Le cose che mi aspettano

chianti

Eccomi pronta.

Destinazione Toscana.

Destinazione casa.

Sono ben sei mesi dall’ultima volta che ho intrapreso questo lungo viaggio.

Lungo perchè vivere a Saskatoon non è esattamente così comodo come il trovarsi in altre città canadesi.

Vivere in Saskatchewan infatti significa destreggiarsi tra scali lunghi ed improbabili ed una totale assenza di voli diretti per l’Europa. Maledette praterie. Provare per credere.

Uno dei  momenti che preferisco è rappresentato dalle settimane che precedono la partenza.

Sono momenti felici ed euforici, misti di buoni propositi ed intensa attesa.

Sono solita trascorrere tali giorni progettando la distribuzione dei miei impegni in modo tale da sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione. Progetti che vengono ogni volta irrimediabilmente disattesi perché nessuno più di me è abile nell’esigere troppo da se stesso. Spesso durante i giorni che precedono la partenza fantastico, immaginando la prima frase che dirò a mia madre in attesa al gate degli arrivi all’aeroporto o la sensazione che proverò camminando per le antiche e caratteristiche stradine di San Frediano, nella mia amata Firenze.

“Un paese ci vuole” scriveva Cesare Pavese, riferendosi al paese di origine dal quale si era trovato costretto a vivere lontano.

Pavese descriveva il paese natale come un luogo sempre pronto ad attenderlo ed accoglierlo; un luogo fatto di persone, di piante e di rumori che gli appartenevano.

Ed è proprio lì che mi aspettano molte di quelle cose che reputo essere infinitamente belle.

Mi aspetta il paese dove sono cresciuta, tra le colline del Chianti, con la sua piazza e l’affollato mercato del sabato.

Passeggio come una turista al sole tra i negozi di souvenir facendo sosta obbligatoria nella pasticceria del paese per una vera colazione italiana; sono costretta a fermarmi ogni cinque minuti durante il tragitto per salutare praticamente chiunque.

Sono qui che vivono le persone più genuine e sorridenti che conosco, sempre pronte a sdrammatizzare qualsiasi cosa con acuta ironia ed un sarcasmo squisitamente toscano.

Mi aspetta mia madre ed il suo frigorifero ipercalorico, carico di prelibatezze introvabili a Saskatoon.

Mi coccola e mi vizia con le sue ricette preferite, lamentandosi sempre per la mia magrezza. La osservo attentamente mentre cucina con il suo dolce sorriso offuscato da quel velo di tristezza. La scruto con attenzione mentre si prende cura della mia nipotina con infinita pazienza e gioia, tra passi goffi che si fanno ogni volta più lenti.

Mi aspettano le amiche di sempre.

Quelle che hanno condiviso con me le gioie e le fatiche degli ultimi mesi via Skype, Messenger, WhatsApp…Dio benedica la tecnologia! Adesso le ho davanti. Le posso toccare, abbracciare, sentire il loro profumo, scorgere i loro volti che cambiano cogliendo quelle sfumature che uno schermo non è capace di raccontare.

Mi immergo nei loro racconti fatti di amori improbabili, aneddoti esilaranti,  storie di traslochi e figli che crescono. Mi sento come davanti alla prima succulenta cena dopo mesi di digiuno. Ho l’acquolina in bocca. Non so da dove iniziare e quale piatto ordinare. Mangio con lentezza per il timore di non gustare ogni boccone a sufficienza o di finirlo troppo presto.

Mi aspetta Firenze, la mia splendida ed amata città, in un caldo estivo umido e soffocante a tratti quasi insopportabile.

Mi aspettano gli aperitivi al tramonto sull’Arno, piazza Santa Croce con la sua inconfondibile atmosfera, il mercatino dell’usato a Sant’Ambrogio, la fontana di Nettuno finalmente restaurata in Piazza Signoria,  il teatro romano di Fiesole che nella sua suggestiva cornice ci regala una serata commovente sulle note del grande maestro Morricone.

Mi aspettano i colori delle colline toscane in estate, la perfetta geometria delle vigne, il fastidioso suono delle campane la domenica mattina, il profumo del gelsomino in fiore sul balcone di casa,  il sapore intenso di un bicchiere di Tignanello, l’energia contagiosa di mia zia che è l’ottantenne più chic del mondo, il suono delle canzoni che conosco a memoria, la bellezza del tramonto visto da Ponte Vecchio.

Mi aspetta tutto questo e molto altro ancora.

Perchè se hai la fortuna di nascere in un paese dove la bellezza è in ogni dove ed in qualunque cosa, viverne senza risulta, talvolta, difficile.

8 commenti
  1. Cinzia
    Cinzia dice:

    Cara la mia bella Liss, hai trovato un marito ed hai lasciato un’amica. Ti leggo con vera gioia. Abbiamo condiviso lezioni d’Italiano per piccoli Canadesi e abbiamo cementato un’intesa immediata e non scontata.
    Spero di poterti rivedere e di riaccoglierti a Vancouver quanto prima.
    Mi piace come scrivi,
    mi piace quando scrivi, perciò…scrivi!
    Cinzia

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    • Lisa
      Lisa dice:

      Grazie! Ah.. i nostri mercoledì pomeriggio..come dimenticarli? Momenti bellissimi! Nella città che rappresenta il Canada che amo nelle sue infinite sfumature.

      Stesso vale per te, se per caso (anzi per sbaglio😂) ti capita di passare nelle praterie 🍁😘 Un abbraccio

      Rispondi
  2. Catia
    Catia dice:

    Cara la mia lisa internazionale, leggerti fa sempre bene, la tua presenza nel chianti si sente anche se sei così lontana

    Rispondi
  3. Sophie Rose
    Sophie Rose dice:

    Cara Lisa, mia/nostra bellissima amica,
    Che brava 🙂 mi hai fatto emozionare, davvero, due lacrimuccie son spuntate.
    L’ho menzionato anche quando eri qua quest’estate,sei proprio portata a scrivere, sei brava nelle tue descrizioni e a fare in modo che chi legge visualizzi le immagini che descrivi.
    Ti si sente e fai sentire 🙂
    Quindi, concordo con Cinzia “…mi piace come scrivi, mi piace quando scrivi, perciò… scrivi!”
    Ti voglio infinitamente bene e manchi sempre e comunque, ma sei sempre nel mio cuore, vicina, vicina
    Un abbraccio forte
    Sophie

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