Ogni santo Natale: ma quando ti sposi?

ma quando ti sposi

Natale per molti significa allegre riunioni familiari, cibo a non finire e giochi da tavolo.

Anche nel mio caso Natale vuol dire questo, ma non solo.

Equivale anche a vedere parenti lontani che incontri solo a Natale e che di te non sanno proprio nulla, ma pensano di sapere tutto visto che ti hanno tenuta in braccio un paio di volte da neonata.

Nel momento del rincontro, dopo pochi e brevi convenevoli, li vedi lì scalpitanti, quasi nervosi, non ce la fanno più, niente di quello che stai dicendo sul tuo lavoro stressante ma soddisfacente gli importa davvero: loro vogliono solo sapere una cosa.

Ti chiedono finalmente:

Ma quando ti sposi?

Mettiamo un attimo in pausa la scena e facciamo una bella analisi grammaticale della frase, vi va?

Ma: congiunzione avversativa

Mette in contrapposizione qualunque cosa inutile tu stessi dicendo sulla tua ricerca della felicità, sulle aspirazioni e i sogni sempre più difficili nell’era moderna, con l’unica, vera, domanda che conta. Taglia corto e dì quando ti metterai il vestito bianco!

Quando: avverbio di tempo.

Il passare del tempo è il protagonista: non importa con chi, come, perchè, ma QUANDO finalmente si raggiungerà questo grande obiettivo di vita. Non lascia molto spazio all’alternativa di NON sposarsi. Dà per scontato che nella vita si nasce, si cresce, ci si sposa, ci si riproduce e si muore. E siccome le tue ovaie hanno una bella data di scadenza sopra, allora meglio affrettarsi a convolare a nozze.

Ti: pronome personale seconda persona singolare.

Seconda persona singolare… aspettate un attimo, ma non ci si sposa in due? Che importa, anche se siete single, la domanda vi verrà fatta lo stesso, perchè vi si legge in faccia che siete alla ricerca di un marito. In un buon wedding plan, prima si decide la location e poi lo sposo!

Sposi: indicativo presente di sposare, seconda persona singolare.

Presente. Si usa il presente in questa domanda.

Non il futuro “ma quando ti sposerai?”, aprirebbe una finestra troppo ampia nello spazio-tempo della vita vera, quella coniugale, che ti aspetta a braccia aperte.

Non il condizionale “ma quando ti sposeresti?”, sia mai si dia spazio a un fattore condizionale al matrimonio, imminente quanto necessario. Accadrà sicuramente!

Ok, premiamo di nuovo play. Siete di fronte ad una persona ansiosa di sentire la risposta. O meglio, ci sono io.

Come faccio io a non reagire sbraitando contro il mio interlocutore tutta la lotta femminista dell’ultimo secolo che ha portato la donna a un ruolo emancipato per cui non ha bisogno di andare in sposa per sentirsi realizzata?

Beh, qualche volta ho sbraitato proprio questo.

Ma siccome non serve a nulla, ho creato un meccanismo di difesa.

Il mio meccanismo di difesa è mio fratello.

Lui, quasi coetaneo (solo due anni più piccolo), pure fidanzato, ma che non riceve questi interrogatori ai quali io sono sottoposta da molto tempo.

Lui, la rappresentazione che un ragazzo cresciuto con dei sani esempi di emancipazione femminile e con un’educazione del tutto paritaria può dar luce a una figura quasi mitologica, quella dell’uomo femminista.

Quando arriva la domanda, lo guardo.

Mio fratello allora abbassa leggermente la testa, ricambia lo sguardo immediatamente e mi sorride sotto i baffi, tirando le labbra verso destra.

Mi calmo immediatamente, mi allontano mentalmente dalla scena, la guardo dall’esterno e mi rendo conto di quanto è stolta e pretenziosa una domanda del genere.

Rispondo quindi in modo ironico: il ristorante che mi piace è occupato fino al 2030, farei un pranzo vegano quindi non vi piacerebbe comunque, aspetto che si sposi mio fratello così celebriamo insieme e risparmiamo divertendoci.

Se poi mio fratello al momento della fatidica domanda è andato in bagno, allora sbraito.

Oh, sono umana anche io.

Buon Natale 2020, ricordate che se qualcosa di positivo ci ha portato il covid è vedere meno parenti e sentire meno “ma quando ti sposi?”ragazza-albero di natale-decorazioni

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