La vita è una:

storia di una erasmus che non aveva capito niente

erasmus malaga

Malaga, 2015

Avete presente quando pensate di aver capito tutto e invece non avete capito proprio niente?

Ecco, questa è la mia storia.

Sono Ilaria, ho 26 anni, e prima dell’erasmus non avevo capito proprio niente.

Mi sono trasferita da sud a nord a 18 anni per studiare ingegneria, un po’ per desiderio di cambiamento, un po’ perché tormentata da sempre dall’ansia del trovare lavoro: “ti devi laureare altrimenti non trovi lavoro, devi imparare le lingue altrimenti non trovi lavoro, devi primeggiare perchè la competenza è alta”… ah e anche perché “altrimenti non trovi lavoro”, non so se lo avevo già detto.

Immaginatevi quindi quando ho sbattuto la faccia contro gli esami di ingegneria, per cui non basta studiare ma bisogna anche accendere qualche cero in Chiesa. È stato panico, è stato subito “non troverò lavoro”.

Così ho passato praticamente tre anni della mia vita con l’ansia di fallire e con un senso di inferiorità opprimente verso chi riusciva in cose per cui io non riuscivo neanche a provarci.

 

Poi grazie al cielo, all’età di 22 anni, è arrivato lui.

È arrivato l’Erasmus.

Ed è arrivata Malaga.

panorama-malaga

Terrazza AC Hotel calle Larios, uno dei miei rifugi prediletti

 

Ricordo di aver ricevuto un diario in regalo prima di partire.

Il primo giorno a Malaga, dopo un breve tour solitario della città, mi sono seduta in quella che poi sarebbe diventata la mia piazza preferita e ci ho scritto sopra tu non avevi capito proprio niente.

“Non è proprio una prima reazione comune quando si comincia un erasmus”, penserete giustamente voi. Eppure vi posso assicurare che è stato come un vetro che si frantuma all’improvviso perché caduto sullo spigolo sbagliato.

Ricordo infatti i rumori della città, la gente che rideva per strada, il profumo di mare, i colori… Ma cosa stavo facendo? La vita era lì fuori che mi aspettava e io ero chiusa dentro una bolla che si alimentava di ansie, paure e studio, e non era affatto giusto!

 

Da lì in poi e per il seguente anno è stato tutto una consapevolezza che aumentava ogni giorno di più.

La vita è una, o come direbbero da queste parti la vida es una, e bisogna vivere tutto fino in fondo perché da un momento all’altro tutto può stravolgersi e rimangono solo i “se”, i “ma”, i “non ho voglia” e i “magari la prossima volta”.

Quando penso all’erasmus non posso che ricordare tutte le meravigliose persone che ho conosciuto, le notti passate a raccontarci storie sui nostri paesi, i paragoni con Malaga e con la Spagna, e tutti gli spunti di riflessione che sono nati dal semplice confronto.

Ovviamente lo studio non è mancato, e i risultati sono stati migliori anche perchè “hey devo per forza finire questo capitolo in un’ora perchè io quella festa non la voglio proprio perdere!”.

 

Insomma, ringrazio l’erasmus perchè sono sicurissima che altrimenti sarei diventata una di quelle persone noiose che lavorano per lavoro e lavorano per hobby.

Ringrazio l’erasmus per aver risvegliato in me la voglia di viaggiare, di scoprire, di mettersi in gioco.

Ringrazio l’erasmus per avermi fatto capire che la vida es una.

Giuro che non lo dimenticherò, ma per sicurezza l’ho anche scritto… sulla mia pelle!

Sulla mia schiena, la Biznaga, il fiore simbolo di Malaga che perde i petali a significare il tempo che passa. Nello stelo, un “1” nascosto come finto ramoscello a ricordarmi per sempre che la vida es una sola.

 

14 commenti
  1. Val
    Val dice:

    Se ripenso al mio erasmus ho ancora i brividi. Quegli stessi che mi hai trasmesso leggendo questo articolo.

    Erasmus never ends 🙂

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  2. Cha
    Cha dice:

    Sei stata fortunata di non studiare in erasmus! Credo che ho piu studiato in erasmus che nella mia scuola 😂😂😂😂!! Maledetti italiani😝

    Rispondi
    • Ilaria Notarantonio
      Ilaria Notarantonio dice:

      haha ma se hai provato tu a dirmi tante volte che a milano studiavo troppo e dovevo uscire di più con te!! 😛

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  3. Giulia Condulmari
    Giulia Condulmari dice:

    Non commento mai blog, articoli o quel che sia.
    Questa volta non posso non farlo, perché mi sono commossa leggendo.
    Ho 26 anni, ho fatto l’erasmus a málaga nel 2015 e anche io mi sono tatuata una biznaga.
    Non serve dire altro.
    Un saluto!

    Rispondi
  4. Alessandra
    Alessandra dice:

    Carissima, ho quasi le lacrime agli occhi perché io, nel 2010, feci la tua stessa esperienza e valutazione nella nostra amatissima Malaga. Dopo un mese stavo male all’idea che tutto sarebbe finito dopo “soli” 10 mesi. Quell’esperienza, quella città, quelle persone mi hanno cambiata profondamente e oggi sono quel che sono solo grazie ed esclusivamente al mio Erasmus a Malaga. Neanche io mi sono persa una festa e un esame(dati 9). I miei colleghi e amici li sento ancora. Per me quella resterà per sempre la mia seconda casa e la porto con orgoglio dentro di me.

    Rispondi
    • Ilaria Notarantonio
      Ilaria Notarantonio dice:

      Che bello Alessandra. Per me la cosa più bella di condividere questa magnifica esperienza è entrare in empatia con altre persone che la portano nel cuore come me. Grazie!

      Rispondi
  5. Anna
    Anna dice:

    Ma quanto é vero! L’erasmus ti da tantissimo…ti apre gli occhi sul mondo, ti sembra di vivere più vite parallele, ti apre gli orizzonti sulla gente, ti da la voglia di credere nei tuoi sogni e di farli diventare realtà …ma sopratutto ti trasmette la forza di non accontentarti perché tu, in fondo, vuoi essere felice per davvero e non avere rimpianti

    Rispondi
    • Ilaria Notarantonio
      Ilaria Notarantonio dice:

      Ciao Anna,

      Io avevo amici stranieri in italia prima di partire, quindi non pensavo che avrei imparato poi così tanto dall’eramsus. E invece no, quando sei tu lo straniero cambia tutto, apri davvero gli occhi sul mondo, e come tu dici inizi a seguire davvero i tuoi sogni. Perchè la vida es una, giusto?

      Un abbraccio e grazie mille per il commento

      Rispondi
  6. Chiara
    Chiara dice:

    Di solito non commento mai gli articoli.. ma Ilaria mi hai dato i brividi. Quelle sensazioni, quei profumi, quei battiti al cuore che non dimenticherò mai.. Valencia 2014, la mia Valencia, io convinta della mia vita perfetta, di un equilibrio perfetto e finto di cui mi ha fatto rendere conto il mio coordinatore Esn, uno spagnolo irriverente proprio come dici tu.. Che in un giorno qualsiasi, in una città qualsiasi, in una deserta plaza del Cedro mi ha cambiato la vita… Ormai da 5 anni. Io non ho nessun tseusggio.. ma mi hai fatto ripercorrere delle cose che non dimentichero’ mai.. Grazie di vero cuore!

    Rispondi
    • Ilaria Notarantonio
      Ilaria Notarantonio dice:

      Ciao Chiara,

      Per me la cosa più bella è poter condividere queste emozioni con chi le legge, quindi grazie di cuore a te per il commento.

      PS Questi spagnoli irriverenti, ma come dobbiamo fare? haha!

      Un abbraccio

      Rispondi
  7. Alessandra
    Alessandra dice:

    Che grande opportunità che è l’Erasmus. Io l’ho fatto a 20 anni, a Vienna, e mi sono innamorata così tanto della città che ci sono rimasta altri due anni (tranne per un breve periodo in Cina). Poi, però, sono entrata nella fase lavorare per lavorare e lavorare per hobby, a 21 anni ho fatto la follia di andare a convivere e quei due anni di “post-Erasmus” sono diventati una gabbia. Al tuo contrario, ho avuto questa “illuminazione” mollando tutto, rientrando in Italia e riprendendo a studiare. Anche se è un percorso inverso, la penso esattamente come te. La vita è una 😀

    Rispondi
    • Ilaria Notarantonio
      Ilaria Notarantonio dice:

      Ciao Alessandra,

      Hai ragione, i cambiamenti in genere ti permettono di capire tante cose… anche rientrare a casa può aiutare! La vita è una 😉

      Grazie per il tuo commento

      Ilaria

      Rispondi

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