La studentessa del Marocco che non vuole portare il velo bianco

Oltre al mio lavoro, quando ho occasione, qui in Marocco offro  ripetizioni e corsi di italiano… insegnare è sempre stata una mia passione e da giovincella campavo di ripetizioni.

Vengo chiamata dalla direttrice di una scuola di lingue per un corso di italiano di 20 ore ad una studentessa che prepara l’esame di maturità e tra i tanti argomenti ha deciso di trattare l’Italia e gli italiani immigrati all’estero durante la guerra. Mi viene detto poco di lei, non sapevo nemmeno quale fosse la sua reale conoscenza della lingua ma soprattutto non sapevo se il suo livello rispecchiasse realmente la tabella standard del quadro comune Europeo . Stavo quasi per declinare l’incarico per mancanza di tempo ma sono rimasta lusingata del fatto che qualcuno si interessasse al mio paese in modo serio, senza prenderci per i soliti “pagliacci”/”mafiosi” di turno. E fu cosi che accettai.

Mi si è presenta davanti agli occhi una ragazzina dal velo bianco, occhialuta ma dall’occhio sveglio. SonoMarocco manichini Rimasta stupita dalla sua prima frase “ sono venuta a piedi, abito a circa 20 minuti da qui..è la prima volta che lo faccio; tutti mi guardavano e non capivo cosa avessi”…. una marocchina che non sa che l’uomo marocchino guarda indistintamente le donne di qualsiasi età, forma, altezza bellezza a bruttezza? …mmm… c’è qualche cosa che non mi quadra; vado avanti la tipologia di scuola frequentata “ studio in una scuola pubblica francese, una scuola a distanza, è molto dura; mi alzo al mattino alle cinque e studio fino alla sera alle venti.. Dopo la maturità vorrei andare in Francia o in Italia per studiare architettura”… la prima cosa a cui ho pensato è stata “ ma questa ragazza ha contatti con il mondo esterno? NO! Non ha hobby perché non ha tempo..deve studiare. La sensazione che ho avuto non appena ho incrociato il suo sorriso è stata quella di un animale in gabbia, una bomba pronta a scoppiare e un detenuto pronto a scappare.

La prima lezione è passata veloce, scoprendo che il suo livello di italiano non è nemmeno un A1, ma che, nello stesso tempo, dovevo trattenermi dal correggere: la nuova studentessa si difendeva subito con un “ sì, lo sapevo ma non so perché ho detto così” “ non serve che scrivi, ho molta memoria quando una persona parla” – “ ok! ho capito andiamo avanti”- “ I numeri non li dico, li salto”…. insomma decideva tutto lei e io la lasciavo decidere, fare, parlare e sbagliare scoprendo, la lezione successiva, che quella famosa “memoria quando una persona parla” lasciava molto a desiderare; non era abituata a studiare in gruppo, a confrontarsi con altri studenti e quindi seguiva imperterrita il suo metodo di apprendimento, senza interruzioni da parte mia se non alla frase “ qui non ho capito nulla” (Grazie Dio, a qualche cosa servo!)
Qualche giorno dopo le ho inviato un messaggio su whatsapp per l’ora del secondo incontro. Risposta “ ci marocco donna velo rosso moderan con occhialivediamo alle 9 perché facciamo due ore. Riscrivimi il messaggio tramite messaggio telefonico perchè mia madre non sa che ho whatsapp”….. ahia… si stava materializzando ciò che avevo nella mia testolina.

Alla seconda lezione, comincia a raccontarmi, di sua spontanea volontà, la sua storia in un francese perfetto ma velocissimo, da fare concorrenza ad un parigino doc: “ Mia madre non sa che ho whatsapp, diciamo che la mia vita è cambiata in questi ultimi anni. Ultimamente i miei genitori sono diventati molto credenti e hanno deciso che devo diventare una vera musulmana. Frequentavo la scuola francese ma, siccome è una scuola laica, quando i miei genitori mi hanno obbligata ad indossare il velo, non mi hanno più accettata, quindi mi hanno iscritta a questa scuola francese a distanza. “ E cosa ne pensi. Sei d’accordo?” “ NO! Non mi interessa, così come non mi interessa diventare una brava musulmana. Prima andavo a cavallo, facevo danza e avevo tante amicizie; da quando i miei hanno deciso di farmi avvicinare alla religione, ho smesso di fare tutto: non posso guardare la tv, non ascolto musica, non ho facebook e devo vestire sempre coperta”. Io: “ scusa la domanda ma da una parte mi dici questo e dall’altra ti stai preparando per lasciare il tuo paese. C’è qualche cosa che non mi torna, sinceramente”.

“ Non vogliono…ti spiego, Lara, giuridicamente all’età di diciotto anni i tuoi genitori non possono più decidere per te, né fare in modo di riportarti a casa, nel caso decidessi di andare via. Ho compiuto 18 anni il 19 febbraio. Il 16 febbraio avevo progettato la mia fuga: ho fatto i bagagli e alle quattro di mattina sono scappata di casa per andare a prendere il pullman ed andare a Casablanca. Da lì, sarei andata all’ambasciata per il passaporto. Lo ho già, ma i miei me lo hanno sequestrato. Purtroppo, però, quella mattina mia sorella era sveglia e mi ha vista scappare. Alle cinque ero alla stazione dei pullman, tremavo di paura. Mi sono girata un secondo e ho trovato mio padre, pronto a portami via. Non sapevo cosa fare ma una cosa era certa: non sarei mai salita in macchina con lui: mi avrebbe picchiata! Allora sono andata dai miei nonni. Tornata a casa ho provato a parlare con i miei genitori ma per me ormai era finita, avevo deciso: mi sarei piegata al loro volere e magari mi sarei sposata con non so chi. Più passavano i giorni , però, più avevo voglia di inseguire il mio sogno: andare a studiare in Europa per diventare architetto. Finalmente, hanno capito o meglio mi hanno dato la possibilità di lasciare il Marocco ad un’amara condizione “ se lasci il paese hai chiuso con la tua famiglia, non tornare più”. Sgrano gli occhi e chiedo “ e tu hai deciso di andare via lo stesso?” “ Non sono io che ho deciso, sono loro che hanno deciso per me”

Vola rondine dal velo bianco, prendi la tua strada, credi in quello che fai e assapora le meraviglie della vita, augurandoti di cuore che tu possa trovare persone che non si approfittino della tua ingenuità

PS: maturità presso l’ambasciata superata, continuazione degli studi in Francia, fidanzato….vita!

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1 commento
  1. Federica
    Federica dice:

    Ho la pelle d’oca…
    Ne so qualcosa dı famıglıe che ‘tappano le alı’ ın ognı senso..Non ın prıma persona ma quası, vısto che sı trattava del mıo fıdanzato.. e leggere una storıa cosı’…
    da pelle d’oca!

    Rispondi

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