L’amore arriva prima

Amore a Malaga

Innamorarsi in lingua straniera.

È cominciata così, tra i banchi di un’università dove non conoscevo nessuno.

Io, la classica italiana Erasmus sbarcata in Spagna con tanti vestiti e zero conoscenza della lingua spagnola. Lui, il classico spagnolo mai uscito dal paese, che si burla degli Erasmus e della loro aria persa durante le lezioni.

Era talmente classico che alla nostra prima conversazione si è preso gioco di me, dicendomi di andare a casa perché il professore aveva avvisato che quel giorno non ci sarebbe stata lezione. Quando poi mi ha vista in procinto di lasciare l’aula, si è avvicinato e con quel suo sorriso ironico mi ha detto “es broma”. L’avevo imparato il giorno prima che broma volesse dire scherzo.

È cominciata così ed è continuata con un primo appuntamento concesso a quello spagnolo tanto irriverente, che però mi faceva mancare il fiato ad ogni suo sorriso.

Il primo appuntamento

Como?”, “Puedes repetir?”, sono state le frasi più ripetute quella sera.

Io che parlavo, parlavo, parlavo, lui che mi guardava e sorrideva, anche se capiva la metà di quello che dicevo. “Parli tanto”, mi aveva detto. “Si parlo tanto”, avevo risposto, pensando che ormai me lo fossi giocata. “Me encanta”, mi aveva invece controbattuto.

Dopo un primo appuntamento è seguito un secondo; poi, un terzo.

Un primo bacio alle 5 del mattino, sulla panchina di una piazza desolata, dopo tanti altri discorsi in cui capivamo poco ma capivamo tutto.

Era stancante all’inizio.

Il suo accento andaluso non aiutava, e neanche il mio napoletano.

Eppure in quel sorriso io mi perdevo, nei suoi occhi capivo il senso delle sue parole… non il senso letterale, ma quello profondo, l’intenzione del suo animo buono.

È arrivata quindi la prima litigata in perfetto stile film tragi-comico. Non riuscivo a contenere il dialetto e lui continuava a dirmi che non mi capiva. Penso ci siano volute tre ore per comprendere che era stato tutto un malinteso.

E dopo quello ne sono seguiti altri, per lo più dovuti a incomprensioni linguistiche.

Dopo un mese siamo andati in viaggio a Granada; abbiamo preso un hotel molto carino, ha organizzato tutto lui nei minimi dettagli.

Mi ha portata in centro e abbiamo visto degli artisti di strada ballare il flamenco. Il flamenco, desideravo così tanto vederlo dal vivo. L’ho guardato e gli ho detto “sono felice”. Mi ha guardata e mi ha detto “ti amo”. Anche io lo amavo già. Anche io amavo una persona senza riuscire a capirla a pieno, non ancora almeno.

Dove non arrivavano le parole, era già arrivato l’amore.

E dopo 4 anni, anche se ora ci capiamo perfettamente, lo amo come la prima volta in cui non l’ho capito.

Buon San Valentino, Amore mio.

coppia-mista-amore

6 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Cara Ilaria,
    leggo sempre con piacere i tuoi articoli perché sono sempre così genuini. Conosco bene la sensazione…che la lingua d’origine sia la stessa oppure no, a volte è proprio vero che basta uno sguardo per dirsi tutto. Conosco bene la sensazione 🙂 cosa c’è da capire, da ascoltare, da aspettare se già i sentimenti sono così chiari? ❤️

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