Nuvola e i Pappagalli di Barcelona

Un luogo che mi è davvero caro in Italia è, neanche a dirlo, la casa in cui ho vissuto durante i miei anni delle medie e la frequentazione del liceo.

Un luogo pieno per me di ricordi di ogni genere: tristi, felici… Quelle mura racchiudono, che io lo voglia o no, una sostanziosa e sostanziale porzione della mia storia personale e il piccolo ma delizioso giardinetto circostante è stato, molte più volte di quanto possa raccontare o ricordare, un fedele riparo e una fuga almeno temporanea, anche da me stessa.
Ad un punto in particolare di quella casa tengo: potrebbe sembrare bizzarro, ma si tratta delle scale d’ingresso. 
Lì sedevo mentre il mio amore, la mia cagnolina Nuvola,  con gli occhi socchiusi e il musetto spinto nel vento si appoggiava a me (letteralmente) in cerca di coccole, offrendo in cambio la sua impagabilmente confortante e morbida presenza.
Stavo ore, lì, da sola, ad ascoltare i suoni della natura, lasciavo andare la mente e provavo a volte a conversare con le gazze, i passerotti e i merli che gorgheggiavano sulle piante intorno a me.

Non ho più trovato, da allora, un posto del genere. Un luogo che, nella sua semplicità, mi permettesse di mettere per un attimo da parte il bene e il male, per fluttuare là dove umori e accadimenti non hanno alcuna importanza.
Chissà che Barcelona non riesca a donarmi di nuovo un luogo così.
Quello di cui sono sicura è che la fauna che ascolterò sarà singolarmente differente.
I richiami sgraziati degli splendidi gabbiani in una città di mare come questa te li aspetti. Quello che, almeno io, non mi sarei mai aspettata è di sentire i suoni di certi  volatili che, come fossero dei  canti corali , mi hanno fatto fermare  ed alzare  il naso per aria. Mi erano familiari e avevo visto tantissimi di quei piccoli animali in passato: ne avevo anche studiato specie e comportamenti e avevano da sempre scatenano in me un enorme interesse.

Camminando per le strade di Barcelona se presterete un pochino di attenzione tra un picciochiara uccellone e un gabbiano, ne incontrerete a decine. Di cosa parlo? Ma dei parrocchetti!!! (monaci, dal collare…)

Ebbene sì, nei cieli di Barcelona, aguzzando lo sguardo, vedrete sfrecciare tanti pappagalli verdi.

La prima volta che ne vidi uno rimasi a dir poco stupita: come una sciocca pensai ad una fuga di qualche prigioniero coraggioso. Poi però gli avvistamenti si sono fatti più frequenti ed è diventato evidente come non si trattasse di casi isolati.

Non sono ancora riuscita a immortalarne uno da vicino, non avendo una macchina fotografica degna di questo nome, ma trovo la loro presenza nei cieli una allegra e inaspettata sorpresa.
Chissà che un giorno non siano proprio loro a finire per indicarmi il mio nuovo posto del cuore.

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