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Il Mercato turco e l’ex aeroporto di Tempelhof

mercato-turco-aeroporto-tempelhofHo l’anima in brodo di giuggiole.
Un giorno glorioso e ancora non è finito!
Il venerdì lungo il canale c’è il mercato turco.
E’ turco proprio, solo che si parla in tedesco. Sì, ci sono anche bancarelle molto tedesche, ed altre molto naïf. E poi cibo e bevande di strada.
Ci vado dopo la scuola, e sono abbonata a succo d’arancia appena spremuto (1 pinta 2 euro), e pollanchia (pannocchia) arrostita.
Il solito.
Mi piace entrare nel mercato turco, sembra Palermo, Napoli, Istanbul e Berlin. Mi piacciono gli odori, e le voci e le persone. Mi piace che dove finiscono le bancarelle inizia la musica, c’è sempre qualche artista che suona, e tutti seduti al sole che ancora ci benedice.
E poi c’è un poeta, un bellissimo giovane poeta, con la sua macchina da scrivere.
Dunque oggi sono uscita dal mercato turco con in tasca: una poesia dedicata a me che si chiama Blue Daughter (gnègnègnè), dell’incenso, due saponi artigianali, uno al sale e uno all’avocado, e due spezie, curcuma sia in polvere che radice e peperoncino.
Mi sono resa conto che avevo bisogno di sottigliezza e delicatezza, profumi, in varie forme.
E poi ho recuperato gratis un phon, attraverso un gruppo su fb che si chiama free your stuff. Ho scritto ieri che ne avevo bisogno, e in mezz’ora una ragazza mi ha dato l’indirizzo di casa sua, ho bussato, mi ha aperto la porta e mi ha regalato un phon.
Ma la cosa più incredibile di oggi è la mia prima volta a Tempelhof. Un ex aeroporto che è diventato il paradiso.
Non si può spiegare. Lasciandomi andare ai pedali, ci sono arrivata dopo il phon (scoprendo poi che io abito a due minuti dall’entrata, due!), e niente, mi sono commossa.
Immaginate un enorme aeroporto con tutte le piste, però al posto degli aerei e dei negozi e degli hangar e dei controlli e dei gate, c’è gente felice che se la gode.
Un’infinità di gente di ogni età in bici pattini skate, un gruppo che suonava manouche, chi balla, chi corre, chi si ama, chi legge, chi prende il sole, chi raccoglie bacche rosse (non mi chiedete che sono, non lo so, magari sono proprio giuggiole, ma la scena era bellissima: donne velate fra i cespugli a raccogliere bacche mentre un runner hi-tech sfrecciava loro vicino).
Ho steso la mia sciarpa troppo grande sull’erba (capendo che forse ho comprato un plaid, ma avevo la febbre, mi sembrava adatta), mi sono tolta le scarpe e sono scappati tutti.
SCHERZO!
Mi sono lasciata baciare dal sole, mentre avrei immortalato ogni momento, suono, uccello in volo, bimbo che veniva a salutarmi, sole che ci riscaldava, tutti, belli e brutti (che qui i brutti sono proprio rari, il che è rilassante, ad un tratto smette di essere una cosa da notare).
Mi sono accorta che li amo tutti e che amo Berlin, ecco perché sono qui.
La prima volta a Tempelhof non si scorda mai.
E ora vado a farmi bella…stasera vado a ballare, come tutti credo (ho comprato club mate per rimanere sveglia al club matto )
Il tedesco va sempre meglio.

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