Mamma vado a vivere all’esteromadre-figlia

Chiudo gli occhi e ripenso a quel Natale 2014: sento ancora il profumo dei biscotti allo zenzero e vedo lei, mia mamma, in cucina, che cerca di preparare la cena in modo da accontentare i gusti di tutti noi quattro figli.
Io la abbraccio forte e le confesso che non sono felice.
Iniziamo a parlare, ragionando su ciò che non mi soddisfa, sul fatto che non riesco a dare un senso alla mia esistenza e su come una sensazione di vuoto si fa sempre più intensa nel profondo del mio cuore.
Di getto, le dico: “Mamma mi trasferisco all’estero!”
Molto probabilmente da una madre ci si potrebbero aspettare reazioni come: “Ma sei pazza?”, o “Pensaci su, conosci qualcuno? Come fai con la casa?”, oppure “ ma cosa fai, qui hai un buon lavoro che ti piace” e ,invece, lei mi risponde: “Perché no? Secondo me fai bene”.
Il resto è storia, un mese dopo ho preso le valigie e sono partita all’avventura.

Mia madre è così: ha sempre lasciato che camminassi sola senza la sua mano, cercando di farmi prendere la strada giusta senza indicarmi quale fosse e appoggiando le mie scelte, in ogni caso.

Questo mi ha aiutata ad essere padrona delle mie azioni in ogni contesto, sapendo che, in qualche modo, avevo sempre il suo consenso.

Poi, ovviamente, ho fatto tanti sbagli ma non le ho nascosto nulla, lei non mi ha mai giudicata.

Spesso sento la mancanza di poter tornare a casa e sapere che c’è qualcuno là per me, una presenza certa sempre pronta ad ascoltarmi.

Non mi sono mai vergognata di nulla davanti a lei tanto che potevo scrivere liberamente i miei più intimi segreti sulle pagine invisibili del suo cuore.

Anche se distanti, lei continua ad essere con me in ogni momento della mia giornata: tramite i messaggi e le chiamate su Whats App non c’è una volta che non sia pronta a rispondermi, sia che si tratti di “come si cucinano i carciofi” o di condividere qualche disavventura.

Ammetto che non amo tornare in Italia; mi duole sapere che non posso godere del calore di un abbraccio sincero o dei dolci sorrisi, ma ho scelto il mio di sorriso. Sarà forse una scelta egoistica, ma ogni volta che torno capisco che non è più posto per me.

Tante volte avrei voluto che anche mia madre mettesse al primo posto la sua felicità, ma lei si è sempre annullata per i suoi figli, ha rinunciato a tutti i suoi sogni e alle sue ambizioni per essere sempre presente nella nostra vita.
Ha cercato di regalarmi un’infanzia spensierata, mi veniva a prendere tutti i giorni a scuola, impeccabilmente la merenda delle 4:30 davanti ai cartoni animati firmati Disney, le favole della buona notte e non c’è ricordo più dolce di quelle mattine con la febbre trascorse nel suo caldo lettone.
Tuttavia, per quanto si sia sforzata, non sempre è riuscita a darmi quello di cui avevo bisogno.
Mi dico sempre che sono cresciuta troppo in fretta: lei non ha potuto permettersi di pagarmi gli studi, a 19 anni ero già nel mondo del lavoro e, qualche anno prima, mentre i miei coetanei vivevano tranquilli la loro adolescenza, lei mi insegnava a reagire alle difficoltà della vita.
Quando me ne sono andata sapevo che non avrebbe potuto aiutarmi economicamente e a 23 anni mi sono ritrovata già a pensare all’affitto, alla spesa, alla casa, svolgendo due lavori.  Soprattutto il primo anno all’estero, quando mi sono trovata il frigo vuoto e a dover cucinare, stanca dal lavoro ho compreso tutti gli sforzi che faceva mia madre quotidianamente.
Nonostante tutto sono contenta così, ho imparato ad essere indipendente a costruire da zero una vita, la mia; e, se ora ho il pieno controllo della mia esistenza, un forte senso di responsabilità e sono una donna forte, questo lo devo a lei.
A volte penso che mi sarebbe piaciuto che ci fosse stato qualcuno che badasse alle mie spese, ai miei studi o alle mie esperienze, ma se lo dovessi sostituire con l’affetto incondizionato che mi ha dato mia madre in ogni istante della mia vita, state certi che sceglierei altre mille volte il suo amore.
famiglia-cena
Lontana, ma a con il cuore a tavola con voi.
Buona festa della mamma!
6 commenti
  1. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    I miei genitori idem, alle soglie della laurea specialistica mi avevano già preparato la valigia! Sapevano tutto e non mi hanno mai ostacolata, perché sapevano che in Italia non avrei trovato ciò che cercavo. Viva le mamme che ci lasciano libere di spiccare il nostro volo 😘😘

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  2. Rossella
    Rossella dice:

    Alla tua mamma starà scendendo una lacrima di gioia e orgoglio, ora. Che grande Fabi, iniziare a mantenersi a 23 anni, per la realtà italiana, è da eroi. Io ho anche ho iniziato a fare lavoretti sparsi per pagarmi le bollette della casa studentesca. All’affitto contribuiva mia nonna, gli studi me li pagava l’università stessa, e il resto mia mamma. Sono diventata economicamente autonoma a 26 anni. Ma capisco cosa voglia dire non contare sui propri genitori al 100%. Io riserbo ancora il sogno di diventare ricca così da poter aiutare i miei 😀

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    • Fabiola
      Fabiola dice:

      Cara Rossella, Grazie delle belle parole. Sei super in gamba!
      Alla fine deve essere una cosa reciproca, loro ci danno tanto e noi pure dovremmo dar loro quello che si meritano! Gran bel sogno che hai <3

      Un abbraccio fortissimo

      Rispondi

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