ITALIANITA’ E “TEDESCHITA'” A CONFRONTO

italia -germania

Avete mai pensato a dei tratti caratteristici dell’italianità?

Ero all’Annafest di Forcheim, una sagra estiva in una cittadina a nord di Norimberga, quando mi sono risultate chiare alcune grosse differenze tra l’italianità e la cultura del paese in cui attualmente vivo, la Germania.

Questa non vuole essere una lista esaustiva e veritiera per tutti, ma una serie di riflessioni e considerazioni più o meno serie su delle esperienze che ho personalmente vissuto in questo anno e mezzo di vita qui.

Non ho neanche lo scopo di incasellare i due paesi in questa o quella categoria, ma di raccontarli attraverso i miei occhi e i miei vissuti… io che vivo tra due culture: l’italianità, che dopo 34 anni non me la scrollerò più di dosso neanche se voglio, condivisa con mio marito Matteo. e quella tedesca.

La curiosità verso questa lingua e cultura mi era stata già instillata da mio padre Bruno che parlava molto bene il tedesco. In un desiderio di emulazione, sarebbe piaciuto anche a me padroneggiare questa lingua dai suoni duri, ma per varie ragioni mi era sempre sfuggita, per poi ripresentarmisi davanti solo l’anno scorso.

E così a 33 anni mi sono cimentata nel suo studio. Una famosa citazione di Richard Porson recita: “Life is too short to learn German”. Eppure…

Ecco a voi l’elenco:

SAGRE E FESTE POPOLARI:

DE = PARCHI DIVERTIMENTO   vs    IT = CIBO + DIVERTIMENTO

Questa sagra di Forcheim mi era stata descritta come bellissima, un MUST SEE per uno che vive qui. Effettivamente caruccia lo è… con le giostre, i baracchini di giochi e street food, e le varie cantine (Keller) dove ciascun birrificio spilla orgogliosamente le proprie birre. E tanto altro ancora estendendosi su una collinetta in mezzo al verde.

Alla nostra Keller c’era pure la cover band che faceva musica anni 80-90. Poi vai a farti un giro e ti ritrovi immerso in una fiumana di gente con boccali di birra alla mano che ride e scherza. Cosa vuoi di più?

Da semi-vegetariana (il SEMI è d’obbligo) e da italiana quale sono, mi manca un po’ la varietà dei sapori culinari nostrani. Infatti da noi, le sagre o feste paesane sono per prima cosa rinomate per il cibo: il gran gala del pasticcio, la festa del risotto, della zucca, del fritto misto, dei bigoli con venticinquemila salse diverse con grigliata annessa, e il baccalà… insomma un grande assortimento di offerta gastronomica, arricchita talvolta dalle giostre o dalle piste da ballo.

Giulia-Norimberga-bigoli

I famosi bigoli della sagra di Monterosso 😋

GPL:

DE = AUTOGESTITO   vs    IT = ASSISTITO 

Questa è forse la nota più dolente della mia esperienza avuta sinora qui in Germania.

Come si sa, la Germania è il paese dell’auto e del Diesel e quest’ultimo viene in varie forme incentivato a discapito ad esempio del GPL. Qui infatti si è decisamente meno gas-friendly rispetto all’Italia. Te lo devi fare da solo e finora ogni mio tentativo è sfociato in una mia disperata richiesta d’aiuto.

Già uno si deve comprare l’adattatore perché gli attacchi tedeschi ed italiani sono diversi e va be’. Poi ti devi anche arrangiare a farti il pieno di gas come ti fai quello di benzina. Oltre a essere molto poco intuitivo, lo trovo anche pericoloso perché il GPL è potenzialmente esplosivo.

Eh sì, mi manca l'”ometto” che mi faceva il gas mentre io rimanevo comodamente seduta in auto. 🙂

CUCINA:

DE = “CIBO COME CARBURANTE”    vs    IT = CIBO COME CONVIVIALITÀ’ 

Premettendo che ci sono eccezioni che confermano la regola in ambedue in casi, per gli autoctoni mangiare sembra essere più come il carburante per l’auto invece che un vero piacere. Pochi infatti impiegano il loro tempo in cucina e forse questo è uno dei motivi per cui qui tanta gente mangia spesso al ristorante, sicuramente molto di più che in Italia.

Un tratto tipico dell’italianità è invece il piacere di condividere un pasto con i propri cari ed amici seduti attorno ad un tavolo, sorseggiando un buon bicchiere di vino. Non dev’essere per forza al ristorante, anzi le cene più riuscite sono spesso a casa. Ed è anche per continuare questa bella tradizione italiana che ci siamo spesso cimentati in cenette organizzate a casa nostra. Il cucinare per gli altri non è forse un modo per alleviare la nostalgia e la mancanza di casa?

Giulia-Norimberga-italianità

ORGANIZZAZIONE:

DE: LARGO ANTICIPO    vs    IT: CON CALMA 

La Germania è rinomata per la sua efficiente organizzazione statale, cosa che purtroppo non si può dire per il Bel Paese. La cosa, forse per noi italiani un po’ insolita, è che questo si applica a tante altre sfere della vita pubblica, ad esempio la programmazione di eventi mondani.

Ad inizio luglio con una coppia di amici venuti dall’Italia siamo stati al More and More 90’s Festival e, non ha fatto in tempo a finire l’evento che i maxi-schermi già rendevano nota la data per il 2020! Siamo rimasti tutti basiti.

In Italia, eccezione fatta per la programmazione di eventi molto grandi, la pubblicità avviene generalmente “last minute”.

Dulcis in fundo…

SCHIETTEZZA TEDESCA   vs    “ACQUA ITALIANA”

Nonostante tu abbia già raggiunto il livello B2, se il tuo tedesco non è ancora perfetto da madrelingua da poter lavorare, a loro dire, nel commerciale di un’azienda, te lo dicono in faccia e senza mezzi termini.

Questo essere diretti e senza tanti peli sulla lingua mi ricorda un po’ i russi e la loro mentalità. Quando gestivo i clienti della città di Mosca per una ditta italiana, mi è rimasta impressa una conversazione tra un mio ex collega italiano e una russa: “non puoi essere così diretta, devi metterci più “acqua””, facendo riferimento al fare italiano per cui le cose si dicono in maniera più dolce, meno esplicita e diretta.

Chissà quante altre differenze ci sarà ancora modo di conoscere tra italianità e “tedeschità”… nel frattempo godiamoci la “deutsche vita”! Prost!

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