L’integrazione sociale in Germania: consigli per principianti

integrazione-sociale-mani

“In Germania non c’è vita” oppure “i tedeschi vivono per lavorare, mentre io lavoro per vivere”. Lascia che te lo dica onestamente. Nei vari gruppi Facebook che hanno come tema la Germania o la lingua tedesca, queste sono frasi che ho letto diverse volte.

Spesso chi dice queste cose è un italiano non integrato in Germania che – oltre a non conoscere a fondo la cultura tedesca – non è neppure disposto a integrarsi. Nonostante ciò però le affermazioni riportate qui sopra mettono in luce un problema reale e che anch’io ho dovuto affrontare quando nel 2014 mi sono trasferita definitivamente in Germania.

Quale, ti starai chiedendo…

L’integrazione sociale in Germania. Ovvero: come faccio a conoscere dei tedeschi e a non finire nel ghetto degli italiani?

Ecco. In questo articolo parleremo proprio di questo, partendo dalla mia esperienza personale.

Erano appena passati 3 mesi dalla discussione della mia tesi di laurea quando, nel febbraio 2014, mi sono trasferita definitivamente in Germania.

Ancora più di oggi ero una persona introversa. Fino ad allora non avrei mai immaginato di dover girare per tutta Düsseldorf con il mio curriculum in mano per cercare un lavoro. In quel momento però questo era proprio quello che dovevo fare. È così che ho cercato di mettere da parte il mio carattere e ho portato il mio cv a tutte le librerie di Düsseldorf che trovavo per strada.

Dopo tre giorni ho poi trovato un tirocinio da traduttrice in un’azienda di Colonia. E dopo un giorno di prova sono stata assunta per 3 mesi. Vuoi sapere come integrarti a livello lavorativo in Germania? Allora ti consiglio di leggere l’articolo Trasferirsi in Germania in 3 mosse.

Finalmente ero integrata a livello lavorativo, anche se ero sottooccupata (avevo uno stipendio di 450 EUR al mese). Lavoravo però in un’azienda dove c’erano molti stranieri provenienti da tutto il mondo.

Soprattutto all’inizio, per una persona interessata a nuove culture e nuove lingue, tale situazione poteva essere uno stimolo. Ma a lungo andare la sentivo limitante.

Mi sentivo come dentro un ghetto, in una situazione che in quel momento sembrava non avesse vie d’uscita. Considerati i tempi di spostamento per andare e tornare dal lavoro, ero fuori “casa” (avevo una stanza in un residence) per oltre 9 ore al giorno. E finita la giornata di lavoro, il tempo e la voglia di fare erano poche.

E quindi cosa hai fatto, Chiara?

Dovevo assolutamente evitare che gli unici contatti sociali che avevo fossero i miei colleghi di lavoro. Non potevo assolutamente ridurre la mia vita al mio lavoro. Non era sano e lo sapevo bene, anche se non ho mai studiato psicologia.

E quindi ho deciso che almeno una volta alla settimana sarei andata a giocare a pallavolo.

A Colonia ci sarà sicuramente l’occasione di giocare a pallavolo in una squadra amatoriale, pensavo. Tuttavia, non avevo fatto i conti con il fatto che Colonia non fosse la città ideale per chi ama la pallavolo. Infatti, l’unica occasione che ho trovato è stata una squadra di serie B. E per me, che avevo sempre giocato solo con mia cugina o a scuola, era semplicemente un livello troppo alto.

Per evitare di finire in ospedale ho quindi dovuto abbandonare l’idea di giocare a pallavolo, prendendo invece in considerazione l’idea di fare sport andando sui pattini (comprati sul posto per andare al lavoro quando c’era lo sciopero dei mezzi pubblici).

Nel frattempo, ho seguito delle conferenze che mi sarebbero servite per il progetto di ricerca della mia tesi di dottorato e ho cambiato lavoro.

Stavolta ero in mezzo a tutti tedeschi (lavoravo in un liceo).

Ma il fatto che fossi in un paesino sperduto del Nordreno Vestfalia non aiutava a farmi sentire integrata. Avevo letto su internet che i tedeschi si trovano in circoli vari.

Ho quindi guardato cosa offrisse il territorio dove mi trovavo e sono entrata nella sezione giovanile della croce rossa tedesca (Jugendroteskreutz).

Dopo alcuni mesi, però, il mio incarico nel liceo di Bad Salzuflen è terminato, e non ero riuscita a trovare lavoro lì dove ero. Quindi sono tornata a Colonia per lavorare presso un’azienda partner di quella presso cui avevo fatto il mio tirocinio.

Questa volta però, conoscendo il problema dell’integrazione sociale, ho deciso di iscrivermi ad una piattaforma di incontri online. Ed è così che ho conosciuto mio marito.

Arrivati a questo punto, forse ti starai chiedendo: Chiara, come posso integrarmi in Germania a livello sociale?

Al di là della mia esperienza, quello che posso dirti è che se vuoi integrarti in Germania devi essere tu molto proattivo. Affinché decidano di integrarti, i tedeschi vogliono vedere buona volontà da parte tua.

Quindi, se vuoi integrarti in Germania con successo devi innanzitutto mettere da parte tutti gli stereotipi sui tedeschi. Così come a un italiano non fa piacere essere additato come un mafioso o uno Spaghettifresser (questo è il modo in cui, negli anni ’60, i tedeschi definivano i lavoratori italiani), neppure ai tedeschi piace essere considerati crucchi o nazisti.

E se sei arrivato in Germania senza conoscere il tedesco, se vuoi integrarti a livello sociale devi assolutamente imparare il tedesco. È un imperativo categorico. Anche se i tedeschi vorranno parlare con te in inglese perché pensano di venirti incontro, tu devi imparare il tedesco. Infatti, come si può vedere anche dalla grafica di statista.de, nel 2008 (purtroppo non ho trovato numeri più recenti) solo il 63% dei tedeschi afferma di conoscere un po’ di inglese. E il 30% non conosce lingue straniere. Quindi studiare tedesco è fondamentale per non sentirti in un ghetto.

Dopo di che dovrai pensare di:

  1. Entrare a far parte di associazioni che trovi sul tuo territorio (es. Deutsches Rotes Kreutz);
  2. Scegliere uno sport che ti piaccia e frequentare i luoghi dove lo si pratica;
  3. Cercare su internet se e dove nella tua città ci sono gli Stammtische, gruppi di persone con una caratteristica in comune (es. Stammtisch di coloro che si sono trasferiti a Bonn da poco) che si incontrano in un ristorante per parlare e conoscersi;
  4. Frequentare il canile della tua città (in Germania, soprattutto le ragazze fanno volontariato portando a spasso i cani del canile oppure prendendosi cura di animali come gatti, conigli o pappagalli);
  5. Eventualmente e con tutte le precauzioni del caso (come si può vedere nel programma tv Aktenzeichen XY … ungelöst, purtroppo ci sono stati anche casi di truffe), iscriversi ad una piattaforma di incontri online.

In questo modo avrai l’occasione di conoscere dei tedeschi, migliorare il tuo tedesco ed evitare di sentirti in un ghetto.

E tu? Che esperienze hai fatto con l’integrazione sociale in Germania?

Ci vediamo nei commenti.

2 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi