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Già è passato più di un anno da quando sono arrivata la prima volta in Perù! Che avventura…

Era il mese di Aprile del 2015 e stavo lavorando ad un progetto al dipartimento dei diritti umani dell’Università di Cambridge quando presi la mia decisione. Il mondo della cooperazione internazionale mi ha sempre affascinata e ho sempre avuto “il dono” di sentirmi bene nell’aiutare gli altri. Quindi il lavoro perfetto per me è proprio nella cooperazione che unisce il compenso economico con la soddisfazione morale. Solo che lavorare dalla scrivania di un ufficio per aiutare le persone che vivono nei paesi meno sviluppati non mi soddisfaceva molto. Avevo bisogno di scoprire la realtà di queste persone e viverla con loro per capirla. Da questo mio “sogno” ho preso la decisione di fare un volontariato in un paese in via di sviluppo. In questo caso io non ho scelto il Perù, è stato il Perù a scegliere me!

Nel decidere in che paese andare ho scartato l’Africa per non fare preoccupare troppo  mia mamma. Già è dura che io sia lontana da casa e sapermi in un paese che è descritto in un modo “poco vivibile” e pericoloso dai media significherebbe non farla stare tranquilla. Così ho iniziato a sognare con il Sud America. Ho fatto diverse ricerche attraverso Google e la scelta era tra Ecuador, Nicaragua e Perù. Ho mandato diverse email e ricevuto diverse risposte. Ho analizzato che tipo di organizzazione volevo appoggiare e in che settore. La persona che mi aveva dato delle risposte più soddisfacenti era in Perù. Mi invitano ad un colloquio conoscitivo via Skype ed il gioco è fatto! Dopo pochi giorni la risposta da parte dell’organizzazione che necessitavano professori di inglese nella selva peruviana. E così è iniziata la mia avventura!

Il primo impatto con il Perù non è stato semplice. Una realtà completamente diversa da quella Europea. La povertà e le disuguaglianze si vedono dappertutto. Ci sono persone che vivono in case-baracche senza acqua e luce e bambini che soffrono per mancanza di educazione e non solo. Lavorare nella cooperazione non significa andare nei posti più comodi o negli alberghi più lussuosi, al contrario si finisce a lavorare nei posti dove c’è più bisogno cioè dove è meno presente la mano dell’uomo e non ci sono tutte le comodità a cui noi occidentali siamo abituati. Ovviamente non è sempre così!

children-1633901_960_720Insegnando ai bambini in una area marginalizzata del Perù mi sono sentita utile nella mia vita. Regalare anche solo un sorriso mi rendeva felice e da lì ho capito che il mio posto no era dietro una scrivania ma in un lavoro sul campo. Il Perù mi ha regalato questo: il riscoprirmi, il capire cosa voleva dalla vita, qual era il mio sogno.

Dopo 5 mesi di volontariato sono tornata in Italia ma avevo già dentro al cuore la voglia di tornare. Devo ammettere che il rientro è stato più duro della partenza.

Dopo mille dubbi e indecisioni sono tornata a Lima e ho ricominciato una nuova vita. Non è stato facile. Adesso sono passati 8 mesi da quando ho rimesso piede in Sudameric. Questa seconda volta “io” ho scelto il Perù. Adesso sto lavorando con l’organizzazione dove avevo iniziato il volontariato, nel settore umanitario. Non ho ancora una situazione “legale” regolare però ci sto lavorando. Nel frattempo passo i miei fine settimana viaggiando e scoprendo i meravigliosi paesaggi di questo paese. Stare qui mi dà anche la possibilità di visitare altri paesi del Sud America.

Vi ho raccontato come ho iniziato a vivere il mio sogno. Nella vita a volte bisogna andare oltre la propria zona di “comfort” per conoscersi meglio e poter sviluppare le porprie potenzialità.

6 commenti
  1. Manuela
    Manuela dice:

    Anche io sono in Perù già da un bel pò di tempo e sono perfettamente d’accordo con le tue parole! Segui le tue idee ma con il cuore sempre! Scrivimi se ti va! Magari ci vediamo! ?

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  2. grazia
    grazia dice:

    Che meraviglia! La tua storia è così vicina alla mia… arrivai in Perù con un progetto di volontariato per restare tre mesi… sono rimasta sei anni. Stupendi, intensi, difficili, indimenticabili. Sono tornata in Italia due anni fa… e l’America Latina mi manca ogni giorno. La selva, le Ande, la forza delle persone. Goditi ogni momento anche per me 🙂

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    • Ylenia Lima
      Ylenia Lima dice:

      Grazia gli aggettivi che usi colgono perfettamente la esperienza qui in Perù! immagino quanto ti manchi. Continua a seguirmi e sarà un modo per condividere i miei momenti con te! Un abbraccio!

      Rispondi
  3. Ylenia Lima
    Ylenia Lima dice:

    Salve ragazze, mi fa piacere che condividiate le mie sensazioni e soprattutto che anche voi avete “lottato” per i vostri sogni! Mi farebbe molto piacere incontrarvi e condividere queste esperienze con delle compatriote! Un abbraccio a tutte!

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  4. Antonio
    Antonio dice:

    Buongiorno, una domanda, avendo certificati Cambridge CELTA per insegnare inglese in Perù per una ragazza è facile insegnare inglese in qualche scuola privata o pubblica? o anche dar classi d’inglese private è facile nelle grandi città trovare studenti? Lo domando per la mia ragazza che ha questi certificati dell’università di Cambridge e stiamo pensando di venire a fare un esperienza di vita e lavoro in Peru. Io lavoro per internet quindi non ho bisogno di trovar lavoro in Peru, domando solo per lei che è uruguayana. Grazie mille.

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