roberta-londraTestimonianza inviataci da Roberta, Londra

Lockdown all’inglese e prima gita al mare!

La prima gita fuori porta arriva finalmente dopo tre mesi di lockdown inglese, quando il lockdown non è ancora finito.

E lockdown inglese significa che, grazie al cielo, siamo potuti sempre uscire per una passeggiata.

Poi “l’ora d’aria” è diventata l’incontro con gli amici a due metri di distanza nel giardino di casa, poi il pic nic al parco, poi finalmente il mare.

Volevamo una cabina da affittare, o meglio un “hut” come dicono gli inglesi. O meglio i nostri spogliatoi del lido solo un po’ più grandi, con le sedie pieghevoli, un mini frigo perché è sempre ora per una birra e l’angolo del tè, che il tempo in Inghilterra è imprevedibile. Qui, è un attimo passare dalle “bubbles” a una buona tazza di tè in riva al mare.

Finalmente dopo tre mesi saltiamo in macchina. Il navigatore dice un’ora e quaranta, in realtà c’è traffico come una domenica di luglio sul lungomare di Torvaianica e di ore ce ne mettiamo quasi tre. Fortuna il tramezzino di Tesco ci salva, tra un ”agora, so me resta sonhar” e “gli anni d’oro del grande Real”, in questo misto di lingue che si intrecciano, che quasi si lasciano l’inglese dietro dopo tre mesi di soli “Thank you e Goodbye” alla commessa del Sainsbury’s.

Frinton on sea, finalmente arriviamo, in questo angolo di Inghilterra sembra che la pandemia non sia mai arrivata. Pochi rispettano i famosi due metri di distanza, c’è chi si stende sui pochi centimetri di spiaggia che il mare sta lasciando, bambini costruiscono castelli di sabbia e acqua. I fortunati che hanno prenotato in tempo la loro cabina  tirano fuori sedie, tavolini e giochi di società,  mentre i più  giovani si lasciano andare alla musica a volume alto che esce dai telefoni, bevendo e forse ringraziando anche un po’ questa pandemia, che altrimenti a quest’ora si sarebbero trovati sui banchi di scuola.

Noi troviamo un angolo di prato, stendiamo i nostri teli e tra un brontolio e una battuta ci lasciamo accarezzare dal sole e dal vento, ricordando quello che sarebbe stato un “normale” pomeriggio italiano al mare. I nostri bicchieri brindano, a noi, a questi tre mesi che stanno per finire, a quella normalità che tanto aspettavamo e che tanto in fondo ci spaventa, a questa giornata così semplice, così bella.

Arriva la bassa marea, il mare ci lascia fare due tiri a pallavolo, il vento un po’ meno, ci scattiamo una foto, e io per un attimo vorrei rimanermene così, abbracciata alle mie amiche, a queste donne, colleghe, compagne di vita in terra straniera, coi capelli che sanno di mare, di sole inaspettato, con ancora un po’ di sabbia nelle scarpe…

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