Il paese dei dottori pazzi

Tragicommedia in 5 atti (e in 4 mesi)

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ATTO 1

I sintomi quando sei expat

Settembre. Mattina, camera da letto. Gatto che dorme in salotto, inquilini fuori. Silenzio dappertutto. Dalla tenda quasi del tutto abbassata, filtra un raggio di luce. Passi leggeri e veloci, la camera della porta si apre.

Figlia: Mamma…

Madre: (si gira nel letto, apre un occhio) Tesoro, è presto…

Figlia: (con tono stanco) Non ce la faccio mamma, sono proprio a terra…

Madre: Ok tesoro non ti preoccupare, fammi scrivere alla scuola. Magari chiamiamo il medico, però: ormai è una settimana.

Figlia: Ok mamma… io torno a letto.

Madre si alza. Rumore di stoviglie richiamano il gatto, che si sveglia e si stiracchia. Profumo di caffè. Madre prende il telefono e compone un numero.

Cambio scena – Dal medico. Piccola stanza arredata con l’essenziale. Nessun odore di ospedale. Una libreria fornita spunta alle spalle del dottore, che ascolta con attenzione, annuendo periodicamente con il capo.

Dottore: (rivolto alla figlia) Tu hai la sinusite.

Madre: (rivolta al dottore) Come ha detto, scusi?

Dottore: Sì, la ragazza ha la sinusite. Sa, qui in Olanda quando finisce l’estate arriva l’autunno, che è una stagione più fredda, e insieme all’autunno arrivano i raffreddori. Ammalarsi è normale. Ora, noi abbiamo un modo diverso da voi, per curare i pazienti, non diamo mica tutti quegli antibiotici. Capisco che questa per voi è una novità, quindi: vuoi che te lo prescrivo?

Madre: (con gocciolina di sudore lungo la tempia e, tuttavia, contegno; rivolta al medico) Gli antibiotici per un raffreddore? Capisco che abbiamo abitudini diverse, ma gli antibiotici per un raffreddore mi paiono un tantino eccessivi.

Dottore: Va bene, allora le prescrivo uno spray per il naso.

Figlia: (rivolta al dottore) Ma io ho dolore al fianco sinistro.

Dottore: È normale: con il raffreddore la milza si gonfia. Fatti lo spray e, se tra due settimane stai ancora così, richiama.

Cambio scena – Due settimane dopo. Casa.  

Figlia: Mamma, aiutami, non arrivo a scendere dal letto.

Madre: Misura di nuovo la febbre, tesoro. Nel frattempo scrivo ancora alla scuola e richiamiamo il medico.

Dottore: (al telefono) E da quanto hai febbre?

Figlia: Da due settimane; è aumentata. Ho dolore al fianco, non riesco a muovermi.

Dottore: E da quanto non riesci a camminare?

Figlia: Cinque giorni.

Dottore: Fatti vedere da un fisioterapista.

Figlia: (lievemente alterata) Ma io ho dolore alla milza!

Dottore: E io che ti posso fare? Il tuo dolore è un problema di schiena, non un problema di milza. È colpa di come cammini.


ATTO 2

Il sillogismo medico aristotelico

Ottobre. Sabato pomeriggio, dopo aver escluso il fisioterapista. Il gatto dorme. Madre prende il telefono e compone il numero della guardia medica al pronto soccorso.

Segretaria della Guardia Medica: E lei perché chiama noi? Non ce l’ha un dottore? Guardi che qui in Olanda ci sono delle regole precise da rispettare, guardi che qui in Olanda ci abbiamo il protocollo, guardi che qui in Olanda. Ma lei non parla olandese?

Madre: (bla, bla, bla, riassume la situazione) E questo è quanto. Sta peggiorando, ha il respiro corto, mangia poco.

Segretaria della Guardia Medica: E il medico che ha detto?

Madre: Che ha la sinusite e deve andare dal fisioterapista.

Segretaria della Guardia Medica: E allora ci vada.

Madre: (con voce leggermente spazientita) Mia figlia non ha bisogno un fisioterapista, ha bisogno di analisi del sangue.

Segretaria della Guardia Medica: Mi passi sua figlia.

La scenetta riparte. Figlia rispiega.

Segretaria della Guardia Medica: E perché chiami noi? Noi non siamo qui per secondi pareri, questo è uno studio di emergenza. Chiama il tuo medico lunedì.

Figlia: Io sto male ora. E non voglio un secondo parere: voglio un esame del sangue e un’ecografia.

Segretaria della Guardia Medica: Ti faccio chiamare dal medico.

Dopo 30 minuti. Guardia Medica al telefono in vivavoce. La scenetta riparte.

Guardia Medica: E dove ti fa male?

Figlia: Alla milza.

Guardia Medica: E come fai a sapere che è la milza? Ci sono tanti organi sotto le costole, per esempio il colon.

Figlia: Come dice, scusi?

Guardia Medica: Come vai di corpo?

Figlia: Senta, io non ci capisco molto di medicina, ma se sono gonfia al fianco sinistro, il dolore si irradia, non respiro bene, non mi muovo e ho la febbre da 20 giorni, ci arrivo anche io a capire che mi serve almeno un’analisi del sangue.

Guardia Medica: Allora chiedila al tuo medico di base.

Figlia: Il mio medico di base dice che ho una sinusite.

Guardia Medica: E allora io non posso fare niente. Questo è uno studio di emergenza: non abbiamo tempo da perdere con casi come il tuo.

Figlia: Cosa deve fare una persona per farsi visitare e curare in questo paese? Io ho diritto a chiedere di essere curata!

Guardia Medica: Ti sei fatta visitare dal tuo medico di base?

Figlia: Sì ci sono andata ma non mi ha visitato, mi ha fatto solo domande.

Guardia Medica: E perché non ci sei più tornata, se stai così male?

Figlia: (del tutto alterata) Perché le ho detto che non riesco a camminare!

Guardia Medica: Senti bellina, stai calmina e non alzare la voce. Ti ho già detto che questo è uno studio di emergenza, e l’emergenza non lavora il weekend. In Olanda ci abbiamo il protocollo, noi, e ci abbiamo le regole, noi.

Figlia: Io voglio solo essere visitata perché sto male!

Guardia Medica: Va bene, dai, vieni qui.

Figlia: Mi fa fare le analisi?

Guardia Medica: No.

Figlia: Allora scusi ma non vengo. Non esco con i dolori che ho, se non ho la garanzia delle analisi. A questo punto vado direttamente dal medico lunedì, a farmele prescrivere.

Guardia Medica: Quindi confermi che rifiuti la visita medica?

Figlia: Esatto, rifiuto la visita, perché è inutile: a me servono esami.

Guardia Medica: Va bene, grazie per aver chiamato. Se i sintomi peggiorano, richiama.

Figlia: Sì, se siete in grado di fare qualcosa. Arrivederci.


ATTO 3

Il bruto sapiente

Comincia a fare buio, ad ottobre. Il taxi arriva puntuale. Il dolore si accentua a ogni frenata, dosso e semaforo rosso.

Dottore: Dunque, febbre e dolore da un mese, eh? E siete venute per quale motivo, esattamente? Signora, che malattia si aspetta che abbia, sua figlia?

Madre: Beh, ecco, io mi aspetto che sia lei a dirmi che malattia ha.

Dottore: Giusto, giusto, ma io non lo so. E voi comunque avrete delle idee: quali sono?

Madre, con gocciolina che scende lungo la tempia, condivide le sue idee. Meno male che ha studiato medicina.

Dottore: Ah, certo, capisco. E quali esami volete fare?

Madre: Beh, ecco, vorrei che fosse un medico a dirmi che esami deve fare. Ma visto che me lo chiede, emocromo ed ecografia mi paiono il minimo in queste condizioni. Ora può visitare mia figlia?

Alzati, abbassati, sdraiati un attimo, respira, spè che ti metto due dita qui, ti fa male?, questa è la milza.

Figlia: Ahi!

E lo sapevo. Emocromo prescritto.


ATTO 4

La tiritera

La luce filtra fioca dalle finestre. Dalla stanza in penombra da mesi è difficile immaginare i cambi di stagione. Il gatto sbadiglia e cambia lato.

Madre: Salve, chiamo per il risultato delle analisi di mia figlia.

Studio Medico: Salve, sua figlia ha 18 anni.

Madre: (con tono perplesso) Come dice, prego?

Studio medico: Ho detto che sua figlia ha 18 anni. Lei non ha alcun diritto su di lei, né ha diritto a conoscere i risultati dei suoi esami. In Olanda ci abbiamo i protocolli, noi. Mi faccia chiamare dalla ragazza.

Dopo cinque minuti.

Studio Medico: Ah sì, salve. Non abbiamo ancora il risultato delle analisi. Chiama domani.

Il giorno dopo.

Studio Medico: Ah sì, salve. Abbiamo le analisi, ma non il medico non le ha viste. Richiama domani.

Il giorno dopo ancora.

Studio Medico: Ah sì salve. Abbiamo le analisi e il medico le ha viste, ma non ci ha detto che significano. Richiama domani.

Domani.

Studio Medico: Ah sì salve. Il medico ha visto le analisi. Ha detto che può darsi che hai qualcosa. Come, scusa? La febbre non passa e il dolore non diminuisce? Il medico dice di aspettare. Quattro settimane. Se tra un mese non passa, richiama.

Figlia chiude la telefonata. Madre si infila il cappotto.

Figlia: E adesso dove stai andando?

Madre: A cambiare medico. Vado a iscrivere entrambe a questo all’angolo.


ATTO 5

Novembre

La nuova sala visite è colorata. Odore di disinfettante dappertutto. La segretaria parla solo olandese. Figlia si trascina lentamente.

Nuovo dottore: Fatti visitare un attimo, ragazza. Tu hai bisogno di ripetere le analisi del sangue, e anche di un’ecografia. Tu hai qualcosa.

Figlia: Dottore, grazie!

Nuovo dottore: Ti prescrivo tutto l’occorrente. Nel frattempo cerca di fare piccole passeggiate, se puoi. Fatti viva quando hai fatto.

Cambio scena – A casa, tempo dopo. La luce non filtra. Fa buio presto, in questa parte dell’anno.

Figlia: Salve, chiamo per il risultato delle mie analisi.

Nuovo dottore: Ciao ragazzina, come ti senti?

Figlia: La febbre va un po’ meglio. Il dolore c’è ancora.

Nuovo dottore: Le analisi sono negative. Tu hai qualcosa, ma io non so che cos’è, non lo sappiamo diagnosticare. Facciamo così: aspetta tre settimane. Se ancora non passa, richiama.

Cambio scena – Un pomeriggio qualunque di dicembre. Letto disfatto. Il gatto pisola acciambellato. Due tazze di tè. Un film di Natale in play. La febbre è quasi scomparsa. Il tempo passa senza ragione.

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17 commenti
  1. Danila - Mauritius
    Danila - Mauritius dice:

    ciao Paola mio fratello si lamenta esattamente delle stesse cose..impossibilità di fare una minima prevenzione e di essere curati con solerzia..come si spiega, in un paese in assoluto tra i piú civili al mondo, una sanità da terzo mondo?

    Rispondi
  2. Solare
    Solare dice:

    Solo a leggerlo il post mi sentivo male anch’io! Poveretta la ragazza e disgraziate sanità straniere che in un modo o nell’altro fanno sempre rimpiangere la nostra sanità dove se non altro c’è più umanità. Potrei scrivere un romanzo sulle mie esperienze pazze con la sanità australiana dove gli ospedali sono belli, puliti, nuovi ma le diagnosi …aiuto! Sono andata dal medico per un mal di gola e sono tornata a casa con la mascherina e ordine tassativo di non uscire e segnalazione alle massime autorità per rischio contagio. Potevo a quanto pare uccidere ( testuali parole) qualcuno con il mio virus. Io morta di paura ho chiamato il mio medico italiano il quale ha diagnosticato una tonsillite guarita dopo pochi giorni con un antibiotico che io avevo con me. Tutta la folle diagnosi l’avevano fatta senza analisi del sangue! Altro che pazzi…! Tosse asinina dicevano..scusi ma io non tossisco, ho la gola arrossata …particolare a quanto pare non rilevante! Ridiamoci su per non piangere!

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  3. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Oddio 🙁
    Dopo aver letto il tuo articolo, quel minimo di voglia/interesse/curiosità che avevo di trasferirmi in Olanda è sparito completamente ! Sanità francese tutta la vita!!

    Rispondi
  4. Daniela
    Daniela dice:

    Per quelli che rimpiangono la sanità italiana: per mio padre che aveva febbre ricorrente e dolori alla pancia, hanno impiegato 9 mesi prima di riuscire a diagnosticargli un’appendicite e doverlo operare di urgenza. Prima gli volevano prescrivere gli antidepressivi, sostenendo che i dolori che aveva erano di natura psicosomatica.

    Rispondi
  5. Valentina
    Valentina dice:

    Ciao Paola…che brutto racconto! Sto prendendo in considerazione l’idea di venire a lavorare in Olanda.
    Anche io sono stata male qualche anno fa così come tua figlia, avevo dolori al fianco e non riuscivo a camminare. Non avevo altri sintomi. Sono stata male per una settimana, alla fine in mezzora mi era salita una febbre altissima . Analisi ed un’ecografia hanno messo in luce una cistite asintomatica. Purtroppo ne soffro ma adesso so almeno quali sono i sintomi
    Un abbraccio alla tua bambina

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