Otto curiosità sul Canada ed i suoi abitanti

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Il Canada si colloca ogni anno in vetta alle classifiche tra i paesi con una miglior qualità di vita, posizionandosi spesso al primo posto. Alcuni fattori che concorrono al successo di questo paese sono sicuramente il sistema educativo e sanitario, il mercato del lavoro, la sicurezza e la stabilità politica.

Ma come si vive realmente in Canada?

Ecco a voi otto curiosità su questo paese ed i suoi abitanti.

1. I canadesi e le regole

I Canadesi rispettano le regole, è vero. Così come rispettano il proprio turno, la fila per salire sull’autobus, la fila per scendere dall’aereo. Sono inoltre estremamente puntuali e non amano improvvisare. Volete incontrarvi con un’amica per un caffè? Può capitare di dover fissare anche due settimane prima.

Vi è un forte senso di rispetto verso gli spazi comuni. L’attenzione verso il bene collettivo è un concetto culturale, fortemente radicato e condiviso. Il tutto è facilitato da un sistema che funziona bene e che prevede specifici protocolli per qualsiasi cosa.

2. Lo spazio personale

 persone-covidLo spazio personale è considerato qualcosa di “sacro” e pertanto va rispettato così come viene rispettata la privacy. Non ci si bacia per salutarsi, anche con gli amici più stretti, ma ci si saluta con un “finto abbraccio”, non saprei come altro definirlo: i corpi restano distanti e si mima una sorta di pacca sulla spalla.

Il concetto di social distancing qui non è una novità; è stato solo accentuato dalla pandemia.

3. I canadesi e l’educazione

I canadesi sono estremamente educati e chiedono scusa per qualsiasi cosa. Le persone si esprimono generalmente in maniera meno diretta rispetto a noi italiani e talvolta questo può creare fraintendimenti.

Un esempio del diverso modo di relazionarsi, che ho descritto più volte, è il modo in cui i canadesi comunicano un feedback negativo, ironicamente ribattezzato da molti “metodo sandwich”: i canadesi inizieranno sempre descrivendo un punto positivo a vostro favore per poi, successivamente, introdurre il giudizio negativo, la parte più corposa del discorso. Infine, termineranno con un altro rinforzo positivo.

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4. Il mercato del lavoro

 Qui in Canada è facile poter cambiare lavoro, reinventarsi, migliorarsi a qualsiasi età. L’idea del posto fisso non è così importante ed è difficile trovare una persona che abbia ricoperto lo stesso ruolo per tutta la vita, come capita invece da noi in Italia. Questo perché il mercato del lavoro offre sempre diverse e numerose possibilità.

Chi possiede un titolo universitario ha l’opportunità di ottenere un lavoro legato al proprio ramo di studi ed adeguatamente retribuito; studiare qui paga insomma.

La gavetta si fa anche qui, certamente. Non è facile ottenere un visto lavorativo, vero. Conoscere la lingua è indispensabile, assolutamente sì. Ma esiste la meritocrazia. Che bella parola.

5. Cibo e socialità

Si pranza e si cena molto presto. Così può capitare di essere invitati a casa di qualcuno per cena alle 17:00, la nostra merenda praticamente. La cucina dei ristoranti è solitamente aperta fino alle 21:00; se si vuol mangiare dopo quell’ora si può andare in un pub.

Una consuetudine molto comune è il potluck che si svolge solitamente in casa; in questo caso ciascun invitato porta qualcosa da mangiare. Il momento che preferisco è il brunch durante il fine settimana; adoro le eggs benedict con un bicchiere di mimosa.

In quale occasione “culinaria” i canadesi danno il meglio? Sicuramente durante il periodo estivo, momento in cui organizzano feste a base di BBQ nei loro bellissimi e curati giardini.

6. Gli alcolici

Gli alcolici si vendono solo negli appositi liquor store e sono tra le cose più care da acquistare. È vietato il consumo di alcolici all’aperto, per esempio nei parchi o in spiaggia a meno che non ci si trovi ad un evento organizzato o nel patio di un locale, con zone ben delimitate.  In questo fa eccezione il Québec, decisamente più europeo per tante regole e consuetudini sociali.

Qualche amico canadese mi ha definita un po’ “snob” per via dei miei gusti in fatto di vini. Spiegateglielo voi che i tappi a vite neanche da lontano!

7. Via le scarpe

In Canada è consuetudine non indossare le scarpe in casa e ci si aspetta quindi che un ospite le tolga, una volta arrivato. Questo accade sia in inverno che in estate.

Le scarpe sono bandite anche in altri luoghi come studi medici, asili e parchi giochi al chiuso. Di solito negli uffici le persone si cambiano gli scarponcini da neve indossando scarpe più confortevoli e sicuramente più carine.

In quale modo misuravamo la riuscita di una festa in casa (nella vita prima della pandemia)? Dal numero delle scarpe posizionate all’ingresso ovviamente!

8. Distanze e differenze

Il Canada è il secondo paese al mondo per superficie totale. I concetti di spazio e distanza assumono pertanto una connotazione totalmente differente qui. Pensate che da solo il Saskatchewan, la provincia dove vivo io, ha una superficie pari a due volte quella dell’Italia. Tuttavia il numero di abitanti in tutto il Canada è circa la metà della popolazione Italiana. Le persone vivono concentrate nelle maggiori città del paese come Toronto, Montréal e Vancouver.

Se possiamo identificare alcune particolarità che contraddistinguo il Canada ed i canadesi, è altrettanto vero che ogni provincia è diversa in quanto possiede caratteristiche geografiche proprie, sfumature culturali e regole che talvolta risultano essere dissimili.

Cosa pensano gli abitanti di ciascuna provincia riguardo ai propri “vicini”? Spesso gli abitanti delle diverse province parlano degli altri in modo ironico, sottolineandone pregi e difetti. Ebbene sì, tutto il mondo è paese.

Chi ha vissuto o chi ha visitato una sola provincia mancherà, a mio parere, di una visione più completa e realistica del Canada. Consiglio quindi di viaggiare, viaggiare ed ancora viaggiare, quando sarà possibile farlo.

Nella mia bucket list c’è la Nova Scotia, una delle province canadesi sul versante atlantico. Aspetto con ansia di poter esplorare le sue meravigliose coste, facendo tappa nei piccoli paesini di pescatori come Peggy’s Cove e Lunenburg, tra le mille casette colorate.

 

6 commenti
  1. Solare
    Solare dice:

    Prima della pandemia il mio compagno ed io abbiamo passato un mese a Vancouver e qualche settimana in giro per il Canada. A detta di tutti siamo stati estremamente fortunati con il tempo che ci ha regalato giornate assolate e paesaggi bellissimi con tramonti ancora più meravigliosi. Abituati a vivere in Australia eravamo curiosi di scoprire questa città che appunto è sempre nella lista dei paesi migliori dove immigrare ma, c’è un grande ma. Siamo rimasti letteralmente scioccati dalla situazione che abbiamo visto nel centro di questa città : accampamenti di persone purtroppo anche giovanissime, in preda agli spasmi per astinenza da droga o gente che si bucava ai margini della strada mentre noi aspettavamo che il semaforo diventasse verde. Sinceramente da un paese come il Canada non mi sarei mai aspettata questa situazione che poi abbiamo ritrovato nel downtown di Los Angeles. Fuori dal centro tutto perfetto ma in centro faceva davvero paura. Scene da girone dell’inferno tipo in Europa negli anni 80. Purtroppo nessuno ne parla ma credo che in Canada come in USA ci sia una pandemia più grave del Corona virus. Peccato, il Canada è bellissimo.

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    • Lisa
      Lisa dice:

      So di cosa parli ho vissuto un anno a Vancouver. Il quartiere di Downtown Eastside è terribile, una realtà dove eroinomani e senza tetto tentano di sopravvivere. E fa ancora più effetto proprio perché si trova in un paese come il Canada, all’interno di una città così bella e all’avanguardia per tanti aspetti.

      Essendo l’unica città in Canada che ha temperature miti, questo spinge molte persone a rifugiarsi lì. E sì, sebbene vi siamo strutture nel quartiere che dovrebbero aiutare i senzatetto con cibo e luoghi dove poter dormire, ciò che si vede è tutt’altro. E questo per diversi motivi.
      Leggevo proprio un articolo la settimana scorsa su questo grande problema sociale e su come la situazione sia purtroppo sempre la stessa.

      La prima volta che mi sono imbattuta per caso in questa zona della città ho avuto la sensazione di trovarmi nel quartiere di Tenderlon a San Francisco. Stessa tristezza infinita.

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      • Silvia
        Silvia dice:

        Concordo con Lisa. La stessa esperienza scioccante l’ho avuta per la prima volta a San Francisco. Abito fuori Toronto, e ovviamente come hai detto tu, il clima più freddo limita la visione di queste situazioni da questo lato del Canada.. La città si prodiga molto per queste persone ma purtroppo non è mai abbastanza. Concordo con tutti gli altri punti che hai descritto, valgono anche per l’Ontario. 😊

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  2. Chiara - Parigi
    Chiara - Parigi dice:

    Leggendo altre testimonianze come la tua noto una differenza enorme tra il punto di vista degli expat in Canada e di chi invece è canadese di nascita. Ho a Parigi due amici canadesi (nati a Regina e a Burnaby) che per nulla al mondo tornerebbero a vivere in Canada! Spesso definiscono “chiusi” i loro compatrioti, soprattutto in ambito lavorativo! L’esatto contrario di quel che osservo io, ovvero gentilezza, curiosità, rispetto e soprattutto grande apertura mentale! Il mondo è bello perché è vario, ma per davvero!

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    • Lisa
      Lisa dice:

      Esatto:-) proprio così. Il mondo è veramente vario! Diciamo che i più “aperti” sono anche quelli che hanno viaggiato di più. E tutti adorano l’Europa ma soprattutto l’Italia of course. Ps: Domanda tipica dei miei studenti “Ma quanti baci vi date per salutarvi, tre come i francesi?” 😂😂🙈

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