Le mie due anime

pittura-grafica

Non sono venuta nel Regno Unito per inseguire una carriera.

Quando sono arrivata qui mi ero da poco laureata in un settore verso il quale non provavo più alcuno slancio, in Italia non avevo avuto esperienze lavorative rilevanti, parlavo un inglese accettabile ma non fluido, e per di più ero diventata mamma da appena pochi mesi. Insomma, come partenza non era il massimo!

Tuttavia, per me iniziare a lavorare era importante.

Se avete figli saprete bene cosa significa uscire di casa e smettere per qualche ora di ricoprire un ruolo – quello di madre appunto – che sa essere contemporaneamente meraviglioso eppure estenuante, così denso di responsabilità da farti venire voglia di essere qualcun altro anche se per poco, o magari di ritornare ad essere la te stessa senza figli che poteva prendersi il tempo di pensare alle proprie esigenze. In queste circostanze, andare al lavoro è come una boccata d’aria fresca.

Il mio primo impiego me lo ricordo bene, anche se mi sembra sia successo un secolo fa: fui assunta come cameriera in un caffè sulla piazza centrale.

Lavoravo insieme a ragazzine molto più giovani di me, correndo tra un tavolo e l’altro per servire clienti gentili ma velatamente seccati di fronte alla mia scarsa comprensione delle loro richieste. Mi fa sorridere immaginare come dovevo apparire allora, così imbranata e ignara di tante convenzioni e dinamiche sociali che ora sono entrate a far parte del mio bagaglio di conoscenze culturali.

Quello fu solo il primo di una serie di impieghi, tutti dello stesso genere.

Mi dicevo che, non appena mi fossi sentita più a mio agio con la lingua, mi sarei buttata in altri settori e mi sarei fatta una carriera all’altezza delle mie aspettative.

Con il passare del tempo però le cose hanno preso una piega decisamente diversa e inattesa.

Non ho raggiunto posizioni importanti, come forse avrei desiderato inizialmente, ma ho deciso di coltivare le mie due anime: l’impiegata e l’imprenditrice.

La prima mi permette di restare in contatto con il mondo esterno, di vedere gente, di comunicare e imparare cose sempre nuove sulla società in cui vivo.

La seconda mi fa sentire appagata e mi dà uno scopo, un motivo per alzarmi ogni giorno dal letto col sorriso e la voglia di fare. Perché finalmente sono riuscita a mettere da parte la paura per portare avanti un sogno: diventare un’illustratrice.

Mi ci è voluto tempo per trovare il coraggio di ascoltarmi, per capire cos’è che mi rende davvero felice così da permettere alla mia seconda anima di sbocciare.

Avere due anime è faticoso e richiede molte energie.

E´ quasi come essere due persone in un unico corpo. Il tempo sembra non bastare mai e il relax è soltanto il barlume di un sogno dimenticato.

Bisogna essere disposti al sacrificio, a scontrarsi quotidianamente con infiniti ostacoli, con tutti gli impegni cui non puoi sottrarti, con chi ti dice che non ce la farai mai. Ci vuole tanta determinazione, ma se c’è una cosa che ho imparato dalla mia esperienza come expat, questa è la resilienza. Con il tempo i risultati arrivano, bussano alla tua porta quando meno te lo aspetti come per ricordarti di non mollare.

A volte mi chiedo se sto facendo la cosa giusta, o se è tutto solo un’illusione.

Allora mi concentro sulla gioia che provo ogni volta che termino una nuova illustrazione. In quel momento riesco a vedere oltre, e poco importa se non ho un lavoro prestigioso, so che sto costruendo una carriera che amo.

martina-carrozzina

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi