dove-seiTornare a casa per l’estate, perlomeno dopo i primi mesi, è un po’ un trauma.

Non realizzi di essere cambiata fino ad allora, ma effettivamente, oltre al bagaglio culturale più ricco, porti con te molte cose nuove: ad esempio il colore di pelle. Dopo sei mesi in un Paese in cui il sole fa capolino una volta ogni sette giorni (in primavera ed estate), la mia tonalità era, per definirlo in modo scientifico, catarifrangente (cito Wikipedia: Il catarifrangente è un riflettore che ha la caratteristica di riflettere la luce nella stessa direzione da cui essa proviene. Un catarifrangente ideale riesce a rinviare la luce alla sorgente, qualunque sia l’angolo di incidenza.)

Anche le norme sociali basic sono fonte di imbarazzo dopo che ci si è abituati al modus vivendi lettone. Ad esempio, a Riga frutta e verdura vengono pesate alla cassa dalla commessa. Quando la cassiera del Carrefour si è vista arrivare cinque sacchetti di roba non pesata siamo rimaste qualche secondo a fissarci perplesse a vicenda prima che io capissi che qualcosa non andava.

Non parliamo poi delle abitudini domestiche: ogni volta che ora apro il frigo per pensare lo trovo pieno di roba da mangiare. Ho preso un chilo in una settimana. Questo ha comportato vari sensi di colpa per non aver fatto niente di sport per sei mesi (normalmente corro, ma i -27 gradi invernali e i 7 primaverili mi avevano scoraggiato) e mi ha spinto a riprendere a far sport. Trauma numero due. Il primo giorno dopo cinque minuti avevo già sudato tutto, anche la Coca Cola bevuta a Natale per digerire il pranzo, e ancora non ero uscita dalla via.

Il dramma principale però è che non sai più bene a dove appartieni, e devi decidere dove trascorrere i prossimi mesi: qui o là?Ma tu di dove sei?

Te lo ripeti tornando a casa, che ora è davvero casa (intendo: quel luogo da cui parte tutto, ma dove non necessariamente prosegue) e ritrovando più o meno tutto come l’hai lasciato. Te lo chiedi mentre descrivi gli ultimi mesi agli amici che ti sono mancati un sacco, e che non vorresti mai salutare. Tutto è meravigliosamente confortevole, più di come lo sentivi quando vivevi qui. E lo è perché non ci vivi più. Vorresti trattenere tutto ciò che ami di entrambi i posti e invece ti ritrovi a metà e devi scegliere. Già, ma come? In base a cosa?

Da una parte, le relazioni di una vita, la comodità di poter vivere nel tuo ambiente e, diciamocelo, nel Paese più bello del mondo; dall’altra, la possibilità di vivere in una città che già ami e che ti ha regalato momenti bellissimi-dove però quando hai problemi rischi di sentirti davvero sola, e troppo distante dalle persone a cui tieni di più.

Non mi aspettavo che fosse una gioia così grande ritrovare tante cose che avevo dimenticato. Il sole delle tre del pomeriggio, quello che fisicamente avverti sulla pelle non meno di una carezza amichevole; il suono delle pallonate tirate a caso che riecheggiano per la via; il lungofiume del paese, che è rimasto identico a se stesso, oasi di pace protetta dal mondo; le scenate tutte italiane dei passeggeri che puntualmente protestano con il controllore quando passa a chiedere i biglietti (e il treno diventa salotto di dibattito nel giro di pochi minuti)…. Persino il dialetto. Ha quel suono che, come il rombo del fiume a fianco al quale hai sempre camminato, ti accompagna da anni e che in fondo è il suono di casa. Presta attenzione, la prossima volta che, attraversando la piazza, senti i due amici che si fermano a discutere di politica in un linguaggio incomprensibile a chi qui non è nato. Quel suono ti appartiene. Quelle vocali un po’ chiuse, un po’ nasali, a volte un po’ francesi, compongono il sottofondo della tua infanzia.

E così sei sospesa tra due mondi che vorresti fossero uno solo, e devi sceglierne uno.

Non si decide in base alle paure mi diceva la mia amica Valentina a Riga.

E penso anche a quello che mi ha detto qualche giorno fa un amico in Italia: parli bene di Milano tu, di noi eccetera ma, alla fine torn, sempre là, in Lettonia...

Gita a Cesis


Una giornata con amici stranieri a Cesis, a due ore da Riga, Lettonia

Il Giardino di Cesis, Lettonia

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi