Lavoro online: tutto a portata di casa

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Lo scorso mese abbiamo ricordato, con emozione e un po’ di amarezza, che è passato già un anno da quando il Covid ci ha stravolto la vita.

Nonostante moltissime persone  continuino a dichiarare che la loro vita non sia cambiata per niente, che il covid è un hoax, che c’è dietro un complotto politico ed economico (e se qualcuno me ne spiega le ragioni nascoste gliene sarò estremamente grata…), io dico che a me la vita è cambiata.

E’ cambiata soprattutto a livello lavorativo.

Oggi, si discuteva in una riunione di quanto il nostro lavoro, l’insegnamento agli adulti,  fosse cambiato per sempre, e di come sarà difficile – se non impossibile – tornare a metterlo in pratica come prima.

Sembra che ognuno di noi abbia ormai ben chiaro che indietro non si torna.

L’emergenza Covid ha riordinato il sistema ed ora possiamo solo svilupparlo ulteriormente in questa direzione.

Insegnavo in Campus, vedevo gente continuamente, ero sempre in movimento, ero sempre tremendamente stanca.

Avevo pochissimo tempo per fare le cose che mi piace fare come, ad esempio, passeggiare in quanto  camminavo continuamente per andare da una sede all’altra delle mie classi negli  orari più disparati.

Ora, invece, tutto si svolge a casa, tutto si concentra nella camera da letto che io ho rubato a mio figlio per straformarla in una specie di studio, con orsacchiotti e ninja che mi fanno compagnia.

Ho odiato l’idea di dover insegnare da casa con tutto il cuore, il mio credo era profondamento radicato nell’insegnamento in presenza.

Pensavo che contatto umano fosse la chiave per trasmettere le emozioni di una lingua.

Con estremo stupore, ad oggi, devo dire che mi sbagliavo.

Insegnare online presenta moltissimi vantaggi, tra i quali il raggiungere  studenti che di persona non avrebbero avuto l’opportunità di frequentare.

Nei mesi ho insegnato a studenti in Russia, Italia, Giappone, giusto per citare alcuni paesi, ma la lista sarebbe molto più lunga!

Ho finalmente imparato ad utilizzare la tecnologia per rendermi la vita e la mia professione più facile.

Ora condivido video, programmi televisivi istantaneamente nel momento in cui ne parlo, ed è molto più efficace rispetto a quando tutto il materiale lo si preparava in anticipo per poi usarlo nel corso di una lezione.

Invito tutti a seguire un corso online, uno qualunque, scegliete la materia che più vi interessa, e scoprirete un mondo che pensavamo non esistesse, o non potesse esistere, per mancanza di tempo, forza e volontà.

Adesso  tutto è a portata di casa e, paradossalmente, non ci sono più scuse per essere pigri: basta avere una connessione, un piccolo spazio e il gioco è fatto.

So bene che ci sarà chi, leggendomi, osserverà: “ma cosa ne sarà del contatto umano? Del socializzare?”

Si, sono d’accordo, ma pensate a quelle fredde sere di novembre, e qui a Edimburgo ce ne sono tante: non preferireste rimanere seduti al caldo, con i vostri vestiti più comodi, senza la fretta di dover essere in tempo, e godervi con comodo  qualsiasi cosa voi dobbiate fare?

Il lavoro online “solo” ed esclusivamente in Italia viene chiamato smart working.

Nel resto del mondo, soprattutto quello di lingua anglosassone, viene semplicemente chiamato “working from home” ovvero “lavorare da casa”.

Io, come mamma, riesco solo a vedere i benefici e, nonostante possa suonare controcorrente, continuo a sperare che quando tutto questo sarà finito, quando si tornerà alla cosiddetta agognata “normalità'”, uno spazio per il lavoro online rimanga e che continui ad essere una opzione possibile.

Io ci spero e continuo a parlarne a chi organizza il mio lavoro.

Sono convinta che quando tutto questo finirà, la normalità che tutti aspettiamo con ansia e fretta non somiglierà più a quella normalità che ricordiamo, quella che abbiamo lasciato nel febbraio 2020.

Per non parlare di tutti coloro che soffrivano di ansia sociale, e facevano davvero fatica a parlare in pubblico, specialmente in una classe di lingua.

Ebbene, questa categoria ha beneficiato tremendamente della versione online, dove si è sentita protetta tra le mura di casa.

E allora devo ammettere che, nonostante il Covid abbia rattristato e reso depresse molte persone per le ragioni che tutti conosciamo, su un altro piano ci ha insegnato a riadattarci e ci ha mostrato ancora una volta di come siamo capaci alla sopravvivenza anche nei periodi più bui.

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