La vita segreta dei gatti domestici

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Da quando ci siamo trasferiti a Dublino abbiamo avuto la fortuna di vivere in una tipica casetta irlandese fatta con mattoni rossi e che ha un piccolo giardino sul retro.

Lo spazio verde non è solo nostro:  lo condividiamo con altre due famiglie, molto tranquille, e da qualche mese anche con una gattina nera.

Micia è arrivata nel nostro giardino ad Aprile.

Una mattina, io e mio marito l’abbiamo vista nascosta tra le piante mentre stava cacciando.

Appena ci ha notato è corsa da noi, con la coda tutta dritta in segno di saluto ed ha iniziato a strusciarsi intorno alle nostre gambe.

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Hello!

Nel frattempo Pelù, il nostro cane, ci ha raggiunto in giardino per conoscere la nuova arrivata, la quale si è messa subito sulla difensiva mostrando il pelo arruffato e la tipica gobba che fanno i gatti per intimidire l’avversario.

Sono riuscita giusto in tempo a salvare Pelù , che è buonissima, prima che gli artigli di Micia la sgozzassero.

No gatta! Qui non andiamo d’accordo, non puoi ammazzarmi il cane!”  le ho detto come condizione sine qua non per l’usufrutto del nostro giardino; quindi le abbiamo messo una ciotola con del cibo ed una con dell’acqua, pensando che poverina fosse randagia ed affamata ed effettivamente, in qualche minuto, Micia si è divorata tutto il tonno che le avevamo dato.

Mio marito era in brodo di giuggiole, finalmente il suo sogno di avere un gatto si stava realizzando!

In Italia lui ha sempre avuto gatti, io invece cani, e questo la dice lunga anche sul nostro tipo di coppia.

In realtà il motivo per cui non abbiamo gatti è che sono tristemente allergica a loro, quindi al secondo “Ma guarda quanto è carina …” di mio marito, gli ho risposto con un categorico “Non ci pensare nemmeno!”.

Micia però ha continuato a tornare anche i giorni successivi, per colazione, pranzo e cena.

La piccola furbacchiona ha capito che ammazzarci il cane non era la strada migliore per ottenere il cibo da noi, così ha deciso di usarla come campanello d’ingresso.

Ogni volta che vuole essere nutrita si avvicina alla porta finestra del giardino ed inizia a strusciarsi contro il vetro, Pelù la vede ed inizia ad abbaiare, in questa maniera ci allerta che la gatta è fuori!

A questo punto, per mettere finalmente fine a questa caciara animalesca prima che i nostri vicini ci richiamino, dobbiamo andare alla finestra, rassicurarla che è stata un buon campanello da gatto e nutrire la piccola peste nera.

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 Pelù mentre fa da campanello per il gatto

Con il passare dei giorni Micia è stata una piacevole presenza in giardino ed un’ulteriore compagnia per me che lavoro a casa.

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Qualcuno mi osserva mentre creo gioielli in soutache.

Osservarla mentre cammina sinuosa nell’ erba alta o mentre rincorre qualche preda è davvero rilassante e divertente per me e mi ricorda di prendere delle pause dal lavoro di cucito dei miei gioielli, che a volte diventa davvero totalizzante e faticoso per la vista.

Mi piace anche il legame che si è creato con Pelù fatto di curioso rispetto reciproco, sino al prossimo scontro per il possesso del cibo.

Ma tutte le storie che parlano di gatti hanno sempre un risvolto segreto e misterioso.

Qualche settimana fa, io e mio marito stavamo chiacchierando con un nostro amico e vicino irlandese e gli abbiamo raccontato che c’è questa gattina che da qualche mese è diventata nostro ospite fisso agli orari dei pasti; non appena lui ha sentito la descrizione del gatto ci ha subito detto che Micia era la gatta dei suoi vicini!

Tradimento!!!

Micia aveva (in realtà la ha tutt’ ora) un’altra famiglia!

Oh my gosh, che svergognata di gatta, venire da noi fingendosi una povera gattina randagia ed affamata, quando invece aveva la scodella piena anche al di là del nostro giardino!

Effettivamente, ripensando un po’ alla storia della gatta, i conti iniziavano a quadrare: pur essendo ormai estate non era mai andata in calore, questo voleva dire che probabilmente era sterilizzata; nei giorni di pioggia forte non veniva mai a nutrirsi o a cercare riparo, forse perché ne aveva  già un altro; ma la cosa  ancora più divertente che avevamo scoperto su questa sua doppia vita segreta era che anche i proprietari ufficiali sono italiani.

La gattina aveva scelto due famiglie italiane in territorio irlandese!

Qualche giorno dopo, mentre ero a passeggio con Pelù ho incontrato la proprietaria ufficiale di Micia (che all’ anagrafe risulta Maize) così le ho chiesto conferma del possesso del gatto e le ho spiegato che la stavamo nutrendo perché pensavamo fosse randagia e che, inoltre, non eravamo i soli a pensarlo ed a darle del cibo, dato che lei era bravissima nell’ arte di chiedere coccole anche ad altri vicini!

Lei mi ha confermato che la gatta era la loro, anzi del suo coinquilino e si è scusata per l’eventuale disturbo arrecato da Micia (inesistente, perché questa gatta è un’adorabile canaglia!).

Ho scoperto, così, che i proprietari la lasciano libera di entrare ed uscire di casa, cosa che trovo assolutamente giusta a livello cognitivo e di vita sana ed equilibrata per un felino.

Micia (per noi) si fa i suoi giri esplorativi di conoscenze e caccia, riporta a casa (quella ufficiale per fortuna!) qualche trofeo e forse qualche cicatrice di saggezza, ma soprattutto è felice ed ha la fortuna di  fare la vita che tutti i gatti domestici dovrebbero fare.

Il giorno seguente a queste rivelazioni Micia è tornata da noi, ma questa volta aveva un collarino blu e l’espressione colpevole di chi, scoperta dal marito, è stata costretta a rimettersi la fede al dito.

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“Oh cielo, mio marito!”

Guarda cosa mi hanno messo al collo!” sembrava dire con i suoi occhietti lucenti “Adesso cambierà tutto tra di noi? Non mi nutrirai più?

Tranquilla Micia, sarai sempre ben accolta nel nostro giardino, magari un po’ meno nutrita, ma certamente sarai sempre la ben venuta ed anzi ti sono grata perché  grazie a te sto scoprendo la vita segreta dei gatti domestici.

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