L’amicizia, la strada della felicità!

Trova il tempo di essere amico: è la strada della felicità.

Lo ha detto Madre Teresa e sembra essere il mio mantra da una vita.

Mi piace immaginare l’amicizia come un viaggio in treno.

Un treno nel quale qualcuno sale, anche a metà tragitto, poi scende e magari risale,  lasciandoti sempre qualcosa.

Qualcuno poi sale in corsa, sorprendendoti, e qualcun’altro scende nello stesso modo, lasciandoti un senso di tristezza e di abbandono che poi però si placca alle stazioni successive quando ne sale un altro, all’improvviso, il quale, magari, scoprirai essere un amico/a speciale.

È un ciclo insomma.

Durante i miei primi anni di espatrio ho faticato a far salire le persone nel treno.

Non con consapevolezza, però. Ero talmente circondata dall’affetto dei miei amici italiani (nonostante la distanza) ed impegnata ad adattarmi a tutte le novità che mi circondavano, che proprio non ne ho sentito l’esigenza.

Poi, quando il più piccolo dei miei figli ha iniziato a frequentare l’asilo nido, è capitato, molto casualmente, che le porte del treno si siano aperte e così questo viaggio è diventato ancora più piacevole.
Il mio nuovo progetto lavorativo mi ha, infine, permesso di completare l’opera.

Infatti, due persone super speciali, con delle storie pazzesche alle spalle, sono entrate nella mia vita, prima come studentesse d’italiano e poi, piano piano, come amiche.

Qualche settimana fa quel treno si è trasformato in aereo e ci ha portato, tutte insieme, in Sardegna, la mia terra nativa.

Avevo programmato il viaggio qualche mese fa pensando di partecipare ad una lezione di pasta( fatta a mano, da una bravissima maestra) antica della Sardegna. Il destino poi ha voluto che i piani cambiassero leggermente.  Ci siamo adattate al cambiamento e abbiamo sfruttato al meglio i giorni trascorsi nella mia bellissima terra.

Mia madre con la quale, le mie amiche, da subito hanno creato un rapporto magico, ci ha amorevolmente ospitato e, spesso, sfamato.
Infatti, il giorno successivo al nostro arrivo, in sostituzione alla lezione mancata, mia mamma ha organizzato una dimostrazione di pasta fresca fatta a mano ( i maharrones a busa e a boccio, tipici della sua zona di provenienza, Oliena nel nuorese). Ne è seguita una degustazione di ciò che era stato creato. Questo momento è stato votato, all’unanimità, uno dei momenti più belli della vacanza.

Abbiamo passato poi i giorni successivi a visitare le bellezze locali.

La Sardegna non è famosa solo per le belle spiagge.

Ecco perché abbiamo visitato uno dei Nuraghi più conosciuti del Cagliaritano, Su Nuraxi, a Barumini nella Marmilla. Sempre in zona, abbiamo fatto un salto a Casa Zappata, che era la bellissima residenza di una famiglia nobile aragonese costruita, nel sedicesimo secolo, sui resti di un nuraghe, casualmente scoperto dopo lavori di ristrutturazione della villa stessa, tanti anni dopo.

Ho fatto fare loro un tour dei Murales del mio paese nativo, San Gavino Monreale. Sono tantissimi, e uno più bello dell’altro. Hanno apprezzato anche la visita a Tharros e il panorama mozzafiato che la torre dall’alto concede.

Al fine settimana siamo stati a Cagliari. Mia sorella, amante della storia della città, ci ha raccontato, mentre passeggiavamo per Castello, le origini di questa meravigliosa città. Dopo un aperitivo in una piazza( Piazza Yenne) baciata dal sole e un delizioso pranzo nei paraggi, siamo poi andati a visitare la spiaggia del Poetto, una delle più lunghe d’Italia. Abbiamo poi trascorso la serata in compagnia di tutte le mie favolose amiche sarde, che da anni mi accompagnano in questo viaggio chiamato amicizia, e senza le quali non avrei mai superato le prove dure che la vita mi ha messo di fronte.

Così la nostra vacanza si è conclusa sdraiate su una delle più belle spiagge al mondo, Tuerredda, nella costa sud della Sardegna, più precisamente nel litorale di Teulada.

Colori, profumi e sapori che difficilmente dimenticheremo.  Ma, sopratutto, affetto e amore quello che solo una profonda amicizia (carica di risate, abbracci, confidenze, pianti, e di nuovo risate)ti può  dare, in questo bellissimo viaggio, chiamato vita.

Grazie per essere salite nel mio treno. Buon viaggio. A chentannos, alligros e in salude ( a cent’anni, allegri e in salute in dialetto olianese)!

 

 

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