Le paturnie meteorologiche di chi vive ai tropici

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Vivo a Mauritius e sono siciliana per cui, come gran parte dei miei conterranei, soffro di meteoropatia cronica.

Cresciuta e abituata al clima di cui si gode nel sud d’Italia (anche se pare che adesso le cose stiano davvero cambiando), con cielo azzurro trecento giorni l’anno, è stata dura abituarsi al clima tropicale. Può sembrare inverosimile ma è cosi.

Quasi sempre nuvole basse fanno da cornice all’orizzonte.

Bianchi, candidi e innocui ciuffi di panna montata si trasformano in un nonnulla in nuvoloni neri e minacciosi, che regalano acquazzoni improvvisi, orribili guastafeste mentre si esce dal supermercato con il carrello della spesa  o mentre si è in spiaggia in totale relax (“ben ti sta”, vi verrebbe da pensare).

Una variabilità climatica che non dà mai certezze ma, che ti insegna a sfruttare al massimo ogni singolo momento, dandoti profonde lezioni di vita  sul significato di carpe diem meteorologico.

A Mauritius ci sono due uniche stagioni:

l’inverno, da maggio a metà ottobre, che corrisponde alla nostra primavera, in cui fa buio presto, la sera fa più fresco, e con temperature tra i 18 e i 24 gradi;

l’estate, calda e umida da novembre ad aprile, che coincide con l’arrivo della stagione delle piogge, che può dare ogni tanto l’emozione del passaggio di un ciclone, con venti anche fortissimi e spesso piogge torrenziali.

Scherzi a parte, per fortuna non è sempre cosí ma il clima è decisamente diverso da quello che scandisce le stagioni nel resto del mondo.

Nell’immaginario collettivo di chi ai tropici non c’è mai stato, colui che vive in un paese tropicale ha il sole, il cielo azzurro e temperature calde per 365 giorni all’anno, indossa solo infradito e costume da bagno e su questo non si discute. Quindi, l’aspettativa di chi viene in vacanza quando l’altro emisfero è battuto dal freddo invernale, è di trovare ovviamente queste condizioni.

Quando qualcuno prenota quel tanto agognato biglietto aereo, proprio in concomitanza dell’estate tropicale e dell’inverno europeo, inutili sono le informazioni preparatorie al viaggio.

Il meteo è chiaro che non  possa essere prenotato allo stesso modo del volo.

Potrebbe infatti accadere, pur essendo estate, che il tempo sia inclemente per diversi giorni, ma questo concetto in realtà non si capisce mai fino in fondo. Si sa che le avverse condizioni meteo non sono minimamente contemplate in una vacanza che prevede in valigia solo parei e bikini: la parola pioggia nelle lunghe telefonate organizzative non viene menzionata mai per nessuna ragione, chiamatela pure scaramanzia.

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Da quando vivo a Mauritius, in tanti sono venuti a trovare me e la mia famiglia e tante sono state le ansie che mi hanno travolta per l’arrivo di amici e parenti perché, proprio in prossimità del loro arrivo, le  previsioni del tempo erano disastrose.

Mai disperarsi, tutto può cambiare nella vita in un istante, figurarsi il meteo ai tropici.

Così, anche una giornata che inizia con un acquazzone che sembrerebbe precludere ogni speranza, può trasformarsi in un bellissimo pomeriggio in barca al tramonto o in una passeggiata nella foresta con un bagno da sogno sotto una bella cascata.

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 Ma quando ciò non accade le frasi tipiche in quei momenti, poco consolatorie per la verità , sono sempre  le stesse:

non fa niente siamo venuti per stare con voi”

ci sarà qualcosa che si possa  fare in una giornata di pioggia ?” (per questa domanda la risposta è no).

Su un’isola tropicale, non c’è niente che possa sostituire il mare, il sole, le palme e la sabbia bianca di una spiaggia. Questo è tutto quello che cerca chiunque arrivi qui dopo lunghe ore di volo.

Per chi arriva da paesi pieni di musei, città d’arte con bellissimi centri storici, con gallerie al coperto in cui si possa passeggiare e fare shopping in negozi esclusivi, dove si alternano graziose caffetterie in cui si possa prendere un buon caffè accompagnato da un’ampia varietà di raffinati pasticcini, qualsiasi altro piano B sembrerà un fallimento.

E questo è davvero avvilente per chi viene in vacanza, ma soprattutto per chi ospita, perché quello sguardo deluso è sofferenza pura.

Il colore turchese della laguna, la sabbia bianca, il verde intenso della vegetazione che qui è così rigogliosa, i colorati mercati all’aperto, i tramonti sconfinati, tutto perde smalto se viene visto in una giornata grigia.

In fondo è cosí per qualsiasi vacanza, ma ai tropici la delusione si decuplica.

Così il  giudizio su quest’isola cambia in modo sostanziale e, nonostante tu abbia giocato la migliore partita dell’ospitalità, devi essere pronto al cartellino rosso o – se sei fortunato – ad una semplice ammonizione.

Quando qualcuno riparte con il viso abbronzato e sorridente, grato per il tempo trascorso insieme, felice per le emozioni, i momenti vissuti e  per tutto ciò che ha scoperto  per merito tuo, ti scalda il cuore. Viceversa, quando Nettuno, Giove o Poseidone (e qui emergono le mie origini classiche) perdono a turno a briscola e decidono così  di romperti le uova nel paniere, vorresti poter  fare rewind, preparargli due cannoli siciliani per tenerli buoni e ricominciare da capo, sperando che tutto possa andare meglio.

Perché, in fondo, quello che vorremmo dimostrare a tutti quelli che vengono a trovarci, senza dover essere necessariamente un Tour Operator, è l’immensa gratitudine per aver portato in valigia con se un po’ di aria di casa.

Vorremo regalare il ricordo di una vacanza da favola… ma sempre e solo con un bel sole caldo a fare da protagonista!

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2 commenti
  1. Roberta
    Roberta dice:

    Bellissimo articolo e anche divertente, in cui traspare tutta la felicità e le angosce di chi riceve ospiti! Brava Danila

    Rispondi
  2. Danila
    Danila dice:

    Grazie Roberta
    La felicità supera di gran lunga ogni cosa ma davvero vorrei sempre che tutto andasse per il meglio per una sorta di gratitudine verso chi arriva…e il meteo è l’unica cosa che davvero non si può prevedere mai!

    Rispondi

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