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Mamma, disoccupata, over40 in Irlanda: quale futuro?

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mamma-disoccupata-dublinoSono una mamma expat disoccupata, adesso.

Non è stato facile decidere di chiudere, dopo otto anni, con chi mi aveva dato la prima vera occasione lavorativa nel mio paese d’adozione, l’Irlanda! Ma dopo averci pensato, per settimane, ero pronta a tornare a far la mamma a tempo pieno, momentaneamente almeno, perche’ quei turni pomeridiani non me lo consentivano come avrei voluto, quindi ho preso coraggio e ho consegnato la mia lettera di dimissioni.

Il mio general manager incredulo, dopo averla letta, mi ha subito chiesto di trattenere ogni decisione fino a dopo il meeting con lui e la HR Manager ( manager del personale alla quale per anni avevo chiesto,inutilmente, turni mattutini che mi permettessero di non pagare cifre ridicole in asili privati per i miei bimbi nel dopo scuola) per vedere che alternative si potevano trovare a quei turni poco adatti alla mia vita di mamma expat, ma nonostante tutti i loro sforzi, non ci siamo incontrati.

Certo, da buon acquario ascendente leone, mi ha fatto piacere aver suscitato tutto quell’interesse, sopratutto da parte di una delle persone più fredde che abbia mai incontrato. Eh si perché il mio GM e’ un uomo molto schivo anzi piuttosto glaciale, e al contrario, stavolta, averlo visto sciogliersi cosi’ mi ha procurato un certo piacere.

Ho, comunque, ringraziato per quegli anni passati a sperimentare ogni reparto, a conoscere tanta gente interessante, colleghi e clienti, ma nonostante il mio rifiuto alla sua alternativa di turni, alla fine del meeting, il GM, mi ha chiesto di pensarci durante il weekend, proposta che ho accettato ma a cui non ho dato nessun peso in realtà, anche perché io sul treno che mi portava via ero già salita da tempo e a quel punto non avevo nessuna intenzione di scendere. Cosi il lunedì mattina ho confermato le mie dimissioni al GM e di conseguenza, quella sarebbe stata la mia ultima settimana lavorativa lì con loro.

L’ultimo venerdì lavorativo, con grande emozione, ho informato tutti i miei clienti preferiti che appunto sarebbe stato l’ultimo, dando le relative motivazioni e a gran sorpresa il 100% mi ha dimostrato solidarietà nella scelta. Quando son scattate le sei sono andata a consegnare il mio ultimo incasso e insieme ad una collega son scesa verso gli spogliatoi, ma son stata dirottata verso la mensa dove mi aspettava “l’ex glaciale”GM con un mazzo di fiori enorme. Consegnandomelo mi ha detto che gli dispiaceva non essere stato in grado di farmi cambiare idea, ma che ci sarebbe sempre un posto per me li se un giorno avessi deciso di tornare. E mentre scoppiavo in lacrime, mi ha abbracciato e baciato. E’ stato tutto molto emozionante, son tornata a casa piangendo e molto impressionata da tutto l’affetto che non solo il GM aveva dimostrato ma anche tutti i colleghi e clienti.

La settimana successiva le mie colleghe mi hanno organizzato un leaving party (festa di addio) e non essendo una gran bevitricehanno pianificato prima una cena in ristorante e poi due balli in un pub. Mi son divertita tantissimo. Questa loro usanza di fare una festa per chi va via e’ sintomo di grande civiltà secondo me, sarà che io ricordo ancora con dispiacere i lunghi musi, sopratutto della mia direttrice, quando decisi di lasciare, solo per un paio di mesi in origine, il mio lavoro nel Resort sardo per tentare la carta irlandese, dopo la tragedia che mi aveva colpito.

Probabilmente le lingue maligne penseranno che gli irlandesi lo fanno solo per tracannarsi qualche birra in più visto la loro passione per l’alcol ma io, che son nata positiva e garantista, son sicura che lo fanno per augurarti il meglio per il tuo futuro.

Sono passati tre mesi da allora. Quindi il bilancio quale sarà, vi domanderete?  Qualcuno aveva azzardatoGoodbye box dei colleghi di Margherita pronosticando che mi sarei annoiata a morte essendo abituata a lavorare da troppo tempo. Qualcun’altro diceva invece che mi sarei abituata talmente in fretta da non voler, poi, lavorare più, in vita mia. Io invece a distanza di tre mesi devo confessare che non ho mai rimpianto la mia scelta, non ho avuto un attimo di noia (ma non ho nemmeno pensato di non voler mai più lavorare) e spesso mi sono augurata che la giornata fosse di almeno 36 ore, per darmi la possibilità di fare tutto cio’ che vorrei fare. Essere mamma a tempo pieno e’un lavoro a tutti gli effetti ed e’un gran bel lavoro, mi piace accompagnare i miei bimbi  a scuola la mattina, nonostante le urla quotidiane perche’ siamo sempre in ritardo, mi piace andare a yoga 3-4 volte a settimana, mi piace occuparmi della spesa e cucinare pranzi cene e preparare merende, mi piace un po’ meno frequentare il corso di coding computer, perche’ non mi capacito del fatto che per dare al computer l’ordine di scrivere in blu’devi digitare parole incomprensibili per 20 minuti(HTML CSS etc).

Mi piace accompagnare il mio bimbo più grande a chitarra e a basket e nel frattempo portare il fratello più piccolo in giro per la città o a bere una cioccolata. Mi piace fare i compiti con loro, nonostante le difficolta’ con una lingua che non e’ la mia e una matematica ormai sotterrata da più di 20 anni.

Insomma, come avrete capito il bilancio personale di questi 3 mesi e’ positivissimo, forse il bilancio economico un po’ meno, ma non di troppo (considerando le spese per tenere i bimbi al doposcuola). Certo, non mi vedo una vita intera a fare la mamma e basta, mi piace lavorare, mi piace mettermi alla prova in sfide nuove e mi immagino a cercare un lavoro (o progettarne uno perche’ no?) fra qualche tempo. E la cosa più bella e’ che ho la fortuna di potermelo permettere, perche’ questo paese, l’Irlanda, non facendoti sentire vecchia alla veneranda eta’ di  43anni, mi fa l’ennesimo regalo, quello di lasciarmi intravedere il futuro, anche professionale, con occhi pieni di speranza, quella speranza che mi auguro possa tornare presto anche negli occhi dei miei conterranei.

Àdh mór

(Buona fortuna in Irlandese)

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8 commenti
  1. Raffaella
    Raffaella dice:

    Che bella storia! Io in Italia ho perso il lavoro e devo dire che rispetto a te non ho trovato la complicità del mio titolare che, dopo essere sparito letteralmente (non mi rispondeva neanche alle e-mail) mi ha fatto pervenire a casa una bella lettera di licenziamento 15 giorni prima della scadenza del contratto in modo da non potermi neanche organizzare per trovare un nuovo lavoro. Non ho fatto alcuna festa naturalmete molti miei clienti si sono dispiaciuti io sono contenta perchè questo mi sta dando l’opportunità di una nuova vita ora quello che vorrei fare è partire ma non riesco a trovare il coraggio di abbandonare la mia patria e la mia famiglia anche se con tutti gli sforzi che ho fatto per laurearmi e specializzarmi qui l’unica alternativa che mi è stata proposta è quella di fare la baby sitter o la promoter. La tus è una bella storia e sono sicura che all’estero come in Italia ci sono tante persone di cuore. Buona fortuna!! Io aspetto ancora fino a Dicembre poi credo che andare all’estero sia l’unica speranza rimasta per trovare un lavoro e una vita decente.

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    • margherita
      margherita dice:

      Cara Raffaella, mi dispiace molto per la tua brutta avventura lavorativa, e mi auguro che da tutto questo nasca solo qualcosa di buono o in Italia o all’estero. Dal tuo tono mi sembra di capire che non sei una che molla quindi penso che la vita ti risevera’ ancora tante bellissime avventure, nel caso in cui tu opti per l’estero la tua positività’ sarà una grande ricchezza, portala con te con tanta pazienza e tanta ironia, anche nei momenti più scoraggianti. In bocca al lupo per tutto.Un abbraccio, Margherita Irlanda.

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  2. mariella
    mariella dice:

    carissima, leggendo con attenzione il tuo racconto mi sono venute due lacrimuccie!!!! hai avuto molto coraggio ma sei stata ripagata, pensa che io per aver chiesto, per la stessa tua motivazione, un part-time ( se sette ore si possono definire part-time!!) al posto delle 9/10 che facevo, sono stata sollevata dal mio ruolo di responsabile….si parla ormai di molto tempo fa e non mi sono mai pentita dello scambio. Ora che ho 49 anni e l’ultima figlia dei tre che ho si sta per diplomare, ho deciso di realizzare il più grande sogno della mia vita: trasferirmi in Irlanda. Mi da speranza sapere che può esserci futuro anche per chi non è più giovane. Non ho gran padronanza della lingua e la cosa mi spaventa un po’ ma non mi manca il coraggio, lo stesso con cui ho affrontato anche io situazioni tragiche e oggi sono ancora in piedi e vogliosa di dare una svolta alla mia vita.

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    • margherita
      margherita dice:

      Ciao Mariella io credo che non ci sia mai un’ eta’ per smettere di realizzare un sogno. L’Irlanda e’un paese avanti da questo punto di vista, la crisi ha messo un po’ in discussione tutti, ma la luce alla fine del tunnel la’ si vede. Un consiglio che mi permetto di darti, nel frattempo che la tua figlia più giovane finisce con i suoi studi, tu migliora il tuo inglese perché, se 12 anni fa’ quando sono arrivata io chiudevano un occhio, adesso e’fondamentale riuscire a districarsi con la lingua straniera se vuoi inserìrti nel mondo lavorativo. In bocca al lupo per tutto. Margherita Irlanda.

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  3. Diego
    Diego dice:

    Che bea storia! È un piacere vedere che ci sono genitori che fanno la scelta (molto coraggiosa, considerato quanto è faticoso) di accudire la famiglia a tempo pieno. Conosco bene l’argomento, perché abbiamo più meno la stessa età, viviamo sulla stella isola verde, ed io feci esattamente lo stesso, nel 2011. Lasciai il lavoro per poter stare con la mia bellissima bimba, facendo impallidire l’ufficio (specie perché, essendo un papà, era una cosa mai vista prima).

    Di nuovo, congratulazioni per la scelta! 🙂

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    • Margherita
      Margherita dice:

      Grazie Diego, detto da un uomo poi fa un effetto diverso, ma nn in Irlanda dove il maschilismo ha un peso inferiore, anche questo segno di grande civiltà.
      Se passi da Derry ci beviamo un caffè buona giornata a te e alla tua famiglia. Un abbraccio,Margherita Ireland

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  4. Lisa Berlino
    Lisa Berlino dice:

    Ciao Margherita, complimenti per il tuo coraggio! Io ho rassegnato le dimissioni dal mio ufficio due settimane fa, per motivazioni diverse dalle tue (cambio lavoro), ma anche a me ha commosso (anzi, ho pianto proprio come una bambina!) il coinvolgimento emotivo che non mi aspettavo da parte dei miei capi e colleghi, anche con loro abbiamo festeggiato e anche loro mi hanno sorpreso con regali e abbracci..io sono in Germania, a Berlino, e poi dicono che al nord sono freddi, io non credo, penso solo che il loro sia un modo diverso di esprimersi!
    In bocca al lupo per la tua nuova esperienza e per il tuo futuro!

    Lisa – Berlino

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    • margherita
      margherita dice:

      Grazie Lisa, si son d’accordissimo, abbiamo l’abitudine(molto italiana)di etichettare ciò’ che e’ diverso, dal nostro modo di fare, come sbagliato o freddo nella fattispecie. Io li trovo molto civili invece, anche nelle loro manifestazioni d’affetto. Mah forse mi starò’ irlandizzando? Good luck anche a te dal profondo del cuore. Berlino sarà’ uno dei nostri prox city break. Un abbraccio. Margherita Irlanda.

      Rispondi

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