Come sta affrontando la Repubblica d’Irlanda il Covid-19trifogliio

Scrivere un articolo su come il  Covid-19 sta venendo affrontato nella nazione in cui risiedo, la Repubblica d’Irlanda, non è semplice per me che sono Italiana e sto seguendo tutte le fasi di questa pandemia già da quando, due mesi fa,  ha travolto e sconvolto il mio paese di nascita.

Noi italiani espatriati sappiamo cosa sta succedendo là da voi.

Abbiamo letto miliardi di informazioni, nazionali ed internazionali, abbiamo sentito i nostri cari per telefono che ci hanno detto tutto,  pur provando in molti casi anche a rassicurarci un po’, nonostante sentissimo quel silenzio irreale dall’altro capo del telefono interrotto spesso dalle sirene delle ambulanze oppure da una voce metallica proveniente dalla strada, che intimava alle persone di restare a casa.

Tutto  ci stava gridando che la nostra terra era in ginocchio e che i nostri familiari, i nostri amici italiani erano in pericolo.

Mentre questa tragedia stava devastando il nord Italia e si stava espandendo al sud ed agli stati confinanti con il settentrione, qui in Irlanda ancora non c’erano casi confermati, anche se iniziavano ad esserci i primi controlli in aeroporto per le persone in ingresso e provenienti dall’Italia del nord.

La posizione geografica dell’Isola Smeraldo, a Nord ovest del continente europeo, infatti, l’ ha tutelata per qualche settimana in più rispetto al resto dell’Europa  e solo i mesi che verranno ci diranno se questo ritardo dell’arrivo del virus sul territorio irlandese abbia aiutato il governo ad intervenire tempestivamente e a prendere le giuste decisioni.

Come ho scritto all’inizio, per noi italiani residenti nella Repubblica d’Irlanda (EU) e nell’Irlanda del nord (UK) , non è stato facile vedere che in Italia stava succedendo una tragedia di portata biblica, mentre qui gli irlandesi si preparavano a festeggiare San Patrizio con la sua imponente parata dei carri , che sarebbe avvenuta come sempre il 17 Marzo, portando con se  migliaia di turisti dentro i confini dell’ isola.

st-patrick-parade

I controlli agli ingressi, infatti, restavano confermati per gli italiani provenienti dalle zone rosse, ma non per il resto degli europei, che pur stavano iniziando ad avere numeri importanti di casi di Covid-19; Dublino nella settimana precedente a San Patrizio era praticamente invasa da spagnoli e tedeschi , per non parlare di tutte le altre nazionalità del mondo.

«Annullate tutto! Chiudete le frontiere! Non andate nei pub! Chiudete le scuole! Guardate che quello che sta succedendo in Italia, e che è già successo in Cina, arriverà anche qui!»,  gridavamo noi italiani espatriati, come Cassandre inascoltate, sui tutti i social network ed a tutti i conoscenti irlandesi, che ci guardavano con aria compassionevole, pensando che fossimo un po’ troppo sconvolti da quello che stava succedendo in Italia.

Infatti, mentre in Italia continuava a morire gente e la zona rossa veniva allargata a tutto il territorio, qui in Irlanda le scuole erano ancora aperte, come lo erano anche tutti gli uffici, i luoghi di aggregazione tra cui gli affollatissimi pub.

Il 29 Febbraio 2020 è stato dichiarato il primo caso ufficiale di Covid- 19 nella Repubblica d’Irlanda.

Un paio di giorni prima c’era stato il primo caso anche nell’Irlanda del nord ed io ho pensato: « ecco ci siamo, lo tsunami è arrivato anche qui ».

Quando sono iniziate a girare le notizie dei primi contagi in questo paese, la cosa che mi ha subito colpito, è stata l’estrema riservatezza degli organi governativi e dei media sul non divulgare le informazioni personali riguardanti i contagiati: non si sapeva chi fossero, dove abitassero o che lavoro svolgessero, sapevamo il numero dei positivi e che i contatti di queste persone sarebbero stati presto rintracciati per i dovuti controlli.

Questo atteggiamento, nettamente in contrasto con quello inquisitorio tenuto dalla stampa italiana che invece stava vivisezionando la vita di chi fosse affetto da Covid-19 trasformandolo in un disgustoso untore, mi rassicurava molto.

Per comprendere però appieno alcune decisioni prese dal governo irlandese bisogna inquadrare il periodo legislativo in cui si trova questo paese.

La crisi sanitaria mondiale, infatti,  ha colto la Repubblica d’ Irlanda in uno scenario politico non dei migliori (se in questi casi ce ne può essere uno).

Il 2 Febbraio c’erano state le elezioni che avevano portato ad un cambio di governo, il partito Fine Gael, di centrodestra, di cui fa parte l’attuale primo ministro (in irlandese Taoiseach) Leo Varadkar, aveva perso le elezioni diventando il terzo partito del paese e perdendo quindi  la futura possibilità di esprimere il nuovo primo ministro.

La costituzione irlandese prevede che entro 50 giorni dal risultato venga proclamato il nuovo parlamento e di conseguenza anche un nuovo primo ministro;  capirete quindi che la pandemia (ufficialmente dichiarata dall’OMS l’11 Marzo 2020) ha colto la Repubblica d’Irlanda in un scenario governativo e legislativo davvero instabile e delicato.

A questo c’è d’aggiungere, come vi ho spiegato prima, che San Patrizio era alle porte, con il suo carico di turisti, ma anche di denaro per l’isola che basa la sua economia prevalentemente sul mercato del turismo (con annessi negozi, ristoranti, pub ed alberghi), sui posti di lavoro offerti dalle Big Company dell’ I.T. e sugli introiti portati dal mercato immobiliare.

Nonostante io avessi avuto l’impressione che la Repubblica d’Irlanda si fosse adagiata sugli allori per questa emergenza sanitaria ed avessi paura che ancora una volta avrebbe subito l’influenza politica da parte dell’UK , che a sua volta stava subendo i deliri del primo ministro Boris Johnson e della sua proposta di non mettere un lockdown per favorire un’ “immunita’ di gregge”, devo ammettere che mi stavo sbagliando:  il primo ministro Leo Varadkar ed il ministro della salute Simon Harris stavano lavorando assiduamente dietro le quinte e soprattutto stavano osservando cosa accadeva in Italia ed in Cina per poter scegliere la strategia migliore da attuare nel loro paese.

La settimana prima di San Patrizio il governo ha preso la decisione di chiudere  le scuole, le università’, gli asili nido, ed è stato chiesto a tutti di lavorare da casa, ove questo fosse possibile.

Sono stati limitati gli accessi agli ospedali alle sole emergenze, rimandando di qualche mese le visite non urgenti ed infine il governo ha annullato la storica parata nazionale di San Patrizio.

Il fine settimana prima del 17 Marzo (che cadeva quest’anno di martedì) è stato chiesto ai gestori dei pub di tenere il numero di persone nei locali al di sotto di cento, di rispettare distanze di sicurezza e di attenersi scrupolosamente alle norme igieniche sanitarie per evitare un escalation di contagi.

Purtroppo queste regole non sono state subito rispettate ed il sabato sera nei pub di Temple Bar  (zona conosciuta per essere il centro della vita notturna di Dublino) c’erano migliaia di persone e la Garda (la polizia irlandese) è dovuta intervenire per far svuotare i locali e multare i gestori.

pub

Dalla domenica seguente sono stati, finalmente, chiusi ufficialmente tutti i Pub e dal 27 Marzo 2020 anche per la repubblica d’Irlanda è stato dichiarato il lockdown.

Come in molte altre parti d’Europa anche qui tutti i negozi non essenziali, i ristoranti, le palestre sono stati chiusi.

È proibito allontanarsi dalla zona di residenza, bisogna restare in un perimetro del raggio di 2 km dalla propria abitazione.

Puoi uscire per fare sport all’aperto e da solo o al massimo con un membro del tuo nucleo familiare, e devi mantenere la distanza sociale di due metri quando incroci altre persone.

distanza-sociale

Due omini, disegnati all’ingresso dei luoghi pubblici, indicano la distanza sociale consentita

Agli anziani sopra i 70 anni è stato chiesto  di non lasciare la casa, nemmeno per una passeggiata. Nel decreto è chiaramente specificato che se gli anziani vogliono prendere una boccata d’aria lo devono fare nel loro giardino, quando ne posseggono uno, oppure da una finestra.

I supermercati hanno creato delle fasce orarie apposite per le categorie a rischio e per le persone che lavorano in prima fila, molti supermercati hanno montato plexiglass divisori alle casse per tutelare (un minimo) i loro dipendenti.

È stato proibito l’uso di pagamento in contanti.

L’uso della mascherina e dei guanti nei luoghi pubblici, per ora, non sono obbligatori, a meno che non si lavori nel settore sanitario.

Una disposizione che ho trovato molto tenera, tra le nuove normative introdotte, è stata quello di permettere a tutti gli anziani di essere sia monitorati che messi in comunicazione con i loro cari grazie ai postini che quotidianamente fanno visita alle loro case.

Con un volantino infilato nella buca delle lettere siamo stati avvisati che un postino si sarebbe preso cura, tutti i giorni, di bussare alle porte degli utenti più anziani e bisognosi,  accertandosi del loro stato di salute e distribuendo, gratuitamente, giornali e cartoline di saluti da spedire ai familiari lontani.

 Non c’è dubbio che questa pandemia ha sconvolto gli equilibri economici anche qui nella repubblica dell’Irlanda.

Tantissime persone hanno perso il lavoro, soprattutto tanti che lavoravano nella ristorazione o nelle catene dei negozi chiusi ormai da settimane.

Anche qui le piccole compagnie hanno già dichiarato il fallimento, ed io devo ringraziare che il lavoro di mio marito è potuto continuare da casa, perché anche il mio shop online Vesuvio Jewelry ovviamente ha risentito di una fase d’arresto.

Il governo sta comunque cercando di affrontare anche questa fase stilando un piano di aiuti economici, sia per l’immediato che per il futuro.

Per ora hanno già organizzato una serie di aiuti e di sgravi fiscali per chi sta lavorando da casa o per chi ha perso il lavoro.

Hanno bloccato il costo degli affitti e vietato gli sfratti in questo periodo, si stanno prendendo cura di chi è senza tetto, a maggior ragione in questa emergenza, e stanno discutendo di aiutare i genitori lavoratori, dove uno dei due partner è impiegato nel settore pubblico o in quello sanitario e non può allontanarsi dal lavoro, permettendo all’altro partner di restare a casa con i bambini prendendosi delle ferie pagate dallo Stato.

Un’altra manovra politica che mi ha piacevolmente colpito è stata quando Leo Varadkar ha annunciato, appena pochi giorni dopo il lockdown, che l’irlanda stava inviando un aereo della Aer Lingus (la compagnia di bandiera) sino in Cina per il primo dei tre grandi rifornimenti di materiale sanitario, che il paese aveva  acquistato per affrontare l’emergenza Covid-19.

Il primo ministro irlandese, che al suo attivo ha una laurea in medicina generale, ha da subito avuto  una visione attenta e consapevole sullo scenario sanitario mondiale che si stava muovendo dalla Cina  e, complice anche degli ottimi rapporti con la comunità cinese trapiantata in Irlanda ormai da decenni, è riuscito a strappare un accordo economico molto vantaggioso per importare dalla Repubblica Popolare Cinese, ormai ripartita a pieno ritmo nella produzione industriale, un cospicuo approvvigionamento di dispositivi sanitari di protezione per il personale medico.

Varadkar ha anche coinvolto diversi laboratori di analisi, sia in Irlanda che in altri paesi europei come la Germania, per effettuare test sui tamponi prelevati sulla popolazione in modo da tracciare il prima possibile il numero dei positivi ed i loro contatti.

Non solo, ha anche chiesto a molti laureati in medicina in Irlanda, ma attualmente residenti all’estero, di ritornare in patria per aiutare la sanità irlandese e lui stesso ha dato la disponibilità per un giorno a settimana di prestare servizio nuovamente come medico, a titolo gratuito.

Ha inoltre stilato un accordo tra ospedali pubblici  e privati  affinché tutti i malati di Covid-19 ricevessero lo stesso trattamento sanitario ed in maniera gratuita ovunque.

Tutto questo enorme lavoro a 360 gradi forse riuscirà a risollevare le sorti politiche di Leo che per adesso, nonostante il suo partito abbia perso le scorse elezioni, è a livelli di grande gradimento tra la popolazione ed è ancora a capo del governo in uscita.

thanks-front-line-workers

ringraziamenti, esposti alle finestre, per tutti i lavoratori in pima linea

Un altro punto a favore di questa gestione è la comunicazione social molto interattiva delle parti.

Spesso il primo ministro irlandese trasmette video sulla sua pagina  Facebook aggiornando la popolazione sull’evolversi della situazione; dal suo profilo si evince anche quanto sia molto vicino a tutte le minoranze etniche e culturali accolte con affetto in questo paese .

Anche il ministro della salute Simon Harris  non è meno social del precedente ed organizza spesso delle chat live sul suo profilo Instagram.

Tutto questa interazione con il pubblico  li rende ai miei occhi più amichevoli, trasparenti e comprensibili, senza fargli perdere però di competenza e credibilità.

Inoltre, pur essendo questo un governo in fase di formazione, quello che ho notato è stato il dialogo tra le parti opposte: questo non è il momento per farsi la guerra sui social, ma è necessario proseguire in maniera consapevole ed unita ( ecco, diciamo che per fortuna qui non abbiamo un Salvini con i suoi tweet deliranti).

Il punto debole di tutta questa gestione, come lo è stato anche per molti paesi nel mondo,  sono state le case di cura, che accolgono non solo anziani ma anche disabili, e dove si sono registrati un gran numero di infetti tra ospiti e personale sanitario che li accudisce.

old-people

Attualmente il governo ha promesso un controllo minuzioso e tamponi per tutti, pazienti e personale, anche se questi accorgimenti, a detta di molti, sembrano arrivare ormai in ritardo.

Su quali fossero le priorità da scegliere tra ospedali o case di cura, chiusura delle scuole o chiusura dei pub, chiusura delle frontiere o cancellazione della festa di San Patrick molto prima della data effettiva, sinceramente non me la sento di esprimere il mio parere perché credo che in queste situazioni come fai sbagli.

Solo gli anni futuri ci diranno chi ha lavorato meglio di altri, chi è stato più fortunato rispetto ad altri paesi (si, purtroppo davanti a disastri del genere, gioca tanto anche la casualità nel susseguirsi degli eventi).

Secondo le statistiche ufficiali dopo un primo picco epidemiologico, già alla terza settimana  di lockdown hanno ottenuto una leggera flessione della curva, cosa che fa ben sperare visto che è stato prolungato per altre tre settimane e terminerà il 5 Maggio.

Questa piccola flessione ha però reso gli irlandesi meno spaventati e più inclini ad uscire di casa, ma noi italiani sappiamo bene quanto questi piccoli successi siano labili e quanto presto la curva dei decessi può tornare ad innalzarsi rapidamente e temo che, a breve, se ne renderanno conto anche gli irlandesi che ora preferiscono affollare i parchi nelle belle giornate primaverili.

Da expat italiana, mi sento comunque sicura e tutelata in questo paese, perché nei limiti imposti dalla gravità della situazione, credo che i politici abbiano preso tutto molto seriamente sin da subito, il resto è affidato al buon senso della gente.

L’ultima cosa che vorrei dire ai lettori italiani, per concludere questa panoramica sulla situazione attuale nella Repubblica d’Irlanda,  è che gli irlandesi vi sono vicini.

Non avete idea di quanti attestati di stima, amore e forza gli italiani stiano ricevendo dalla popolazione irlandese in questo momento: siete per loro un esempio di forza emotiva, resilienza ed altruismo per come state affrontando questa situazione e se le preghiere hanno un valore, fidatevi, la benedizione irlandese è con voi.

trifogliio

Stay safe.

6 commenti
  1. Simonetta Ecchia
    Simonetta Ecchia dice:

    Cara Marylu iltuo racconto è un riassunto perfetto dei fatti accaduti qui in Irlanda. Tranne qualche sporadico caso posso confermare che qui in Irlanda le persone sono consapevoli e responsabili.
    Io e mio marito viviamo in Irlanda dal 2014 dove ci siamo sempre occupati di turismo, iniziando a Teelin nella contea di Donegal poi dal 2017 ci siamo spostati a Manorhamilton contea di Leitrim. La stagione turistica è finita prima di cominciare e cerchiamo di reinventarci dato che siamo entrambi lavoratori autonomi.
    Voglio ancora ringraziarti per il tuo articolo che condividerò sul nostro gruppo VivIrlanda su Facebook.

    Buon 1° maggio ma soprattutto buon Beltane

    Simonetta

    Rispondi
    • Merylu - Dublino
      Merylu - Dublino dice:

      Ciao Simonetta,sono felice che hai apprezzato il mio articolo, grazie mille per la condivisione <3 Hai letto le nuove direttive che ha rilasciato proprio il primo maggio il governo irlandese? Pare che nella fase 4 a fine Luglio sia preventivata anche una maggiore libertà a fare viaggi fuori dall'Irlanda e già dalla fase due i musei riapriranno se pur con i dovuti controlli, quindi coraggio, il momento è durissimo,ma vedrai che turismo ripartirà anche qui <3

      Rispondi
  2. Catia
    Catia dice:

    Grazie di questa panoramica, anche io sono vicina agli irlandesi. Ho visitato questo splendido paese questa estate e spero di poter tornare presto. Grazie

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi