Il ritorno disatroso

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Non voglio tornare al Cairo! Non voglio tornare!

Per la prima volta dopo cinque anni di espatrio, ho rifatto le valigie con le lacrime agli occhi.

Ho trascorso un lungo mese in Italia, con i miei amici e con quelli di mio marito. Ho riassaporato gli odori del cibo italiano, ho camminato per le strade semi-pulite dell’Italia senza dover correre a casa e lavare i piedi lerci da sabbia e immondizia.

Ho rivisto i miei amici di Houston, riuniti per un compleanno in Liguria, e passato a rassegna tutti i momenti belli e brutti vissuti con la voglia di affermarci come seconda famiglia a distanza dai nostri cari. Ho trascorso del tempo con mia madre, da cui separarmi è sempre difficile. Ogni volta che la devo salutare, mi sembra di morire. Penso sempre che continuo a soffrire della “crisi di abbandono di un neonato di 8 mesi”. Mio marito sostiene che non ho mai tagliato il cordone ombelicale!

Ho dovuto salutare anche il mare della Sicilia e, cosa peggiore, il cibo.

Il 21 Agosto ho dovuto lasciare l’Italia con un nodo al cuore.

Il nodo al cuore si è formato perché pensare di tornare al Cairo mi destabilizzava.

Eppure, in questo paese, sono riuscita ad aggiustare la mia vita con facilità, trovando delle compagne di viaggio con interessi molto simili ai miei. Ma tornare al Cairo significa riadattarti:

  • al caldo secco
  • alla sabbia
  • al cattivo odore durante l’estate dovuto all’immondizia lasciata per strada
  • a cucinare con la metà degli ingredienti perché molti non sono disponibili per le temperature troppo alte
  • a dover ristabilire una connessione con i locali, con la loro lentezza, con la loro cultura
  • alla solitudine.

Così ho inviato un messaggio disperato ad alcune amiche del Cairo, Anna e Sabina.

Anna è una donna di cinquant’anni, catapultata con la famiglia al Cairo da un momento all’altro.

Lei è la classica mamma napoletana che una ne inventa e cento ne fa. Sempre molto positiva e organizzata, rispettosa della vita degli altri e capace di aiutarti 24 ore su 24. Tramite lei ho capito che tutte noi espatriate dovremmo avere una Anna nella nostra vita, perché quando ti sembra che il mondo ti sia crollato addosso, lei ti fa riemergere dalla cenere e ti rende nuovamente una persona serena.

Sabina è una forza della natura, capace di inviarti un messaggio alle sei del mattino in cui ti carica a molla per affrontare ciò che sembra una giornata qualunque e che invece diventerà una giornata che difficilmente dimenticherai.

E’ innamorata dello shopping, ed è counselor di armocromia e style coaching. Tramite uno dei suoi test di armocromia, ho imparato che il sottotono della mia pelle è inverno assoluto: ho capito solo a 33 anni che tutti i colori caldi non dovrei neppure pensare di indossarli!

Tramite le loro parole mi sono fatta coraggio e ho ingoiato le lacrime, impacchettando la valigia, speranzosa di iniziare nuovamente la mia avventura al Cairo con uno spirito più sereno.

Lo devo anche a mio marito, perché anche per lui questa avventura al Cairo non è sempre facile.

Appena sono atterrata al Cairo, mi sono tranquillizzata.

Ora sono più cosciente di dove mi trovo e cosa devo fare. La mattina dopo il mio arrivo ero già entusiasta nel vedere le mie amiche che hanno lasciato il Cairo a giugno per le vacanze. Ci siamo sedute per un caffè alle 10 del mattino e ci siamo salutate alle 13.

Ho scoperto che tutte noi eravamo restie a tornare, e sapere di  non essere la sola a vivere questo sentimento mi ha fatto sentire più carica.

Ci siamo chieste cosa avremmo potuto fare per aiutarci a non provare più questo sentimento di smarrimento, e la risposta è stata la coesione.

Per coesione si intende anche fare le piccole cose: un tour ogni settimana per il Cairo, apprezzando il paese; un aperitivo e una cena in più al mese; aiutare le nuove donne che arrivano al Cairo con piccoli consigli e soprattutto a capire come funziona questo paese.

Per la prima volta ho scoperto la paura di tornare nel luogo in cui vivo, ma grazie alla forza delle altre donne che vivono qui, grazie al coraggio e la solidarietà, che sono di nuovo un grillo capace di ritrovare l’entusiasmo perso.

3 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    È un sentimento che purtroppo solo gli expat possono capire ma che è facile giudicare superficialmente dall’esterno. Da molto tempo provo le tue stesse sensazioni che, insieme a molte altre cose, mi fanno addirittura rimettere in discussione la scelta di vita che ho fatto…
    Facciamoci coraggio! Un abbraccio !

    Chiara – Parigi

    Rispondi
  2. Elisa Martellosio
    Elisa Martellosio dice:

    La coesione è importante anche per chi rientra in Italia dopo un periodo all’estero. E per questo motivo ho creato un gruppo su facebook chiamato “italiani rientrati dall’estero”. 🙂

    Rispondi

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