In linea con l’espatrio: Weight Watchers a Dublino!

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Il 2019 è da poco iniziato e per molti di noi è stato un momento di bilanci e di bilancia.

Esatto! Parlo proprio dello strumento elettronico che serve a misurare il peso delle persone.

Passati i bagordi delle feste ci siamo un po’ tutti scontrati con la dura realtà del fare due conti su quanti chili in più abbiamo portato a casa nelle ultime settimane dell’anno vecchio.

Per arginare il danno, spesso ci affidiamo a diete detox e sessioni estenuanti in palestra, per poi ricominciare, tra un mese, con il tuffarci in etti di cioccolato ricevuto come regalo a San Valentino.

Sembra un circolo vizioso tra il tutto ed il nulla, tra le abbuffate e la penitenza successiva, ma le cose possono cambiare nella vita, gli stili di vita possono cambiare, basta che scatti quel click motivazionale  nella propria testa che ci fa avere un approccio diverso con il cibo e lo stile di vita che conduciamo.

La causa che ci fa decidere di iniziare una dieta può essere qualunque cosa.

Per esempio, un vestito che l’anno prima ci andava e che ora non ci entra più, oppure un motivo di salute, o ancora una frase di troppo detta in un momento sbagliato (“ti trovo proprio bene, sei incinta?”); oppure, come nel mio caso, è stato l’espatrio, con la rivoluzione del mio stile di vita che ne è conseguito.

Quando quattro anni fa arrivai a Dublino, insieme a me arrivò il mio sovrappeso. sarebbe stato troppo bello liberarsi dei chili in più come fossero oggetti a cui non teniamo e lasciamo nel paese di origine!

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Sul traghetto, il giorno dell’arrivo a Dublino.

In Italia ho sempre lottato con i buoni propositi per dimagrire ed i fallimenti che ne seguivano.

Per un periodo della mia adolescenza fui anche bulimica, ne uscii dopo un anno, ma la tendenza a pensiero del “tutto o nulla” che spesso accompagna chi soffre di disturbi alimentari mi era rimasta. Così, iniziavo le diete seguita anche da un nutrizionista, ma poi al primo sgarro alimentare mandavo tutto all’aria, perché ormai il danno era fatto, tanto valeva continuare a concedermi altre cose ipercaloriche.

In Italia avevo anche uno stile di vita frenetico per il lavoro che facevo ed utilizzavo questa scusa per non fare attività fisica, dicendomi che ero troppo stanca a fine giornata.

Quando arrivai a Dublino alla prima visita dal medico di base, avvenuta per banali motivi, la dottoressa mi pesò e mi disse che avevo un serio problema di sovrappeso.

Mi disse che dovevo dimagrire per guarire dai sintomi che avevo, che io pensavo fossero solo conseguenza dello stress che stavo affrontando con il trasferimento dall’ Italia, mi prescrisse una serie di accertamenti motivati da un problema di “Obesity”.

All’epoca il mio inglese non era dei migliori, ma la parola obesity mi suonava fin troppo familiare. Iniziai (non senza una dura lotta psicologica con me stessa per la negazione del mio problema di salute  “I’m not fat, I’m fluffy!” ) a considerare il mio peso come un serio problema medico e non solo un problema estetico.

Pensare che i miei organi interni faticavano a funzionare bene perché erano stipati nel grasso (come mi aveva spiegato questo medico irlandese, di cui ho raccontato nel mio articolo precedente), o che per esempio la percentuale di donne con un’obesità di primo o secondo grado ha più probabilità di avere un tumore al collo dell’utero rispetto a quelle che assumono contraccettivi orali, mi sconvolse non poco.

Iniziai così a cercare la soluzione che potesse fare a caso mio qui a Dublino e scoprii che esisteva ancora la Weight Watchers.

Chi come me è nata negli anni settanta, forse ricorderà i beveroni sostitutivi del pasto che produceva questa ditta. Qui a Dublino ho scoperto che la Weight Watchers non era solo una marca di prodotti alimentari dietetici, ma era soprattutto un gruppo di supporto motivazionale per chi decideva di seguire il loro stile dietetico.

In tutta Europa ed in America, escluso l’Italia dove hanno chiuso (ed e’ un peccato, sinceramente), ci sono ancora incontri della Weight Watchers e funzionano così: tu vai all’ incontro, ti pesi e se vuoi assisti alla riunione, dove verranno affrontati vari temi che ti aiuteranno psicologicamente a continuare  a mantenere uno stile di vita sano dal punto di vista alimentare.

Quale occasione migliore per me, arrivata da poco, per unire qualcuno che mi seguisse da un punto di vista dietetico, all’occasione di incontrare persone nuove e fare pratica anche con il mio inglese?

Cercai, dunque, la riunione più vicino casa mia e l’orario più congeniale agli impegni miei e di mio marito, che aveva deciso di farsi seguire anche lui dai signori della Weight Watchers.

Indossai i vestiti più leggeri che avevo (non sia mai che alla prima pesata risultassero qualche etto in più causati dalle calze e dalla maglia della salute!) ed andammo alla nostra prima riunione di obesi (affettuosamente scrivendo, sia chiaro).

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Riunione prima di Halloween: foto del tavolo allestito per l’occasione con numerosi pannelli motivazionali per aiutare a superare, senza troppi sgarri alimentari, la giornata festiva.

Dopo la pesata ufficiale con quella che poi io ho chiamato la bilancia Suprema, quella che non perdona, io e mio marito ci presentammo pubblicamente alla classe, come fanno tutti i nuovi arrivati.

Il fatto che fossimo stranieri e soprattutto italiani, ci diede un tocco esotico rispetto agli altri presenti e dopo un paio d’incontri.

Quando ormai il ghiaccio era rotto, mentre eravamo in attesa che la riunione iniziasse, alcuni partecipanti ci chiesero secondo noi quale fosse la migliore pizzeria italiana a Dublino. Questa richiesta, trovandoci in una riunione di persone obese che cercavano di dimagrire, ci suonò un po’ come se ci chiedessero di fare il nome di uno spacciatore! Ovviamente ne demmo più di uno, con motivata classifica di preferenza.

Un’altra cosa un po’ particolare degli incontri era che ogni volta che qualcuno perdeva peso, scattava l’applauso della classe.

Questa cosa dell’applauso, che all’ inizio mi faceva ridere, quando toccò anche a me e mio marito iniziare a riceverlo, perché avevamo perso peso, mi fece sentire come Rocky Balboa quando vince il match con Ivan Drago: troppo orgogliosa di me stessa!

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Io che indosso un pantalone diventato decisamente troppo grande dopo i chili persi con la dieta

In un anno ho perso un bel po’ di chili seguendo lo stile di vita indicato dalla WW, non tanto per il tipo di alimentazione consigliata, perché i principi su cui si basa la dieta WW non sono diversi da quelli di altri nutrizionisti  da cui sono stata in passato e cioè mangiare con porzioni regolari un po’ di tutto, bere tanta acqua e fare attività fisica quotidianamente.

Piuttosto, quel tipo di dieta ha funzionato con me, nel lungo tempo, perché mi divertivo a farla.

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Una pagina del mio diario alimentare in cui é evidenziato un bellissimo traguardo ottenuto dopo un anno di dieta.

Mi divertivo ad andare alle riunioni con mio marito, mi divertivo a chiacchierare di ricette ipocaloriche con altri obesi, mi divertivo a sentirli dannarsi perché dovevano ridurre l’alcool che bevevano (toglietegli tutto a questi irlandesi, ma non il cicchetto al pub).

Mi divertivo quando la leader durante la riunione faceva la dimostrazione di una ricetta saporita ma ipocalorica e c’era la corsa di noi partecipanti ad accaparrarsi il bis dell’ assaggio!

Erano proprio quelle riunioni, la condivisione di un problema, la solidarietà ed il lavoro motivazionale settimanale che facevamo durante i meeting che per me hanno assolutamente fatto la differenza rispetto alle diete intraprese nel passato e mollate al secondo mese.

Comprendere che tutte le persone presenti nella stanza avevano i miei stessi problemi mi faceva sentire una persona normale che cercava di affrontare al meglio il suo rapporto con l’alimentazione e non una povera sfigata che madre natura aveva punito regalandole il dono dell’ ingrassare anche solo respirando il profumo di una torta.

Anche loro, come me, sbavavano alla vista di una fetta di tiramisù o davanti ad un piatto di patatine fritte; anche loro si sentivano degli emarginati quando andavano a mangiare fuori e rinunciavano al dessert a fine pasto; anche loro si sentivano imbarazzati a chiedere ai commessi nei negozi le taglie più adatte a loro; anche loro trovavano mille scuse per non fare dieci minuti di attività fisica. Eppure, tutti, con un po’ di sforzo e d’impegno, stavamo riuscendo a perdere peso.

Ci sono, tra le altre cose, due fondamentali insegnamenti che porterò sempre con me, compresi alle riunioni con la WW.

L’insegnamento numero uno e’ quello di fare un passo alla volta.

Per chi non ha una mentalità del “tutto o nulla”, fare un passo alla volta è una cosa ovvia, ma per chi invece come me ha una mentalità che vuole tutto e subito, ricordarsi che i grandi traguardi della nostra vita sono stati ottenuti con piccoli passi è un mantra davvero salvifico.

Una laurea è stata presa esame dopo esame, la patente l’avete presa dopo aver fatto un esame di teoria ed uno di pratica, un lavoro lo avete ottenuto facendo più colloqui, l’espatrio l’avete programmato passo dopo passo, una gravidanza l’avete portata a termine in nove mesi, giorno dopo giorno. Tutti i traguardi che abbiamo ottenuto nella nostra vita sono stati ottenuti con piccoli passi alla volta e questo vale anche per il dimagrire.

Grammo dopo grammo, si arriverà ad il peso più ragionevole per farci stare bene in salute.

Se ci aspettiamo di dimagrire dieci chili in sette giorni partiremo già sconfitti, se siamo felici invece anche di quei cento grammi persi in una settimana, allora avremo una vita più serena e dimagriremo senza sofferenza psicologica!

Questa considerazione porta automaticamente al punto del secondo insegnamento fondamentale per me, appreso durante le riunioni WW: sii gentile con te stessa.

Se anche hai una giornata no, sei nervosa e ti mangi tutto quello che hai nel frigo e nel congelatore, non fa nulla!

Non buttare tutti i traguardi sino ad ora raggiunti; fai un bel respiro, guarda dove sei arrivata e ricomincia, senza sensi di colpa per quello che hai fatto, perché ci sta anche avere un cedimento, ci sta pure fare dei passi indietro. ç’importante è non dimenticare tutte le cose buone che abbiamo fatto per noi stesse e continuare a farle, volendoci bene e con gentilezza verso noi stessi.

Ad una riunione, a tale proposito, la nostra leader ci fece un bell’esempio.

Immaginate di avere un bellissimo mazzo di rose; se dopo qualche giorno appassisce un fiore del mazzo, buttate via tutto il mazzo o solo quel fiore appassito? La risposta è solo un fiore (ve la suggerisco io). Questo vale anche per la settimana di dieta: se pure non va bene un giorno, è fondamentale non buttare all’aria tutta la settimana. Abbiamo gli altri giorni in cui potremo fare andare le cose in un modo più ragionevole, quindi non sentitevi in colpa per sgarri alimentari o perché un giorno non avete voglia di fare sport; a bene anche quello, fa parte di un processo in cui ci passiamo tutti, l’importante e’ essere gentili con se stessi senza colpevolizzarsi e come disse Rossella O’Hara “domani (non il solito lunedì) é un altro giorno!”.

Ormai sono tre anni che continuo ad andare alle riunioni della WW, con alti e bassi, dimagrendo di più in alcuni periodi o di meno in altri. Ma va bene così!

Per me, che dopo un paio di mesi mollavo un regime alimentare dietetico sano per tornare a riempirmi di dolciumi e fritti, già riuscire a non fare grandi danni, a fare dello sport settimanale ed ad essere compassionevole con me stessa è un traguardo che probabilmente sono riuscita ad ottenere anche grazie al cambio di stile di vita ed alla mia messa in discussione avvenuta con l’espatrio.

Non so se anche voi avete bisogno di perdere peso come me, non so  se nella città in cui vivete esistano gruppi di supporto motivazionale per aiutare a perdere peso.

Però sono certa che se anche voi riuscirete a fare vostro il pensiero del passo dopo passo e dell’essere gentili con voi stessi, sicuramente otterrete traguardi che prima pensavate non realizzabili e sarete davvero orgogliosi di voi stessi.

Buon inizio a tutti!

2 commenti
  1. Ilaria
    Ilaria dice:

    Che bello, non sapevo ci fossero dei gruppi così anche in Europa… mi sembrava molto una prerogativa da film americano! Mettersi in gioco per migliorarsi e condividerlo così pubblicamente ti fa onore!

    Rispondi
  2. Merylu - Dublino
    Merylu - Dublino dice:

    Ciao Ilaria, grazie mille per avermi letto. 🙂 Si, in Europa la WW é ben radicata. Qui in Irlanda ed in UK anche la Slimming Word é ben radicata. I principi dei meeting sono gli stessi e sono davvero divertenti e motivazionali. Puoi partecipare a tutti quelli che vuoi, ma ti peserai solo una volta a settimana. In Italia in sostituzione alla WW sono nati per iniziativa personale diversi gruppi di supporto, l’ importante é condividere l’ esperienza di stare a dieta insieme ad altre persone e supportarsi a vicenda 🙂

    Rispondi

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