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Lisa e Alex

Ho due figli: Lisa ha 14 anni, ed Alex(ander) ne ha 8. Sono single di ritorno per ben due volte: sono divorziata dal papa’ di Lisa, ed il papa’ di Alex ci ha lasciato. Queste le statistiche.

Il divorzio l’ho voluto io: eravamo e siamo troppo diversi, e con il senno di poi il matrimonio e’ stato un errore. Ma avevo 34 anni e volevo “sistemarmi” e cosi’ ho chiuso gli occhi, per poi dovermi arrendere all’evidenza anni dopo. La molla per dire basta me l’ha data mia figlia: non volevo che crescesse in un ambiente “tossico”, dove i litigi e l’atmosfera pesante erano all’ordine del giorno.

Il mio ex marito non voleva divorziare, più per ripicca ed orgoglio offeso che altro: ci sono voluti 18 mesi, tre udienze in tribunale, due mutui sulle mie spalle e tanta sofferenza per ottenere il divorzio. A quelli sono poi seguiti 5 anni di continue udienze in tribunale perché lui sosteneva che non gli facevo vedere la bambina, 5 anni di sofferenza e tribolazione economica chiusasi con un ordine del giudice che gli ha vietato ogni tipo di contatto per tre anni. Ho da un paio di anni messo una pietra sopra a tutto questo per amore di mia figlia, che ha espresso il desiderio di vedere il padre, cosa che ora succede con una certa regolarità. Ed a onor del vero, nel momento del bisogno in questi due anni lui c’e’ stato.

Un anno dopo il divorzio incontrai il papa’ di mio figlio: anche qui tanti litigi, spesso causati dal suo amore più grande, quello per la birra. Circa 6 mesi dopo la nascita del bambino gli diedi un aut-aut: o noi o la birra. Scelse quest’ultima. Ci misi anni per capire che non sarebbe mai tornato e che mi prendeva in giro: scoprii in seguito che nel giro di un mese aveva gia’ un’altra donna dalla quale ha poi anche avuto un figlio. Rimane questa una ferita mai completamente chiusa.

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Noi

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Stripey

Ho avuto un grande senso di colpa per anni nei confronti dei miei figli, per non essere stata capace – ai miei occhi – di avere dato loro la famiglia “tradizionale”, con uno stesso papa’ ed una stessa mamma, e soprattutto dove i genitori vivono insieme e si vogliono bene. Un attacco di meningite nel 2014, un paio di mesi prima di Natale, mi fece finalmente  aprire gli occhi. Noi siamo una famiglia, siamo un’unita’, della quale fa parte anche il nostro gatto, e stiamo bene cosi’.

Ho capito che per qualche strano motivo, che forse si rivelerà in futuro o forse no, il mio destino era avere i miei figli da questi padri. E che la convivenza con questi uomini non era possibile.

Abbiamo raggiunto un nostro equilibrio ed una nostra serenità, e questa e’ la mia soddisfazione più grande.

Non e’ stato facile. Vi ho gia’ detto degli anni in tribunale con il mio ex marito; mio figlio verso i 3/4 accuso’ fortemente la mancanza del padre, che veniva a trovarlo ogni morte di papa, e prese a scappare di casa. La prima volta fu una domenica pomeriggio, nel Tesco di Hackney, un enorme supermercato pieno di gente. Il tempo di pagare la spesa e metterla sul carrello ed il bambino non c’e’ più. Madeleine McCann era da poco scomparsa in Portogallo; ho pensato che non avrei più rivisto mio figlio, soprattutto quando una donna disse di averlo visto in braccio ad un’altra donna. Fu fortunatamente ritrovato nel giro di 15/20 minuti, che a me sembrarono eterni, dalla polizia a circa 600 metri dal super; mi disse in seguito che era andato a cercare il padre. Ricordo ancora il suono del mio cuore andare in frantumi. Il padre non aveva nemmeno risposto alle mie telefonate disperate e mi accuso’ di non essere una buona madre per averlo perso. Un’altra volta scappo’ mentre era in campagna in Italia dai miei genitori: mio padre usci’ per buttare la spazzatura ed una signora in macchina si fermo’ per chiedergli se conosceva il bambino che aveva a fianco; l’aveva trovato sulla strada provinciale. Insomma, roba da perdere anni di vita e da capelli bianchi! Fortunatamente quella fase passo’, ed ora mio figlio sa che il padre lo vede poco (non per nostra scelta). So che ne sente la mancanza ma ha accettato che e’ cosi’.

Io non ho mai parlato male dei loro papa’ ai miei figli, anche nei momenti di maggiore rabbia. Le questioni degli adulti non devono coinvolgere i bambini, ai quali ho dato la libertà di avere il rapporto che vogliono con il padre. Certo e’ più’ facile al momento per mia figlia, perché e’ più grande ed il padre e’ più responsabile ma mio figlio potrà fare lo stesso. Per aiutarlo, gli ho gia’ dato un telefono – che può usare solo in casa – con il quale può sentire direttamente il papa’; non che lui risponda sempre.

Comunque, o anyway come si dice in inglese!

Essere una mamma single ha i suoi vantaggi: il principale e’ quello di poter scegliere liberamente l’educazione o le regole da dare ai miei figli. Spero anche che dia loro un messaggio educativo, e cioè che e’ meglio essere soli che con la persona sbagliata.

L’altro lato della medaglia sono … complicazioni ed una certa ansia. Le prime sono ad esempio un incontro a scuola lo stesso giorno alla stessa ora: frequentano due scuole diverse ad un’ora di distanza l’una dall’altra! Per fortuna finora e’ capitato solo una volta. Un’altra volta per sbaglio prenotai il dentista allo stesso giorno/ora per entrambe: anche in questo caso si trattava di due diversi, lontani tra loro. In quel caso mandai la babysitter con mio figlio. Oppure il concerto al quale vuole andare mia figlia per il quale e’ troppo costoso andare in tre, oppure il film per cui mio figlio e’ troppo piccolo. L’ansia e’ quella dell’unico genitore, legata al pensiero di cosa possa succedere a loro se dovesse succedere qualcosa a me. Chiariamo, non e’ che mi struggo tutto il tempo al pensiero o ci perda il sonno la notte. Allo stesso tempo sono consapevole che sono strumento fondamentale per la loro crescita e serenità.

L’esempio più recente e’ proprio di ora: sono stata quasi una settimana in ospedale per un intervento di ernia. Vi sembrerà sciocco ma la sera prima di entrare in ospedale ho scritto un messaggio ad una mia amica avvocato specificando che nel caso mi fosse successo qualcosa i bambini non dovevano venire separati (possibilità reale avendo due padri diversi). E loro erano preoccupati che alla mamma potesse succedere qualcosa. E’ vero che mi hanno gia’ visto in ospedale, per via della meningite, e che sono abituati alle mie assenze, visto che negli ultimi  5 anni sono stata via per lavoro una volta al mese, ma la novità questa volta era l’operazione.

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Lisa, Alex e mamma

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Alex in ospedale

Per me l’intervento era la preoccupazione minore: il più era con chi lasciarli a casa, anche perché per una serie di coincidenze astrali (detta anche sfiga!), l’operazione alla fine e’ capitata nel periodo in cui la mia babysitter ha dato le dimissioni, quella nuova e’ in vacanza ed i bambini sono a casa in vacanza! Per fortuna mi e’ venuta in soccorso mia mamma, che ha 86 anni e non parla inglese, ma che almeno e’ stata a casa con loro ed un paio di volte e’ venuta anche in ospedale!   Il fatto di avere face time (grazie Apple!) e’ di grande aiuto; i bambini hanno potuto vedermi subito dopo l’operazione, e ho potuto tranquillizzare mio figlio quando una sera ha avuto un attacco di ansia perché pensava che non sarei più tornata a casa. Ed in tutto questo abbiamo avuto anche il cambio di studente in casa! (si’ faccio anche quello, ospito studenti stranieri).

Ma le soddisfazioni di una mamma single (come di ogni mamma) sono tante: i loro sorrisi oggi al ritorno dall’ospedale o quando rientro dai miei viaggi o anche solo dall’ufficio. A scuola mi danno tante soddisfazioni. Abbiamo le nostre memorie, i nostri ricordi. Soprattutto credo i miei figli sappiano di essere amati.

Io non pensavo sarei mai diventata mamma, e li ho avuti anche un po’ avanti negli anni. Sono anche una mamma poco convenzionale: quella che si ricorda sempre tardi dei costumi per book day, e quindi li compra invece di farli (anche perché creatività zero!), o dei regali per le feste di compleanno, generalmente il giorno prima! Evito accuratamente di essere coinvolta a scuola nell’organizzare la festa di Natale o quella estiva o qualunque altra festa, e vi partecipo recalcitrante: in fondo, alla decima festa di Natale nella stessa scuola l’entusiasmo se ne e’ andato da tempo!

Accompagno raramente mio figlio a scuola (e chi va a lavorare?) e quindi sono esclusa da quella conoscenza di chi si vede tutti i giorni a prendere i propri figli. Tra l’altro noi abitiamo anche più lontano dalla scuola rispetto alle altre famiglie, cosa che sembra escludere ogni forma di interazione (da me comunque non ricercata, vi ho detto che sono un po’ orso?). Mi capita di tornare tardi dal lavoro e di essere molto stanca il fine settimana. Sono a volte isterica, quando la pressione dello stipendio che non basta mai, il lavoro impegnativo, i figli con le loro esigenze, il gatto con le sue diventa troppo! Mi fermo qui, l’elenco e’ lungo!

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Progetto “Amazon forest” per Alex

E’ pero’ vero che sono sempre stata presente, salvo un paio di eccezioni, a tutte le recite scolastiche; che tranne una sola volta (lavoro) non ho mai perso un appuntamento con gli insegnanti; che i miei figli hanno sempre le divise pronte per il lunedì’; che ci tengo che vadano bene a scuola, e li seguo; che patisco il freddo ed il gelo ed alzarsi presto la domenica mattina per portare mio figlio a giocare a calcio; che preferisco stare a casa con loro piuttosto che uscire (anche se a volte lo faccio).

Sono anche una mamma più stile inglese che italiano: i miei bambini devono proprio stare male perché io li tenga a casa da scuola. E’ capitato che abbia insistito con mia figlia perché andasse a scuola salvo poi doverla andare a prenderla poco dopo in preda ad un attacco d’asma. Le canottiere non le hanno mai portate. Incoraggio fortemente la loro indipendenza, avendoli anche abituati presto al distacco: hanno cominciato il nido a 6 e 9 mesi, ed hanno sempre passato almeno le vacanze estive dai nonni in Italia senza di me. Sono abbastanza permissiva, anche se mio figlio la pensa diversamente! Dai miei cugini americani ho imparato l’importanza di dire spesso ai miei figli “I love you”, e sono naturalmente una mamma molto coccolosa (nuova parola per la crusca?!).

Devo dire che la nostra famiglia poco convenzionale mi piace molto.

Abbiamo tre cognomi diversi; da anni viaggio con le copie dei certificati di nascita dei miei figli, in quanto mi viene sempre chiesto se posso provare che  sono la loro madre. La domanda non mi offende affatto: non solo abbiamo cognomi diversi ma anche i colori. E se non fosse che e’ una domanda seria vorrei rispondere: ma perché secondo lei viaggerei con loro se non fossero miei figli  (mio figlio ha l’abitudine di correre per l’aeroporto parlando con tutti, mentre mia figlia cammina come una lippa!)?

Parliamo un misto di inglese e italiano, a volte senza rendercene conto, tipo: “siediti, now” oppure “pass me il pane“. Oppure io comincio a dire qualcosa in una lingua e passo poi all’altra senza rendermene conto. Loro ogni tanto mi prendono in giro quando “sbuca” il mio accento italiano ma io sono il loro punto di riferimento per la grammatica inglese, sono imbattibile!

Io sono decisamente “abbondante” mentre i miei figli sono magri.

Siamo sempre di corsa e sempre in ritardo. Una volta a messa il prete, prima di concludere con la benedizione, ricordo’ a tutti l’importanza di arrivare in orario e mia figlia si giro’ verso di me e disse, “lo sai che lo sta dicendo a noi, vero?” (mi sa che aveva ragione).

Ed ai miei figli, nei momenti di crisi, ho detto che non ho le risposte a tutto e che anche io commetto i miei errori ma che faccio del mio meglio per loro.

Chissà se un domani loro scriveranno di me, e cosa diranno!

 

12 commenti
  1. Margherita
    Margherita dice:

    Diranno che sei una super mum e che ti meriti tutta la felicità di questo mondo perché fai il lavoro più complicato che esiste( da sola tra l’altro raddoppiano le difficoltà), son sicura che lo fai bene e che te ne saranno immensamente grati.
    Happy life Elena?

    Rispondi
  2. Marika
    Marika dice:

    Sei una mamma “imbattibile” ,come ti definisci da sola….ma non solo in grammatica inglese; sei stata e sei Coraggiosa, un faro nel buio per loro, una sorta di guru anche se un pò orsa (detto sempre da te) …e x qsto ti ho immaginata come la madre di Merida in “Brave” , tramutata in orsa, terribile e feroce se le vengono toccati I ciuccioli ,ma talmente delicata e coccolosa (…e ci sta tutta!!!!) da fare invidia, pronta anche a morire per loro, che però durante il combattimento essi stessi sn pronti a difenderla legati da un Amore grande.
    Di te portanno scrivere solo cose che ti riempiranno di gioia❤

    Rispondi
  3. ilaria
    ilaria dice:

    più che per curiosità che per conoscere la tua storia, che ben conosco, sono venuta su questo blog … orgogliosa di essere tua amica da ormai più di 20 anni ! tvb mac

    Rispondi
  4. Felicia
    Felicia dice:

    Wow!!! Sei una grande mamma ♡
    E se ti serve una mano a cucire per il book day, fatti sentire. Lo faccio per lavoro (o almeno ci provo, ti saprò dire), ma ti aiuto volentieri e in cambio facciamo due chiacchiere e ci prendiamo un te!
    Da una 34enne “zitella” che a Londra condivide casa (no, non è bello).

    Rispondi
    • Elena Londra UK
      Elena Londra UK dice:

      Ciao Felicia,

      grazie. E se sai cucire….fantastico! io sono negata e ho sempre bisogno di qualcosa da rammendare o cucire!
      Anche io ho condiviso casa appena arrivata, e non è proprio piacevole.
      Mi farebbe piacere incontrarti, io però sono più per il caffè! 🙂

      ciao
      Elena

      Rispondi
  5. Giulia
    Giulia dice:

    Capisco perfettamente la tua situazione,vivevo in inghilterra e il padre di mio figlio mi ha lasciata quando sono rimasta incinta! Avevo solo 24 anni e sono tornata a casa dai miei per un aiuto anche se vivo da sola col mio piccolo! Non esiste giorno che Prego per tornare a vivere li con lui e trovare un piccolo appartamento per noi
    Ti auguro il meglio
    Giulia. P

    Rispondi

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