La mia Creta 2.0

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Bagagli pesanti.

Ho preparato l’ennesimo bagaglio della mia vita. Stavolta però era più pesante degli altri: libri, vestiti, e, soprattutto, piccoli oggetti feticci che potessero lavorare come delle macchine del tempo e dello spazio.

Oggetti evocativi, dalla forma di un tappetino, di una collana, pronti a ricordarmi da dove vengo e a quale terra appartengo. Eh sì, perché al di là del mio spirito avventuriero sono anche una di quelle viaggiatrici nostalgiche. Una che va avanti ma che non smette mai di guardarsi indietro, e a parte il torcicollo, di effetti collaterali ce ne sono davvero tanti.

Trascorrere troppo tempo osservando il passato, così come dedicarsi a continue proiezioni future, non ci permette di vivere il momento presente, il qui e ora di ogni singolo passo.

“Guarda il tuo piede, osservalo mente si alza dal terreno e lentamente forma un piccolo arco per poi ricadere giù. Ora, concentrati sulle sensazioni del piede: cosa senti mentre è sospeso in aria, e quando ricontatta il suolo?”

Ecco, questa potrebbe essere una meditazione sul passo che ci insegna a stare nel presente, senza troppe distrazioni legate a fughe verso il passato (“ieri il viaggio in nave è stato davvero faticoso”) o verso il futuro (“domani devo ricordarmi di fare i biglietti aerei sennò i prezzi si alzano”).

Ma perché stare nel presente è così importante? E perché ho scelto di parlarne qui, ora?

Perché non è la prima volta che preparo un bagaglio pesante, uno di quelli che si riempiono con l’idea sto cambiando vita; uno di quei bagagli che quando si riapre nella terra di arrivo ha l’odore di casa, e lo senti forte quell’aroma.

Già quattro anni fa, quando Syriza stava per salire al governo, avevo provato a cambiare vita e a trasferirmi qui, proprio in Grecia.

Dopo un Progetto Leonardo nel sociale, che mi aveva casualmente catapultata in terra ellenica, ero rimasta stregata da Creta, dai suoi abitanti, dalle sue note musicali a tratti pagane, dai suoi cerchi danzanti, dai colori intensi delle montagne, dalle gole che ti si stagliano davanti gli occhi e ti bloccano il respiro; dalla natura che qui è a portata di mano, di naso, di occhi e di orecchie, sempre e per tutti.

E poi ero anche rimasta stregata da un autoctono, un musicista e sociologo: combinazione che per me si è rivelata fatale.

Dopo due anni di relazione a distanza, di biglietti aerei, di aeroporti che diventano la tua seconda casa e di ferie da organizzare a incastro, tipo Tetris, ho mollato tutto: affetti, lavoro, Roma e in cambio ho acquistato un volo di sola andata e con bagaglio pesante per Creta, destinazione Rethymnon.

Ho passato lì diversi mesi, quasi dodici, e la mia testa era costantemente agganciata al passato.

Con una forza capace di stordirmi, ero a Rethymnon, finalmente vicina alla persona che amavo; mi affacciavo dalla finestra e, come nella canzone di Lucio Dalla, vedevo solo il mare. Tutto era al suo posto eppure qualcosa mi teneva lontana dalla mia nuova vita: la mia vita precedente.

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Sia chiaro, il passato come il futuro non sono due tempi che vanno banditi alla nostra mente.

I ricordi sono oggetti preziosi e la nostra storia racconta chi siamo oggi, e gli obiettivi futuri che ci poniamo sono la benzina del nostro presente. Tuttavia, imparare a viverli contenendoli, senza lasciargli uno spazio eccessivo, che diventa contaminazione, può essere saggio e addirittura gradito.

E visto che sono un’avventuriera nostalgica e anche psicologa, ecco quello che afferma sul tema Margherita Spagnuolo Lobb: “Nell’ambito della psicoterapia della Gestalt, il qui-e-ora costituisce la dimensione spazio-temporale attraverso cui la persona psicologicamente sana si pone in contatto con se stessa e con il mondo (…)”.

Ecco, quindi, che ora sono qui e vi scrivo da Creta, impegnandomi a vivere questo cambio di vita in modalità 2.0. 

E anche se sono passate solo tre settimane da quando mi sono ri-trasferita, vi assicuro che mi sto applicando tantissimo, tenendo ben chiaro in mente che questo nuovo progetto di vita ha un motto “Federica, ricordati: qui e ora”.

Come faccio? Mi dedico ogni giorno a nutrire questa mia nuova vita: dal lavoro da reinventare, alla casa da arredare con due lire e tanta fantasia; dalle nuove relazioni alle nuove attività, come imparare meglio il greco o fare trekking sulle vette di Psiloritis.

Cerco quotidianamente di costruire un nuovo senso del mio stare qui, che sia mio, presente, e che esuli dal mio compagno.

Analizzo cosa questa terra può offrirmi di diverso dalla mia amata e caotica Roma e cerco di crearmi una rete di relazioni, di lavori, di consigli. Mi sono anche iscritta a un corso di meditazione scientifica, che insegna proprio a rimanere con i piedi ben saldati al presente.

Non dimentico mai le persone che amo e che sono lontane, ma cerco di non lasciare che la nostalgia prenda il sopravvento.

E il futuro?

Lo immagino spesso, mi chiedo che forma e che colori avrà, ma poco dopo cerco di impegnarmi a vivere e a godere quello che ho ora tra le mani: una tastiera dalla quale digitare il mio primo post per questo sito, e vi assicuro che è davvero piacevole.

Augurandovi un qui e ora ovunque voi siate, vi saluto.

Me agapi,

Federica

2 commenti
  1. marina
    marina dice:

    Ciao Federica. Da quanto tempo ci conosciamo? Da sempre.
    Quando hai deciso di non essere più una viaggiatrice ma “una donna che emigra all’estero”, ho temuto che la lontananza sarebbe stata un’ostacolo alla comunicazione e di conseguenza alla conoscenza.
    Ho sempre avuto una certa diffidenza riguardo alla comunicazione via “blog” ma ti confesso che leggere il racconto delle emozioni che hanno accompagnato la tua scelta, di lasciare Roma per vivere a Creta, mi ha fatto ricredere. Mi ha dato l’opportunità di scoprire qualcosa in più di te e dell’animo con cui affronti questa nuovo esperienza.
    Hai raccontato della tua scelta che ti è costata dubbi, sofferenza ma anche tanta fiducia e speranza. La tua è una storia vera, raccontata con sincerità e grande sensibilità.
    Sei arrivata a Creta seguendo l’ amore ma sono certa che riuscirai a realizzarti anche sul lavoro.
    Hai studiato con tenacia e passione, con altrettanta passione ti sei dedicata al lavoro e sono sicura che anche se dovrai rimetterti in gioco in una nuova realtà, riuscirai a portare a compimento, passo dopo passo, i tuoi progetti di crescita personale e professionale.
    Ti saluto con affetto.

    Rispondi
    • Federica Leoni
      Federica Leoni dice:

      Hai proprio ragione, ci conosciamo da una vita, eppure non si finisce mai di raccogliere nuovi spunti sull’altro, nuovi pezzettini di conoscenza che ci fanno commuovere e vibrare. E anche quelli che derivano da una comunicazione a distanza, mediata da telefoni, messaggi lasciati su un blog o mail, ne fanno parte.
      Grazie di cuore del tenero supporto che hai voluto e che sei riuscita a lasciarmi tra le preziose righe del tuo commento. Parole che risuonano come una carezza da rileggere nei momenti più complicati di un viaggio fatto di tante piacevoli sorprese e di altrettante contraddizioni.
      Con affetto, tanto….
      Federica

      Rispondi

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