Le nuove donne espatriate

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Questo è il mio ultimo anno da ventenne, eppure mi sono resa conto solo adesso di aver messo piede nell’età adulta. Di essere arrivata alla maturità, di essere diventata donna: una delle nuove donne espatriate, ma di un genere tutto nuovo rispetto a quelle di qualche anno fa. Sebbene abbia un compagno, non sono espatriata a causa sua. Anzi, l’ho incontrato proprio all’estero. È questo fenomeno che distingue le giovani emigranti di oggi a quelle di ieri. 

Ho capito che io e le altre (quasi) trentenni siamo le nuove donne. 

Siamo una nuova generazione che viaggia ed emigra da sola: questi pensieri mi ronzano in testa dallo scorso fine settimana, da quando un gruppetto di noi di Donne che emigrano all’estero si è video-chiamata. Nonostante la grandissima varietà di expat nel nostro sito, quel giorno sullo schermo, per puro caso, avevo ragazze della mia età, tutte lontane: chi abita in Cina, chi in Francia, chi in Spagna. Giovani donne che lavorano all’estero per scelta propria, per inseguire i propri progetti e sogni. Nessuna di loro ha seguito il marito mandato oltre confine dall’azienda.

Mi sono ritrovata a pensare che non tutte le donne espatriate della generazione precedente hanno deciso di andare oltre confine per se stesse, bensì hanno seguito il compagno. Penso a mia madre, che negli anni Novanta prese una me in pannolino e se ne andò in giro per il mondo secondo il capriccio della ditta di mio padre, senza conoscere lingua e cultura, capitando ogni volta in un luogo sconosciuto. Penso a una mia studentessa turca, ora è in Ucraina dopo aver vissuto negli USA. Anche lei accompagna il coniuge.

Non è raro trovare donne expat che hanno seguito l’amore ed è bellissimo così.

Ora ci siamo noi, che abbiamo ascoltato solo il nostro cuore, che abbiamo imparato ad aprile i barattoli (con la violenza, se necessario), a sturare lavandini, a diventare qualcuno e a cavarcela sempre da sole. Usciamo quando vogliamo e conosciamo gente nuova. Noi che facciamo progetti di vita e se un uomo riesce a starci dietro bene, altrimenti siamo abbastanza indipendenti da trovarcene un altro. O nessuno.

 

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Io sotto casa mia in Cina, fierissima di essere dove ero: dall’altra parte del mondo con solo le mie forze

Siamo le donne che si mettono su un aereo e vanno dall’altra parte del mondo da sole.

Perché? Perché ci va, perché siamo coraggiose, indipendenti economicamente, perché siamo vive e forti.

Vedere tutte quelle ragazze dietro lo schermo mi ha fatto capire quanto dovremmo ringraziare le generazioni precedenti per averci spianato la strada, ringraziare coloro che alla fine hanno preso in mano la loro vita senza poggiarsi su un uomo. Ringraziare le mamme che non ci hanno imposto di diventare brave donne di casa ma che ci hanno detto “va’, emigra, diventa te stessa seguendo quello che ti dice il cuore”.

Siamo anche fortunate di provenire da un paese in cui le donne hanno libertà.

Io non ho nessun diritto in meno degli uomini e pertanto sono libera di essere. Qui in Ucraina, dove mi trovo al momento, sulla carta il cosiddetto gentil sesso ha gli stessi diritti degli uomini, ma in realtà moltissime a venticinque anni sono già sposate e dipendono dallo stipendio del marito. Questi, di solito, paga l’affitto, il cibo e le uscite.

“Io uso solo la carta di credito del mio uomo”, dicono le studentesse con un sorriso, eppure quella che appare come una furberia diventa una schiavitù: “cosa gli dai in cambio?” penso io.

“Be’, in fondo, una brava donna si sposa e ha figli,” potrebbe rispondermi ancora qualcuno in ogni Paese del mondo.

Forse, noi ragazze italiane, noi donne espatriate, siamo la prima vera prova tangibile del fatto che si può fare.

Che si può essere realizzata nella carriera e nella vita con o senza un compagno al proprio fianco, siamo la prova che possiamo vivere e viaggiare da sole, siamo la prova che possiamo, insieme, collaborare e raccontare di noi ad altre donne. E anche agli uomini che vogliono ascoltarci.

Queste siamo noi: le nuove trentenni, le nuove donne espatriate.

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Le nuove donne espatriate in webcam

6 commenti
  1. Nicole
    Nicole dice:

    Grazie per aver scritto questo articolo!

    A volte sembra di essere completamente sole, che forse sarebbe stato meglio restare a casa e continuare con la nostra vita cosí come tante prima di noi. Sarebbe stata una scelta semplice ma infelice. Sono fiera di me e di tutte quelle che hanno trovato il coraggio e l’energia di diventare indipendenti in paesi sconosciuti!

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    • Alessandra Cina Ucraina
      Alessandra Cina Ucraina dice:

      Ma grazie a te per averlo letto! Le scelte più difficili sono quelle che ci portano la felicità, alla fin fine. Andare sul semplice per paura del diverso è la strada sicura per l’infelicità. Continua a essere fiera delle tue scelte 😀

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  2. Amy
    Amy dice:

    Ale cara,
    Ottima descrizione: siamo delle combattenti!

    Sapessi con quante persone mi son scontrata io, invece, in ambito familiare e non. Il segreto è non ascoltare gli altri, e andare avanti per la propria strada. Che è quella giusta.

    Un abbraccio da Lyon,
    A

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  3. Anna Varga
    Anna Varga dice:

    Molto interessante il tuo articolo. Io anche sono emigrata in UK non per seguire un marito, ma per realizzarmi professionalmente e studiare. E mio marito l’ho conosciuto qui. Come ti trovi in Ucraina? Faresti un articolo sulla vita in Ucraina? Ho molti clienti ucraini e sto imparando il russo. Sono gente simpatica e cordiale. Non sono cosi freddi come molti pensano. Poi se ti dimostri interessata al loro paese te li fai amici. Ovvio, ci sono anche persone poco raccomandabili, ma quelle le trovi anche qui in Inghilterra. Il marcio sta dappertutto. Tanti saluti da Londra. PS Vorrei un giorno andare a Kiev a trovare le mie amiche.

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    • Alessandra Cina Ucraina
      Alessandra Cina Ucraina dice:

      Cara Anna! Hai ragione, devo proprio scriverlo un articolo sulla vita a Kiev (qualcosina c’è comunque nella mia bio). Guarda, io qua sto Dio. Non mi manca proprio niente e la maggior parte delle persone che conosco sono belle persone. Gli uomini sono sempre gentiluomini, nessuno che ti fa commenti strani quando cammini, e anche gli sconosciuti ti tengono la porta aperta o si alzano per lasciarti il posto in metro. Alcune donne hanno una mentalità molto maschilista, ma penso che sia una conseguenza “storica”, per dire. Magari ne parlerò più approfonditamente. Il centro storico di Kiev è stupendo e la città è così verde che a volte sembra di essere nei boschi. Ora con la primavera è zeppa, zeppa di lillà, tulipani, ippocastani in fiore. Inoltre, sono proprio felice di passare la quarantena qui dove almeno si può andare a passeggiare tra gli alberi piuttosto che in Italia. Se passi per Kiev contattati pure 😀

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