La voix de l’amour

Intervista al mezzo soprano Benedetta Orsi

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Benedetta Orsi

Ogni tanto sul nostro blog siamo felici di ospitare donne che, con le loro storie di espatrio, possono essere fonte di ispirazione per i nostri lettori .

Oggi sono davvero felice di condividere con voi la chiacchierata che ho fatto con Benedetta Orsi , che è nata a Bologna trentasette anni fa, e che da dieci anni risiede negli Stati Uniti.

Benedetta è una cantante lirica mezzo soprano ed in questa chiacchierata tra donne ci racconterà della sua passione per la musica, che l’ha portata ad avere successo negli States ed ad incontrate l’uomo che è diventato suo marito e papà del loro primo bimbo.

 Merylu Seconnino

Ciao Benedetta, ci parleresti di come è nata la tua passione per la musica lirica?

Se devo essere sincera, fin da piccola non sono stata mai amante della musica classica e lirica.

Ora come ora me ne vergogno un po’ a dirlo!

Però ho sempre avuto la passione per la musica e a 14 anni mia madre mi iscrisse a lezioni private di canto con Tania Bellanca, direttrice musicale del Gruppo Canticum di Bologna, con la quale mettevamo in scena moltissimi spettacoli pop e di Broadway.

Fu proprio grazie a lei che mi avvicinai alla lirica in quanto, a 17 anni, mi suggerì di improntare i miei studi su un repertorio più classico, vista la mia vocalità.

All’inizio fui molto scettica, ma dopo che mia madre mi portò alla Scala di Milano per assistere a

La Traviata diretta da Muti, non ebbi più dubbi!

Così spostai il mio interesse dal canto pop a quello classico, entrando a far parte della Reale Accademia Filarmonica di Bologna, sotto la magnifica guida del tenore Sergio Bertocchi e della pianista Paola Molinari.

Qualche anno dopo mi iscrissi al conservatorio di Modena per diplomarmi in canto lirico.

Sergio e Paola sono stati per ben 10 anni i miei mentori, amici e maestri e tuttora Sergio è la mia grande guida nel canto e anche nella vita. Mi ha insegnato moltissimo e devo a lui tutto ciò che sto conquistando.

Benedetta Orsi

Benedetta Orsi in abito da scena

Come è continuata la tua carriera artistica dopo il diploma?

Ho avuto il merito e la fortuna di essere selezionata tra tantissimi talentuosi cantanti per partecipare a due masterclasses con due dei miei mezzo soprano preferite: Teresa Berganza in Spagna e Marilyn Horne a New York.

Come mai hai deciso di stabilirti negli USA?

Mi piace pensare che è stato il destino a scegliere per me: un manager americano sentì la mia voce durante una vacanza in Sicilia e mi propose di andare per tre mesi a NY a perfezionarmi con il pianista e braccio destro di Marilyn Horne, Fred Carama.

Da lì la mia esperienza con questa meravigliosa artista e la partecipazione a diversi concorsi lirici, fino ad un’offerta di lavoro che mi ha permesso di fermarmi stabilmente a New York, dove ho risieduto per sette anni.

Attualmente vivo a St. Louis, Missouri dal 2017 con mio marito e presto il nostro primo bimbo.

Arte ed Amore, un’unica passione: facendo ricerche su di te, prima di questa nostra chiacchierata, ho letto che anche tuo marito lavora nell’ambito della musica classica, sono curiosa di sapere come è nata la vostra storia d’amore.

Racconto sempre che la nostra potrebbe essere un’opera moderna: ho conosciuto il mio adorato marito, compositore e direttore d’orchestra dominicano Darwin Aquino, durante una produzione di Carmen a St. Louis.

Io cantavo nel ruolo principale e lui ci teneva tutti in riga sotto la sua direzione: fu amore a prima vista.

Quando ci siamo conosciuti lui risiedeva tra Miami e Santo Domingo mentre io lavoravo a New York e quindi ci vedevamo solamente in alcune occasioni durante viaggi di lavoro negli States.

Ma anche stavolta il destino ha fatto il suo percorso e ha permesso che grazie ad offerte di lavoro, potessimo entrambi ricongiungerci a St. Louis e cominciare la nostra vita insieme.

È stato tutto molto rapido, ma quando è la persona giusta lo capisci e non hai bisogno di ulteriori conferme.

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Benedetta e Darwin

Quanto ha influito questo incontro nelle tue scelte lavorative e nel tuo percorso artistico?

Direi  moltissimo.

Come puoi immaginare, New York è una realtà immensa, a volte molto dura a causa della competizione lavorativa.

La decisione di spostarci a St. Louis, è stata da me molto ponderata in quanto stavo lasciando un lavoro sicuro e sette anni costruiti in un continente non mio, per qualcosa di completamente incerto e nuovo. Ma la mia intraprendenza è stata premiata perché nell’arco di un mese ho trovato lavoro come insegnante in una scuola di musica e come solista in un coro; successivamente ho iniziato a collaborare come artista e come direttrice del coro con la compagnia teatrale Winter Opera di St. Louis, per poi approdare all’ Università del Missouri  come professoressa di canto.

Nel mentre, ovviamente, tante apparizioni in palcoscenico, la mia vera e grande passione.

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Benedetta durante una performance.

Se dovessi descrivere il tuo lato artistico con un colore, quale sceglieresti e perché?

Decisamente il rosso che per me rappresenta la passione che metto in tutto ciò che faccio, la tenacia nel perseguire un progetto artisticamente difficile, l’energia che impiego per portare in palcoscenico una rappresentazione al meglio.

Mi racconteresti un po’ del tuo ultimo progetto lavorativo, di cosa si tratta?

Sono fierissima ed orgogliosissima di raccontarti di questo nuovo disco di arie d’opera e musiche da camera: La voix de l’amour.

L’ho registrato insieme al mio fantastico pianista, nonché grande amico, Dragan Babic in Italia lo scorso Aprile.

L’idea è nata grazie alla casa editrice Limenmusic, che mi offrì una collaborazione discografica per l’uscita del mio secondo album.

È stata un’esperienza a dir poco magnifica.

La voix de l’amour racchiude 11 tracce per canto e piano tra il repertorio più conosciuto francese e la

cosa meravigliosa ed innovativa di Limen è che all’interno del booklet puoi trovare un codice con il

quale, una volta scaricata la loro app, puoi vedere i video della registrazione, come se fosse un

concerto in streaming.

Personalmente, ho trovato la cosa geniale ed accattivante!

A solo un mese dall’uscita, La voix de l’amour è già candidato come miglior album, miglior artista vocale e miglior artista emergente ai Global Music Awards Californiani e si può acquistare world wide su Amazon.

Qui  potrai ascoltare una piccola selezioni di brani cantati da Benedetta

Pensi che se fossi rimasta in Italia le cose sarebbero state diverse, oppure l’Italia ti avrebbe comunque dato modo di emergere come artista?

L’Italia mi ha dato tantissimo all’inizio della mia carriera: moltissime esperienze come solista in oratori e recitalist. Forse il fatto di essere una giovane mezzosoprano italiana in America mi ha aiutato un po’ di più ad emergere: l’Italia è per eccellenza la patria del bel canto e poterla rappresentare all’estero è qualcosa di meraviglioso. Ringrazio gli States di avermi accolto con affetto ed entusiasmo, ma il mio cuore ovviamente rimane con la mia patria ed i miei colori e spero un giorno di poter tornare e cantare nei nostri splendidi teatri.

Hai fatto delle rinunce per arrivare dove sei oggi?

La rinuncia più grande che ho dovuto affrontare è stata quella di lasciare il mio paese e la mia famiglia: non poter stare accanto quotidianamente ai miei genitori, specialmente durante la situazione che il mondo sta vivendo adesso, con questo nuovo virus che ha colpito l’umanità, è qualcosa di straziante.

Ciò nonostante  rifarei ogni scelta fatta, perché tutto ciò mi ha reso la persona forte che sono oggi, mi ha dato la possibilità di inseguire e realizzare i miei sogni, mi ha permesso di rendere i rapporti con la mia famiglia, anche se a distanza,  ancora più profondi e sinceri e mi ha fatto incontrare l’uomo della mia vita.

Concludiamo questa bella chiacchierata immaginandoti nel parlare a te stessa: cosa diresti alla Benedetta di dieci anni fa e cosa ti auguri per Benedetta tra dieci anni?

 

Alla mia stessa di dieci anni fa direi di tenere duro e perseguire i proprio sogni, sempre a testa alta, sempre ricordando da dove è partita e chi la ha sempre sostenuta e supportata.

Alla mia futura me auguro di essere una saggia e coscienziosa madre, visto che il 5 Aprile dovrebbe nascere il nostro primo bimbo, Riccardo José,  di essere una buona e scrupolosa moglie e una bella voce per raccontare al mondo quanto meravigliosa sia la musica lirica!

Lo stesso augurio te lo facciamo anche noi di Donne che Emigrano all’ Estero: che la tua voce sia sempre “la voce dell’Amore” e che possa far emozionare chiunque l’ascolti.

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