Messaggio da Madrid durante la quarantena

Madrid, tre settimane dall’inizio della quarantena.

Lo stradone fuori casa è deserto e io, guardandolo, mi rendo conto per la prima volta della sua profondità.

Ci sono poche persone nel supermercato, ma tutte con mascherine e guanti e con tanta paura di sfiorarsi o incrociarsi per sbaglio.

Esco per tornare a casa in fretta, passando davanti ai negozi chiusi che mostrano insegne dove invitano i passanti a comprare online i loro prodotti.

Mi fermo sotto al portone, non c’è nessuno. Alzo gli occhi al cielo e resto un paio di minuti lì, respirando profondamente.

“Non pensavo che avrei mai avuto paura del contatto umano”, penso.

Salgo su e dopo pochi minuti mi rendo conto di avere una chiamata persa: era arrivato un pacco per me e il corriere mi stava cercando.

Mi catapulto fuori la porta, scendo le scale velocemente nella speranza che il postino non sia già andato via.

Quando lo vedo sono contenta, mi avvicino senza pensare.

Un gesto semplice, allungo la mano senza guanto (nella fretta di uscire me ne ero dimenticata) e il ragazzo di fronte a me sorride divertito nel porgermi la merce.

“Avevi paura che fossi andato via, vero?”

Rido spontaneamente, guardandomi le ciabatte ai piedi.

Ed è lì che realizzo che avrei dovuto mettere mascherina e guanti e che non mi sarei dovuta avvicinare così tanto ad una persona.

Accenno un saluto e corro su per le scale.

Il pensiero del sorriso e la cordialità di quel ragazzo però non me lo tolgo dalla testa: ricordo che quella è la mia Madrid.

Queste sono le persone che amo, sempre di buon umore e con la battuta pronta, che vivono e ridono ogni giorno più che possono.

Da quando è stata stabilita la quarantena per il coronavirus, invece, l’umore dell’intera città è cambiato.

Penso alle persone schive nel supermercato, al terrore palpabile che c’è nell’aria, alla rabbia per le misure restrittive prese probabilmente troppo tardi e che rendono Madrid la capitale con più contagi d’Europa.

Anche se tutti qui conosciamo qualcuno che è contagiato o qualcuno che, ahimè, ha subito delle perdite per il virus, anche se Madrid non è assolutamente l’unica città colpita ma, anzi, il numero dei paesi in quarantena aumenta sempre di più, voglio lanciare un messaggio. Un messaggio che ho imparato proprio dalla mia luminosa Madrid e che ripeto anche a me stessa ogni giorno.

Sorridiamo il più possibile finché questo momento non sarà passato, diffondiamo positività nel prossimo per alleggerire la situazione.

Ricordiamo che dobbiamo stare lontani con responsabilità solo per poi tornare ad riavvicinarci.

Torneremo a scambiarci battute, a lamentarci di sciocchezze, a discutere del tempo in ascensore.

Torneremo a baciarci e riabbracciarci, a vivere come prima e forse meglio di prima.

Torneremo a risplendere, come la mia Madrid.

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