Margherita con Elisa

Margherita con Elisa

Ascolto musica da quando ero bambina.

In casa avevamo un giradischi della Reader’s Digest che era sempre in funzione. Per le feste Natalizie girava a ritmo di valzer e mazurche, durante le feste con i vicini di casa, poi il resto dell’anno girava un po’ di tutto. Avevamo anche un giradischi separato per i 45 giri. Ricordo, infatti, che per i compleanni qualche vicina ci regalò proprio dei 45 giri, sopratutto musica italiana, e nello specifico Renato Zero Il Carrozzone, Alan Sorrenti Figli delle Stelle e qualcos’altro.

Mia sorella grande mi ha esposto sin da piccola a musica alternativa, e mi ha aperto ad un panorama musicale che non era molto tipico dei bambini di quell’epoca.

Erano gli inizi degli anni 80 e io, chiusa in camera con lei, ascoltavo Simple Minds, U2, David Bowie, Echo and the Bunnymen, Psychedelic Furs, Depeche Mode ma anche Litfiba (quelli di Desaparecido, 17 Re…).
Penso di averli amati da subito tutti, erano un po’ ribelli.. come lo ero io. Poi è arrivato DJ television e i sabati e le domeniche pomeriggio li passavo incollata allo schermo a guardare i video delle mie canzoni preferite.

Quelle in inglese, poi, amavo tradurle e cantarle a modo mio (molto originale la pronuncia sopratutto). Sono arrivati i Duran Duran poi, meno di nicchia e un po’ più commerciali, ma ho amato subito pure loro. Quando poi ho ascoltato Purple Rain di Prince la prima volta ho capito che anche lui sarebbe entrato a far parte della mia lista di eroi princemusicali. Perché di eroi si tratta dal mio punto di vista. Hanno tutti, completamente, cambiato la mia vita. Non so’ cosa succede a voi, ma la musica in me  ha un effetto totalizzante. Io vivo esperienze e  sensazioni che non riuscirei a provare senza. E allo stesso tempo anche quelle che vivo nella vita reale poi sono in grado di ricollegarle a quella canzone o cd specifico in un battito di ciglia. L’estate ’87 l’ho trascorsa nel Monte Maccione a giocare a Ping pong al suono proprio di Purple Rain. https://goo.gl/LgwkUN

Mentre ho vissuto il mio primo grande amore nell’estate dell’85 sulle note di New Gold Dream dei Simple Minds. E poi quante serate con amici in piazza cantando Depeche Mode. Il primo campeggio con gli amici lo ricordo con Loosing my religion di REM.

coldplaySono cresciuta, ma la musica mi ha accompagnato sempre, il mio primo pensiero al mattino era accendere lo stereo, idem in macchina, prima accendevo lo stereo poi la vettura. Elisa e il suo Pipes and Flowers ha sconvolto la mia vita nel 1996. Insieme a Pino Daniele, Negramaro, Mina e qualcun’altro e’ tra i miei artisti italiani preferiti, se non la preferita.
Ci sono anche canzoni che mi tolgono il fiato perché mi ricordano qualche dolore forte, una tra tutte e’ una canzone dei Coldplay, The Scientist https://goo.gl/vTxtFc Ma non ho paura ad ascoltarla, perché è altrettanto  terapeutica (questa è una teoria tutta mia). Quando nel 2003 ho optato per l’espatrio, poco mi importava di quanti abiti o maglie nuove ci stessero nella valigia se ciò presupponeva dover rinunciare a qualcuno dei miei preziosi cd. Quei chili di sovrappeso con cui ho arricchito le casse della Ryanair erano sopratutto CD!

Con l’arrivo in Irlanda ho avuto la fortuna non solo di conoscere musica nuova mabronagh anche di andare a vedere dei concerti. Finalmente il mio sogno si realizzava: vedere musica Live. In Sardegna non è così semplice vedere gli artisti che ti piacciono live.
Sono stata in un locale splendido, Vicar St, a Dublino a vedere i Tears for Fears, anche loro hanno accompagnato la mia gioventù, quante volte quello Shout l’hourlato a squarciagola! Poi ho visto Bronagh Gallagher https://goo.gl/i2dBJR, un artista irlandese sconosciuta in Italia, ma molto brava e politicamente impegnata su tanti fronti. Ho assistito al concerto, addirittura, di Antonella Ruggiero. E’ stato un puro errore di persona, il mio amico mi aveva portato lì per vedere la Mannoia, ma è stata una piacevolissima serata con della buona musica e una voce indimenticabile. Ma in questi anni ho visto anche i Coldplay, sempre in Irlanda, e quasi visto Prince. Gia’ “quasi visto” e’ il termine meno doloroso che si può usare quando compri il biglietto per il concerto dell’artista della tua vita e lui per un capriccio lo annulla il giorno prima!!!

Sempre in Irlanda ho iniziato ad apprezzare una band locale che si chiama The 4 of Us, che ho avutoRay Lamontagne l’onore di vedere live 3 volte e che ogni volta che ascolto mi riporta indietro a quelle strade di Rathmines che percorrevo per andare al corso di inglese il martedì sera, spesso sotto la pioggia.
Quando ero incinta del mio primo figlio, una delle sorelle del mio compagno ci regalò il cd di un artista Canadese mai sentito prima. Un tale di nome Ray Lamontagne. Il suo cd si chiamava Trouble. Ho iniziato ad ascoltarlo e così ho fatto per tutta la durata della gravidanza e l’effetto su Marco e’ stato incredibile. Infatti, da appena nato, si addormentava tutte le notti al suono di Mr Lamontagne!!! https://goo.gl/UpgE0y

Ho cercato, anzi abbiamo cercato io e Conor di trasmettere quest’amore per la musica anche ai nostri figli, Marco ascolta da Florence and the Machine a REM (da piccolo adorava Leave)  e altri gruppi o cantanti che non sono proprio della sua generazione.

Anni fa’ parlando con una parente acquisita, ricordo che mi disse che in casa sua non accendeva mai la musica perché la sua figlia grande piangeva disperata. Ho pensato che gran fortuna  ho avuto invece che in casa mia si ascoltasse musica da sempre. Poi dopo anni quella stessa bambina, ormai adolescente, mi chiese una copia di un cd dei Camino Palmero. Meno male che qualcosa era cambiato nelle sua vita. E qualcosa è cambiato anche nella mia, da qualche giorno. Mi sento un po’ orfana, un po’ mutilata.

Florence and the machineQuest’ultimo anno è stato così ricco di musica per me, abbiamo visto 5 dei miei artisti preferiti e in ordine Elisa a Londra, in un concerto mega fantastico, poi The 4 of Us in un locale a Derry, Florence and the Machine https://goo.gl/j4RMoh a Belfast (già vista prima e sapevo che non mi avrebbe delusa) per poi arrivare alla prima volta ad un concerto degli U2 che mi hanno completamente stupito, forse perché partivo prevenuta, nel senso che li immaginavo ormai anziani per reggere il palco e invece Wow! Una scenografia e una performance invidiabile a ragazzini di 20anni più giovani. E poi come ciliegina sulla torta abbiamo finito con i Simple Minds a Dublino,che avevo già avuto l’onore di vedere a Belfast qualche anno fa.

E curiosamente pensavo, proprio di recente , che alla lista dei tanti che mi piacerebbe vedere Live avrei sistemato nelle prime posizioni il Duca Bianco o meglio Mr David Bowie, quel genio che ha consumato la puntina del mio giradischi della Reader’s  Digest con il suo Scary Monsters. Poi ha deliziato la mia vita anche con Heroes, Under pressure, Modern love, Rebel Rebel, Slip away, New killer star…. Etc..migliaia di canzoni, con quella voce così calda e camaleontica, come la sua arte, dall’inizio alla fine. Un opera artistica anche la sua uscita di scena con Black Star.
Ma il mio “Hero”non mi ha aspettato, e il mio cuore sanguina di dolore. Ho cercato di spiegare questo lutto al mio bimbo di 10 anni, perché si tratta di un lutto, secondo me, che ci colpisce tutti noi ascoltatori di musica. Nessuno ne è immune.
Ma Marco con tutta la sua innocenza mi ha detto: mamma venerdì chiederò a Gerard (il suo insegnante  di chitarra) di insegnarmi una canzone di David Bowie (I’m Afraid of Americans e’ la sua preferita) e io ho capito che Mr Bowie non morirà mai.

Buon viaggio David e Grazie!

2 commenti
  1. fabrizio
    fabrizio dice:

    se non sbaglio avevi Music for the masses & Violator dei DM, New Gold Dreams dei simple minds, The Joshua Tree degli U2 e di David Bowie non mi ricordo, se non sbaglio avevi qualcosa di Madonna.

    Rispondi

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