Le parole fanno male

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“Bisogna diffidare delle parole”. Parigi, quartiere di Belleville.

“Quando avrai imparato a fregartene della gente, solo allora sarai grande” (Jim Morrison)

Quando si decide di espatriare, trasferirsi in un’altra città e cambiar vita, non sempre è facile ignorare l’opinione, spesso molto superficiale, che gli altri hanno di questa nostra scelta.

Per quanto possiamo mostrarci forti, determinate, testarde e indipendenti, purtroppo le parole degli altri hanno un peso e possono farci molto male. Soprattutto, quando non si tratta affatto di critiche costruttive.

“Non ce la farai mai – è una follia – è da egoisti mollare tutto – ti costerà un sacco di soldi – avresti potuto trovare lavoro anche qui” ed altre frasi sentite e risentite, piazzate là per sminuirci a tutti i costi.

Avevo solo 24 anni quando ho lasciato l’Italia.

Non mi sentivo né inferiore né superiore a nessuno. Una ragazza normalissima che aveva voglia di crescere, di cambiare aria,  di fare nuove esperienze. Non ero e non sono un supereroe: partivo solo con una valigia piena di passione e di buona volontà.

Non stavo facendo nulla di speciale, non mi sentivo neppure chissà quanto coraggiosa. Avevo fatto una scelta che tanti come me e prima di me avevano fatto.

Ci sono persone che hanno lasciato casa a 18-19 anni; c’è chi ha studiato lontano dalla propria città di origine, conciliando studio, vita sociale, amore, convivenza, gestione di una casa e spesso anche un lavoretto per rendersi indipendenti.

C’è chi ha mollato tutto e ha rivoluzionato a 40-50 anni la propria vita e quella della sua famiglia.

Una gran bella prova di coraggio.

Ed io provo solo tanta ammirazione per loro. Mai un sentimento di invidia da parte mia nei confronti di nessuno.

Peccato che non tutti la pensino come me e che io non abbia sempre ricevuto lo stesso trattamento.

La vita da expat mi sta regalando soddisfazioni enormi, ma l’invidia degli altri ha reso molto difficile il distacco dalla mia patria.

Parigi è stata casa mia da subito, ma spesso le parole che giungevano da fuori sono state in grado di farmela odiare.

Ho ricevuto critiche pesanti, provenienti da persone che reputavo amiche, da ragazzi della mia età che credevo avessero, come me, un bagaglio pieno di sogni ed ambizioni. A quanto pare mi sbagliavo su tutto. Tutta quell’amicizia, quella finta stima, era solo di facciata.

La mia intraprendenza e voglia di indipendenza venivano scambiate per egoismo.

Molti pensavano che avessi lasciato la mia terra, la mia famiglia, il mio storico fidanzato di allora per andare a fare la bella vita nella capitale francese, quando sapevano perfettamente che sarei andata in Francia per lavorare, e quella scelta mi sarebbe costata fatica, sacrifici, tante spese materiali ed emotive.

Frasi velenose sono uscite dalla bocca di persone con cui fino ad allora avevano studiato, lavorato e condiviso tanti momenti.

Persone che credevo mi volessero bene e mi stimassero, e invece si sono dimostrate finte e superficiali, capaci di vedere solo la punta dell’iceberg.

Ed io all’inizio del mio espatrio ero più insicura, più fragile: davo molto peso a quelle parole, mi lasciavo ferire da esse come lame affilate.

Alcune possono essere talmente forti da lasciare una ferita dentro molto difficile da rimarginare. Ma la cicatrice che ne resta rappresenta anche un segno di ciò che abbiamo vissuto e che non vogliamo più vedersi ripetere.

Molte cose ora sono cambiate.

Se c’è una lezione che ho imparato dagli invidiosi, è non prendere mai esempio da loro.

Riflettendoci bene, stavo iniziando a comportarmi esattamente nello stesso modo: mi preoccupavo troppo di ciò che gli altri pensavano di me e lasciavo che questo mi ferisse profondamente.

È esattamente questo che fanno gli invidiosi: pensano solo a preoccuparsi della vita degli altri e vivono nell’insoddisfazione, passando il loro tempo a guardare ciò che non hanno.

Una delle numerose lezioni che la vita da expat mi ha insegnato è proprio questa: per resistere agli invidiosi, bisogna fare esattamente il contrario di ciò che fanno loro.

Ho imparato a godermi la mia vita e i miei successi lasciando perdere le loro chiacchiere, a condividere i momenti importanti solo con chi mi vuole bene davvero.

A dare importanza solo a quelle persone con le quali vale davvero la pena confidarsi e condividere i giorni. Soltanto la loro opinione ed i loro consigli contano davvero.

Per fortuna, in questi anni, di persone così ne ho incontrate tante, ed alcune di loro sono davvero una risorsa preziosa per me, un pilastro della mia vita da expat.

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Pic-nic del 1° maggio con i miei amici musicisti

Mentre noi ci godiamo la nostra felicità, gli invidiosi continueranno a vedere l’erba del vicino sempre più verde.

E a meno che non decidano di cambiare completamente atteggiamento, continueranno a farlo per sempre.

La nostra forza deriva dal fatto che non faranno mai nulla per rendere più verde il giardino della loro vita. E soprattutto, continueranno a ignorare la fatica che noi facciamo per rendere la nostra vita degna di esser vissuta.

Credo che l’invidia sia uno dei peggiori sentimenti che un essere umano possa provare, ma non sparirà dalla faccia della terra.

Gli invidiosi esistono da sempre e sempre ci saranno.

Quindi non resta altra soluzione che continuare a vivere serenamente, a restare con la coscienza pulita: perché noi sappiamo di condurre le nostre vite portando avanti i nostri ideali di onestà e di gentilezza.

Di tutto il resto, come dicono sempre i miei cari amici siculi, futtitinni!

maglietta-catania-sicilia

Simpatica ed eloquente maglietta acquistata a Catania

4 commenti
  1. Fabiola
    Fabiola dice:

    Cara Chiara,
    che bell’articolo sincero.

    Io ho vissuto un’esperienza simile e ti dico la veritá: ho eliminato tutte queste persone dai social network, tagliato i ponti con molti “amici” e mi sono staccata da tutti gli elementi negativi e nocivi della mia vita. Da quel momento ho iniziato a vivere meglio! 🙂

    Bravissima che riesci a farti scivolare tutto. Complimenti!

    Un abbraccio.

    Fabiola – Mallorca

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Cara Fabiola,

      ti ringrazio moltissimo. Io ho fatto esattamente la stessa cosa: sono sempre la prima a perdonare, ma per me alcune persone ormai non esistono più. La loro vita non è più affar mio, quindi non vedo perché loro debbano continuare a farsi i fatti miei.
      E purtroppo in queste cose l’uso improprio dei social network, dei contatti in comune, gioca parecchio: in silenzio si osserva tutto, si “stalkera”, si sparla, ma mai nessuno che ti chieda se stai bene. Molti pensano che la vita sia fatta solo di foto, quando chi mi conosce bene sa che le cose più preziose della mia vita sono quelle che non trovano mai spazio sui social.
      E come te, anche io ho iniziato a vivere meglio quando ho imparato ad ignorare definitivamente queste chiacchiere inutili.

      Un abbraccio a te

      Chiara – Parigi

      Rispondi
  2. barbara
    barbara dice:

    Eh, di persone ce ne sono di tutti i tipi, alcuni serpenti te li ritrovi anche a casa propria. diventare adulti significa rendersi conto della situazione e scegliere la propria squarda.

    Rispondi
    • Chiara - Parigi
      Chiara - Parigi dice:

      Cara Barbara,

      grazie per il tuo commento. Sono assolutamente d’accordo con te: crescendo si impara anche a diventare selettivi e a scegliere chi davvero merita un posto nella nostra vita.

      Un abbraccio e una buona domenica!

      Chiara – Parigi

      Rispondi

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