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Mama Masai al mercato di Malindi

mama-masaiStamani subito dopo aver preso la moto, ed essermi posta come meta casa dei miei, mi e’ venuto il desiderio di andare a fare un giro al mercato: erano diversi giorni che non andavo al mercato  e devo dire che un giretto tra odori e colori a me piace sempre farlo.
Non dovevo comprare nulla di particolare, ma so che sarei tornata a casa con qualche sacchetto pieno di frutta e verdura locale. In fondo, come si resiste al loro profumo quando ci sei davanti ? Sono veramente buoni e per alcuni frutti i gusti sono decisamente diversi da quelli ai quali ero abituata in Italia. Parlo di Mango, di Ananas, di Papaya e via dicendo. Non amo molto il Passion fruit , ma mi sento obbligata a comprarlo perché Solomon, mio figlio, lo adora. Trovato posteggio lateralmente a una baracca di mango ho chiuso la moto e mi sono diretta a piedi dentro il mercato: Mama masai…compra qui oggi.
Mama masai, non vieni mai da me ?
Mama masai ….guarda che pomodori che ho oggi !
Insomma, …mi sono sentita quasi in imbarazzo nello scegliere dove andare a far spesa.

Quella spesa di cui non avevo bisogno, oltretutto!! Mentre camminavo e cercavo di scegliere la bancarella con il pomodoro più’ bello alla vista…mi sono soffermata a guardare una vecchietta seduta a terra.

mama-masaiEra li , con un cesto soltanto , pronta a vendere qualche kilo di pomodoro e spinaci. Probabilmente tutta roba del suo orticello personale. Era minuta e vestita con qualche pareo coloratissimo che le copriva tutto il corpo , testa compresa. Non so se fosse stata musulmana, ma era proprio una bella vecchina.
Probabilmente era arrivata al mercato dopo aver percorso chilometri e chilometri  a piedi per poter racimolare qualche euro in più del solito.
La vecchietta, veramente minuta e con un viso dolcissimo ma segnato da una vita sicuramente dura e piena di dolore, mi ha letteralmente stregata. Incantata. Sara’ che io i nonni li ho persi veramente da piccola e non ho ricordi nitidi da poter dire che ho anche giocato con loro o anche solo avuto il piacere di stare a farmi raccontare storie di un tempo. Si, forse i nonni mi sono mancati . Per fortuna ho avuto una vita piena di affetti grazie ai pochi familiari vicini di casa. In primis i genitori e sicuramente poi gli zii.
Mi sono avvicinata alla vecchietta e, dopo aver sfoderato un sorriso degno della Durbans, le ho chiesto quanto costavano il pomodoro e gli spinaci. Confesso che visti da vicino i pomodori non erano un granché, ma gli spinaci non sembravano affatto male.
mama-masaiMi sono seduta accanto a lei , proprio su un sasso che la stessa nonnina usava come base per appoggiarsi e poi adagiarsi sulla terra nuda del mercato e, al solito mio, ho cominciato a farle alcune domande. Sono curiosissima quando incontro queste persone sole e anziane. Come mai a quella eta’ era li. Come mai aveva cosi’ poca roba. Da dove veniva e come era arrivata li, al mercato di Malindi.
La prima risposta fu per la mia ultima domanda. Mi disse che era arrivata a Malindi a piedi e veniva dalla zona di Mambrui. Zona Ponte Sabaki , a nord di Malindi. Beh, ho pensato. Sono tanti chilometri. Ma come si fa a fare tanta strada a piedi e alla sua eta’ e carichi di merce da  vendere al mercato? Sempre sperando che si riesca a vendere… Aveva solo due chili di pomodoro (perché altri due li aveva già venduti) ed un paio di chili di bietole (qui le chiamano spinaci) che lei stessa aveva raccolto dal suo orticello. L’eta’ non ha saputo dirmela. La risposta e’ stata: mimi Nyanya (non so se si scrive cosi, ma vuol dire nonna).

Voleva certamente dirmi “sono anziana“. Ma non sapeva in che anno era nata. Era la nonna di sette nipotini, tutti abbastanza grandicelli per potersi dare da fare. Tutti, come lei stessa mi ha precisato, lavoratori in spiaggia. In spiaggia? Che fanno in spiaggia ho chiesto: sono pescatori ? No, no, in spiaggia a cercare femmine. In spiaggia con i turisti a passeggiare. Ho capito subito di cosa parlava la nonna. Non ho saputo certo dirle altro. L’ho guardata e le ho detto: sicuramente anche loro porteranno qualcosa da mangiare a casa e insieme farete una bella festa. Dammi i tuoi due chili di pomodoro e quello che ti resta della  bietola.

Ora che hai venduto tutto, non hai altro da vendere. Vai a casa.

Oggi mi sentivo più buona  del solito.
Le ho dato credo cento scellini in piu’ e le ho detto di prendere il matatu e tornare a casa con quei soldi. Spero lo abbia fatto.
Non so se questo l’ha resa felice.
So che quanto ho fatto ha reso felice me.
Con poco, ma sono andata via con un sorriso dolce-amaro.

Per il resto: lunga vita a nonna Zena (il suo nome)

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