Buon Natale! Bon Nadal! Feliz Navidad!

E’ arrivato anche qui il Natale e io, fino a due giorni fa, passeggiavo sulla spiaggia. Ci sono giorni nei quali le temperature toccano i 20 gradi, peró non voglio illudervi e vi avviso che non sono normali nemmeno qui a Barcellona. Dovrebbe fare freddo, ed è quel freddo umido, davvero tanto umido! Nonostante tutto peró, la cittá si è preparata alle feste natalizie: mercatini di Natale, fieraluci per le strade, musichette risonanti nei centri commerciali.

Io torneró in Italia per cinque giorni, come ogni anno, per quello che mi piace definire il mio “milkshake famigliare”, dato che condenseró pranzi, cene e merende con zii, cugini, fratelli, mamma, papá e i piccoli nuovi arrivati. Cosa portare loro? Un buon chorizo (una specie di salamino piccante), bottiglie di vino della Rioja, la regione piú famosa per la produzione vinicola spagnola, tanti gusti diversi di torrone e la salsa alli e oli (salsina di aglio e olio, per dare il colpo di grazia alle mangiate natalizie).torrone

Oggi invece andró a trovare i miei suoceri e la mia famiglia spagnola, per passare qualche momento insieme prima di Natale. Per lo scambio dei regali non c’é problema: qui li portano Los Reyes, ovvero i Re Magi, la mattina del 6 gennaio. Mentre per noi è colei che “tutte le feste le porta via”, qui a Barcellona è il giorno in cui assolutamente ci si deve ritrovare insieme per mangiare, farsi gli auguri e deliziare i bambini con nuove sorprese. Il giorno di Reyes viene organizzata in vari quartieri della cittá la Cavalcada de Reyes, ricreando la venuta dei Re Magi. La più impressionante rimane senza dubbio quella del centro storico, per la quale il comune indice ogni anno un sorteggio per chi vi voglia partecipare come comparsa. Per ogni fascia d’etá c’è un ruolo a cui si puó aspirare.  I bambini tra gli 8 e i 13 anni saranno i paggetti, coloro che salutano il pubblico dalle carrozze. I ragazzini tra i 14 e i 17 anni saranno gli assistenti e spingeranno le carrozze e i vari elementi scenografici. A partire dai 18 in su invece ci sono i collaboratori tecnici che svolgono varie funzioni, oltre a quella di aprire strada alla sfilata mantenendo la sicurezza del pubblico, che si colloca ai lati. Il momento della cavalcata è magico: ogni anno le carrozze sono diverse e i Re Magi lanciano al pubblico dolci e caramelle; potete immaginarvi quindi quanto l’evento sia atteso con ansia da tutti i piú piccini.

Per Natale si organizzano in giro anche altri eventi, quali fiere, presepi viventi e concerti. Molto carina è  la fiera di Santa Lucia in piazza della Cattedrale, specializzata nei complementi per il Presepe: vi si trovano accessori realizzati artigianalmente (casette, pozzi, orticelli, fruttini, animaletti…). presepeInoltre ci sono presepi tutti diversi, tra i quali anche l’indipendentista catalano che, tralasciando la questione politica su cui non mi esprimo, mi fa molto ridere: ma vi immaginate un presepe con il tricolore?!

Un personaggio folcloristico del presepe catalano è il Caganer, “colui che caga” . Si presenta come una figura popolare, in posizione accovacciata con i pantaloni abbassati,  e generalmente si colloca dietro un albero o sotto un ponte, in un angolo nascosto del presepe, perché non risulti offensivo nei confronti della Sacra Famiglia. caganerProbabilmente la tradizione deriva dall’epoca barocca in cui vigeva il realismo e il gusto per l’esagerato, dove l’immagine del personaggio che defeca rientra nella rappresentazione delle scene di vita quotidiana e lavorativa, come tematica artistica.
Oggi la figura del Caganer si puó interpretare come l’umanizzazione della Nativitá e la connessione tra il trascendentale e le necessitá biologiche che condizionano la nostra vita di essere umani.

La cosa curiosa è che a Barcellona c’è anche la figura del Cagatío,(vedi: https://donnecheemigranoallestero.com/natale-2015/), un tronchetto di legno delle dimensioni di un cagnolino a cui si fanno occhi, naso, bocca e a cui si aggiungono 4 bastoni come gambe e una coperta. cagtioI bambini dall’8 dicembre in poi lo nutrono tutte le sere con frutta secca, bucce etc, consapevoli che il giorno di Natale il Tío “cagherá i regali”. Come vedete, con tutte queste tradizioni legate al defecare, gli spagnoli e i catalani sono persone belle concrete e dirette: anche il loro linguaggio lo è, senza i troppi fronzoli di cui a volte abusiamo noi, ma questo tema lo approfondiró sicuramente piú avanti.

Concludo accennando ai vari concerti di Natale e dell’Anno Nuovo tra cui il piú tradizionale è forse quello di San Esteban/Santo Stefano, che viene organizzato al Palau della Musica Catalana. E’un’abitudine radicata che il 26 dopo pranzo, invece di crollare sul divano in preda ad un’impossibile digestione senza fine, le famiglie si rechino invece al Palau per godere del tradizionale repertorio di Natale, come ogni anno. vela

Il bello delle tradizioni è proprio il loro ripetersi immutate nel corso del tempo; io, ad esempio, mi preparo per l’immancabile anatra all’arancia che mia zia cucina in modo impeccabile la sera del 24.

Vi lascio con i miei piú cari auguri di Buon Natale in famiglia, qualunque sia quella che sentite come tale!

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