Il mio regalo di compleanno

Fratello e Sorella

Anche quest’anno invecchio di un anno.

Oggi 26 giugno è il mio compleanno, ma il regalo più bello che potessi ricevere è arrivato con qualche giorno di anticipo.

E’ nata la mia prima nipotina Gaia, la figlia di mio fratello.

 Come accade con tutti i regali più attesi, c’è una storia da raccontare.

Era una normale mattina di Settembre, ero ancora a Houston e stavo per accingermi a fare la mia solita colazione camminando per casa come uno zombie mutilato, quando vengo interrotta dalla chiamata di mio fratello.

Ricevere una chiamata alle 6.30 del mattino, solitamente scatena due reazioni:

  1. O pensi che sia morto qualcuno e inizi a sudare freddo
  2. O pensi che non abbiano guardato che ore sono in America.

Ad ogni modo decido di rispondere alla chiamata FaceTime video.

Con grande commozione, mio fratello mi informa che aspetta un figlio.

Io e mio fratello siamo sempre stati molto uniti.

Ci siamo odiati soltanto durante il periodo in cui mio papà ci forzava ad uscire insieme, fino a quando non abbiamo scoperto come ingannarlo, dandoci un appuntamento in un luogo da cui tornare a casa insieme come se non ci fossimo mai separati.

Il nostro rapporto si è poi fortificato quando nostro padre è venuto a mancare. Abbiamo capito che prima o poi avremmo dovuto fare i conti con la realtà, e che prima o poi saremmo stati solo io e lui la forza l’uno dell’altro.

Mio fratello ha poi iniziato il suo percorso di espatrio molto tempo prima di me e ci siamo ritrovati a vivere insieme a Houston solo per due anni.

Attualmente, mio fratello vive a Zurigo e io al Cairo.

Così quando ho ricevuto la chiamata, ho iniziato a piangere per la gioia e ad urlare al telefono, svegliando mio marito e l’intero condominio.

Quella è stata una delle notizie più belle che si possano ricevere.

In una sola mattina mi sentivo già responsabile di una vita di cui si sapeva poco, di un fagiolino che sarebbe cresciuto per diventare una bimba che aveva già riempito il mio cuore di amore puro.

Ovviamente ho vissuto la gravidanza di mia cognata su FaceTime, e non ho potuto assistere al parto perché non si aveva la certezza del giorno in cui la bambina sarebbe nata.

Gaia sarebbe dovuta nascere il 23 Maggio, ma ha deciso di godersi quei momenti di serenità  dentro la pancia della mamma fino al 1 giugno.

I momenti antecedenti al parto, sono stati angoscianti.

Mio fratello ci aggiornava tramite WhatsApp sullo stato di avanzamento del parto, con messaggi che avrebbero sconvolto anche una dottoressa con diversi anni di esperienza:

  • Mia moglie ha crampi fortissimi e vomita
  • le stanno dando il gas
  • le stanno facendo l’epidurale
  • la bambina ha il battito del cuore alto
  • Stanno procedendo al parto cesareo
  • Sta avendo un parto naturale
  • E poi finalmente “è nata.”

In famiglia, abituati ad affrontare i problemi insieme, siamo rimasti svegli dalla mattina del 31 maggio fino al 1 giugno, incollati al telefonino.

Sono andata a Zurigo l’8 giugno e, appena entrata a casa di mio fratello, ho visto quel piccolo angelo appena nato.

Lei: così piccola, tenera, perfetta, con un viso tondo come se fosse stato disegnato con il compasso, gli occhi aperti e vispi che scrutano il mondo.

Ho preso in braccio quel piccolo cucciolo e le ho iniziato a sussurrare quanto amore provassi per lei.

Abbiamo passato dieci giorni insieme, ma presto sono dovuta ritornare alla realtà.

Sono tornata  al Cairo.

La sensazione più brutta resta sapere che, vivendo a distanza, mia nipote avrà sempre delle riserve ogni qualvolta ci vedremo, perché non mi riconoscerà subito, ogni volta dovremo riprendere confidenza. Dovrò ritornare a fare parte della sua vita per uscirne dopo pochi giorni.

Ferisce l’idea che per lei sarò sempre un’estranea conosciuta, una persona che entra ed esce dalla sua vita e con cui riuscirà ad interagire per pochi giorni all’anno.

Ferisce sapere che probabilmente io non sarò importante per lei quanto lei lo è per me.

Ferisce sapere che mi perderò molti degli eventi che segneranno la sua vita: le prime pappe, i primi passi, le prime scoperte.

Ferisce sapere che lei crescerà senza avermi come punto di riferimento, perché io sarò sempre lontana ma vicina solo tramite un telefono.

Ferisce sapere che se io dovessi avere dei figli, lei potrebbe non sentirli parte della sua famiglia.

Ma la vita di chi vive a distanza dai propri cari non è proprio questa?

Sapere che ci perderemo momenti importanti e dovremo fare i doppi salti mortali per far sentire alle persone che noi ci siamo.

 

 

4 commenti
  1. Gilda
    Gilda dice:

    E invece secondo me tua nipote ti adorerà profondamente, sarai la zia fuori di testa che vive tra le piramidi (o chissà dove). E poi che ne sai? Magari un giorno finisci a vivere al Cairo anche tu!

    Rispondi

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