritrae allegri, sorridenti non dice nulla sul nostro reale stato d’animo.

parigi-senna-instagram

Dal mio profilo Instagram: Parigi, Quai de la Tournelle.

Per quanto possa essere piacevole osservare questa realtà virtuale, ricordiamoci che dietro un colorato profilo Instagram ci sono delle persone, non dei robots. Nel nostro caso, ci sono delle persone che hanno fatto una scelta di vita coraggiosa e difficile e che di storie ne hanno da raccontare, ma non necessariamente con un post.

Ogni tanto, ricordiamoci di disconnetterci e ricorrere ai vecchi metodi: una lunga telefonata o una chiacchierata tête-à-tête oppure, perché no, un’interminabile chat o Skype call. Si possono scoprire delle cose incredibili su noi stessi che mai e poi ma riusciranno a passare attraverso il filtro rosa dei social media.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi