L’Olanda sottosopra

– informazioni sottobanco indispensabili da avere prima di trasferirsi –

ruota-libera-sottosopra

La prima cosa che ho fatto, quando ho deciso che avrei provato il salto all’estero, è stata documentarmi per mesi.

Non c’era un’azienda che mi sponsorizzava e non vantavo conoscenze in altri paesi; avevo una piccola lista di cose, di norma definite come un ostacolo al trasferimento: più di 40 anni e una figlia adolescente.
Non partivo da sola – avevo deciso di intraprendere il viaggio con un’altra persona, e possedevo anche una discreta somma messa da parte in tanti anni.

Ho studiato le città, le scuole e la burocrazia da tutte le angolazioni al punto che Google stava per farmi uscire un banner con su scritto “basta abbiamo capito”, ho ribaltato la nazione e la ho messa sottosopra, e sono partita con la mia idea preconfezionata della qualità della vita in uno dei paesi più ricchi del mondo, che era pronto ad aspettarmi – a detta di molti – a braccia aperte. Aspettava proprio me.

E dire che io nemmeno la volevo l’Olanda.

Il mio traguardo era sempre stato l’America ma, cosciente della Visa e delle limitazioni di cui sopra, sei anni fa stavo puntando a Svizzera, Inghilterra, Gibilterra e Spagna.

Comunque, com’è come non è, nel 2016 sono arrivata nei Paesi Bassi. E molto presto ho realizzato che la mia lista preconfezionata mi era utile solo a metà.
O meglio, molto utile da un punto di vista pratico e di burocrazia, ma quasi inconsistente da un punto di vista umano.

Non vi priverò della gioia di scoprire da soli pro e contro dei vostri paesi di destinazione, ma dei Paesi Bassi ormai ne ho viste di cotte e di crude, di acqua sotto i ponti ne è passata (letteralmente, qui) e così ho pensato di spacciarvi un po’ di informazioni sottobanco da mettere nel paniere durante la vostra ricerca, nella sezione ‘argomenti da non sottovalutare’, se state considerando il trasferimento all’estero e, in particolare, in Olanda. Cominciamo?

“Che lingua parlo?”

Leggete gli annunci di lavoro su LinkedIn per scoprire quali sono davvero le lingue richieste.

E’ un luogo comune che con l’inglese si aprano tutte le porte: alcune possono restarvi chiuse allegramente sul nasino.

In Olanda, poi, non ci campi bene solo con l’inglese, se non sei iper specializzato.
Ripeto: no, non ci campi bene solo con l’inglese. La precedenza viene data ai locali o agli olandese-parlanti, a meno che uno non voglia farsi sottopagare per un po’ in un ristorante, a nero o con contratto a zero ore. Anche gli alberghi sono generalmente off limits.
Sì, ci sono le eccezioni, esistono posti di lavoro per cui la lingua locale non è obbligatoria, ma qui non fanno assunzione da remoto: devi essere sul posto. Ed ecco che entrano in gioco i soldi che ti sei messo da parte. Più ne hai, più tempo puoi permetterti di stare in affitto e nel frattempo cercare lavoro.
Eccezione delle eccezioni è la qualifica di iper specializzato, che ho citato subito all’inizio. Per iper specializzato si intende quello che si intenderebbe in un qualunque altro paese. Fatevi la seguente domanda: chi assumerebbe un impiegato X per una funzione X se non sa parlare italiano, in Italia? Dai, siamo onesti.
Per le donne: no, essere di questo sesso non avvantaggia. Anzi. Scordatevi la storiella che nel Nord Europa c’è più parità.

“Che tempo fa?”

Che non è un modo per ritrovarsi Fabio Fazio in camera da letto che ti fa un’intervista, è proprio una domanda indispensabile da porsi.

Nord, Sud ed equatore non significano nulla, se non calcolate l’incidenza di venti, precipitazioni e tasso di umidità, e la vostra preferenza e resistenza.

Qui in Olanda il tempo è cacca, punto. Senza mezze misure. Non piace nemmeno a loro. In sei anni il mio corpo si è abituato e adesso con 18 gradi non indosso più la felpetta ma le maniche corte, e ok, vado a correre quando siamo sotto zero, ma la mente no, la mente non ne vuole sapere. La mancanza di sole è una vera depressione. Apro le tende la mattina e tutto quello che vedo sono isole tropicali nei miei occhi (per citare Tizianone) al posto del grigio-milano.
E sì: l’estate esiste, anche con bei 30 gradi e a volte pure di più. Ma dura due minuti. Fico fico per uno o due anni, ma alla lunga potreste esplodere per il troppo freddo nelle cellule, se non siete fan dei climi freddi. Io non lo sono, se non si era capito.

“Che mi mangio?”

Arriverà un momento in cui rimpiangerete di non aver conosciuto Gordon Ramsey.

In certi paesi – e toh! l’Olanda è uno di quelli – la varietà di cibo è così scarsa che, a meno che non siate uno di quelli iper specializzati con stipendi decenti, non potrete approcciarvi agli scaffali di cibo italiano perché pagherete l’altissimo prezzo della dogana misto a quello della pubblicità. Praticamente ci serve un mutuo, per fare la spesa. Risultato: vi ritroverete a guardare Gordon di fronte al web, sgranocchiando noccioline e cercando alternative alle ricette per arricchire la vostra dieta.

fritta-ramsey-buffa

per gentile concessione del web, autore sconosciuto, ma ottimo suggerimento in mancanza di spunti o a frigo vuoto

Il succo di tutto è: studiate le abitudini alimentari locali. E’ a dir poco impegnativo vivere in Messico se vi fa orrore il piccante, in Grecia se siete allergici al pesce, in Olanda se non sopportate burro e fritti.

“Mi farò nuovi amici”

L’expat è affascinante ma fino a un certo punto.

Questo è valido ovunque, perché tutto il mondo è paese e quel che fa la differenza è solo la volontà di due individui che si incontrano.
Per un buon risultato, ci vogliono: un expat determinato ad integrarsi nella cultura locale, e un locale aperto a fare da genitore per un po’ (se non conoscete locali e i vostri vicini di casa sono stranieri, andate su BFF di Bumble). In mancanza di uno di questi due elementi, gli unici amici che vi farete saranno altri expat. Che non è male, ma si potrebbe fare di meglio.

E no, l’Olanda non è terra aperta e disponibile. L’Olanda – che sia giovane o vecchia – accoglie l’altro finché è turista o perché paga le tasse, e nemmeno poi di tutte le razze, sessi e colori; e sebbene basi la sua ricchezza sullo straniero, spesso rotea gli occhi al cielo quando deve tradurre in inglese. Dettaglio da non sottovalutare, nel processo di trasferimento.

“Dove dormo?”

Se il trasferimento non avviene attraverso un’azienda che assiste nel ricollocamento, la tappa migliore all’inizio è via appartamenti privati temporanei o stanze. 

Bene. Fatta la debita premessa, passiamo all’assoluta verità della terra che mi compete: in Olanda puoi pure morire sotto un ponte prima di trovare qualcosa.

La situazione è tragica, dannatamente tragica (mi spiace) e questi sciacalli si affittano buchi di 15 metri quadrati a quasi 1000 euro, con spese di gas luce acqua e internet rigorosamente escluse. Ho scritto un articolo ampiamente esteso sul trovare casa in Olanda (qui il link), non mi dilungherò oltre, ma sappiate che nemmeno tutte le preghiere che la nonna vi ha insegnato da piccoli potrebbero salvarvi in questo oceano di squali assassini con la bava colante per il danaro.
No non sto esagerando.

post-fb-olanda-casa

tanto per chiarire (post esplicativo tratto dalla fanpage “The Amsterdam confessions of a shallow man”, di cui tutti gli expat locali sono fan sfegatati)

Come si fa, allora? Come sopra: soldi da parte, stanze in affitto, conoscenze disposte ad ospitarvi su un divano per un lungo tempo. Tanto loro (le conoscenze) vivono in Olanda, lo sanno già che stazionerete pure oltre Natale.

“Viaggio con il mio adoratissimo amico a quattro zampe/due ali”

No.

Sciò, sciò immediatamente. Via da questo paese. E non parlo del fatto che i proprietari di cani devono pagare le tasse per il bisognino in strada, che comunque va pulito. Parlo proprio del fatto che animali pussa via, in Olanda non li vuole nessuno. Se volete un biglietto rapido per l’uscita prima ancora di essere entrati, basta dire che viaggiate con vostro figlio peloso.

Probabile spiegazione di cotanta avversità: i cosi pelosi rovinano potenzialmente gli appartamenti. Pardon, gli sgabuzzini da 1000 euro.

Morale di questo paragrafo: a volte gli animali sono come i figli, tutti bellissimi finché sono degli altri. Non date per scontato che tutti al mondo amino e accettino queste creature. Ci possono essere leggi – o abitudini culturali – molto rigide da considerare, prima di un espatrio con i vostri amici non umani.

“Vengo con il mio adoratissimo figlio non peloso”

Vale a dire, viaggiate con famiglia.

E per carità, pure peggio dei cosi pelosi. Almeno i gatti hanno un’utilità in Olanda, tengono lontani i topi dagli appartamenti. I bambini degli stranieri non sono molto bene accetti in generale – un po’ come accade come sui voli della Ryan Air, e quelli di alcuni tipi di stranieri sono anche meno accetti di altri.
Tutto sommato, chi non ha figli penserà “chi se ne frega, non è un mio problema, e poi è un urlatore in meno”. Dio non voglia che vi riproduciate proprio qui. Ma chi ha figli sotto i 10-15, dove li parcheggia, esattamente?
Spiegazione di questa avversità: i bambini distruggono casa. Pardon, lo sgabuzzino.
Senza contare che le pareti di tutti i palazzi di tutte le città sono di carta. Si sentono i vicini che aprono l’acqua, accendono l’aspirapolvere, invitano gente a cena, fanno cosacce intime oscene, e consolano – indovinate un po’ – bambini urlanti.

Ma pure se le pareti fossero più spesse, le tende, qui, si lasciano aperte.
Dunque, siete pronti a mettere la vostra vita in piazza?

paola-druida-selfie
5 commenti
  1. Fra
    Fra dice:

    Ciao, ma quindi con tutti questi lati negativi (lingua, lavoro non accessibile se non si parla la lingua) cosa ti ha fatto scegliere proprio L’Olanda? E perché noi dovremmo andarcj ?

    Rispondi
    • Paola - Amsterdam
      Paola - Amsterdam dice:

      Ciao Fra, grazie per le tue domande.
      Le motivazioni che hanno spinto me alla scelta dell’Olanda sono soggettive, e in parte menzionate in questo stesso articolo.
      Quanto al perché qualcun altro dovrebbe andarci, non dimentichiamo che ciò che per me è un ostacolo insormontabile (vedi il tempo, ad esempio), per qualcun altro può non esserlo affatto.
      Ogni paese ha i suoi lati negativi così come i suoi lati positivi. Con questo articolo, miro a parlare di quel “non detto” di cui ognuno dovrebbe tenere conto nella scelta di un paese estero, prima di trasferirsi. I cosiddetti lati negativi non si vedono mai in superficie, si scoprono solo a lungo andare. E’ importante fornire testimonianza anche di aspetti di cui non è facile parlare o non si ha sufficiente documentazione. Un caro saluto, Paola

      Rispondi
  2. Erica
    Erica dice:

    E che dire dei tedeschi, degli austriaci, degli inglesi, dei francesi, degli scandinavi? Ma stai parlando anche di loro!
    È così in tutte le nazioni del Nord e Centro Europa ma anche senza andare tanto lontani in altri del Sud come il Portogallo e la Spagna che è tutt’altro che amichevole e festaiola ma l’esatto opposto.
    Viverci è difficilissimo, altro che paesi perfetti e da favola, i difetti che elenchi sono gli stessi che spingono i nativi stessi a diventare alcolisti, drogati, depressi, violenti e a sviluppare malattie mentali pesanti.
    Ci vive bene solo chi è come loro bisogna avere un carattere molto duro che si fa scivolare via continuamente la tanta negatività giornaliera che si subisce per sopravvivere per chi invece è sensibile a questo marcio e all’alienazione sociale è un colpo bruttissimo che ti segna profondamente.
    Gli olandesi li conosco solo come turisti ma capisco tutto di loro per come si comportano sono terribili profondamente razzisti, odiosi, non partecipano ed escludono, sono mentalmente limitati, non capiscono le cose più semplici e non sanno come vivere la vita, e lo ripeto vale per tutti gli altri europei.
    Hanno i soldi, il lavoro e i servizi dello Stato ma li tengono per loro, gli immigrati da ogni dove anche quei pochi che si sono integrati e vogliono esserlo li emarginano e li trattano da spazzatura.
    Ecco, meglio non andarci.

    Rispondi
      • Erica
        Erica dice:

        Grazie a te che racconti la verità e non nascondi i forti lati oscuri dell’Olanda in questo sito sei un’eccezione direi l’unica che lo fa tutte le altre espatriate li censurano sempre e raccontano solo la dubbia perfezione e bellezza della nazioni in cui vivono che di fatto si riscontrano ridottissime solo in pochissimi paesi, bisogna raccontare anche la verità.

        Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condividi con chi vuoi