Paese che vai Natale che trovi.Natale nel mondo mappa autrici

Noi Donne che emigrano all’Estero vi facciamo i nostri Auguri di Buone Feste!

Con questo articolo “Melting pot” vi faremo conoscere un poco del nostro mondo: ricette tipiche, curiosità e tradizioni Natalizie dei paesi dove viviamo. Ma anche i nostri stati d’animo dovuti al difficile momento, delusione, un filo di tristezza, rabbia e nostalgia.

Non importa la latitudine, il clima, l’atmosfera, “paese che vai Natale che trovi” o che porti nel cuore e riesci a creare.

L’allegria colorata di Valencia, la saporita cucina della Catalunya e le dolci golosità Olandesi, l’incantevole bellezza di Parigi e l’atmosfera magica velata di tristezza di Londra.

Arrivando ancora più a nord fino in Svezia, e poi un volo fino al Canada freddissimo e nevoso, proseguendo il viaggio verso il caldo sole tropicale dell’isola di Mauritius.

E ancora più a Oriente fino alla scintillante città di Singapore per finire nella verdissima Bali.

Paese che vai Natale che trovi.

Da Valencia, Rossella ci porta i colori spagnoli

Paese che vai Natale che trovi : ValenciaDopo 4 anni nella fredda ma accogliente Olanda, mi sono trasferita da poco nella più calda e colorata Valencia.       È dunque il mio primo Natale in Spagna, dopo tanto, tanto tempo (l’ultima volta che ho vissuto in Spagna ero una studentessa universitaria affannata tra libri, appunti e fotocopie).

Per cui, quello che vi mostro e descrivo qui sotto, è un Natale speciale e nuovo anche per me.

Passeggiando per le vie principali di Valencia, l’aria natalizia si respira già, nonostante i 18 gradi giornalieri. Impossibile, infatti, non imbattersi nella tradizione natalizia della principale piazza della città: Plaza del Ayuntamiento, che ospita il sontuoso e classico palazzo del comune e che, per le feste di Natale, si caratterizza per i suoi mercatini di artiginato e la pista di ghiaccio (per i più temerari).

Ogni anno qui, verso fine novembre, ha luogo l’accensione delle luci natalizie, e ogni anno, a quanto pare, la piazza sfida se stessa nello sfoggiare le più magiche decorazioni natalizie con tanto di lucine colorate.

La scelta per questo Natale è caduta su delle giganti palle di natale che raggiungono quasi i 15 metri.

Niente classico albero di natale, ma due palle che, tra l’altro, ogni giorno offrono un piacevole spettacolo musicale a intervalli di un’ora.

Siete curiosi? Guardate il video su IG!

Paese che vai Natale che trovi.

Caterina da Barcellona ci delizia con una ricetta tipica: i canelones

Delle tradizioni natalizie in Catalunya avevo parlato a suo tempo in questo articolo:

Oggi però vorrei soffermarmi sul giorno di Santo Stefano, Sant Esteve, durante il quale a pranzo si degustano i tipici canelones.

Sembra che la tradizione sia iniziata per riutilizzare gli avanzi di carne del pranzo natalizio che, triturati, fungono da delizioso ripieno per i cannelloni, poi ricoperti di besciamella.

La ricetta dei cannelloni è recente ed è stata probabilmente importata alla fine del XIX secolo dagli chef Charles y Michel Pompidor, fondatori del ristorante Maison Dorée di Barcellona. Si trattava di una succursale di un famoso ristorante parigino dall’omonimo nome, frequentato dal compositore Gioacchino Rossini.

Quest’ultimo era anche un eccellente gastronomo, tanto che sembrerebbe che sia stato proprio lui a donare la ricetta dei suoi cannelloni ai cuochi: ancora oggi infatti spesso compaiono nei menu come Canelones Rossini, in omaggio al celebre compositore italiano.

Ecco qui la ricetta.

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Chiara da Parigi, 8-9 °C ci porta nella magica Ville LumièrePaese che vai Natale Parigi

Il grigiume come sempre regna sovrano, ma è Natale e siamo a Parigi, e in questo periodo la città è ancora più bella, anche sotto la pioggia. La difficile situazione attuale non scalfisce il clima di festa, la bellezza delle strade illuminate e la maestosità dell’albero delle Galeries Lafayette, anche quest’anno protagonista delle festività parigine.

Tra shopping sfrenato e corsa all’ultimo regalo, come si trascorre il Natale a Parigi? Il punto in comune con l’Italia è sicuramente la passione per il buon cibo. Le portate delle feste sono “soltanto” tre, ma ricche e molto curate.

Inoltre, ebbene sì, anche in Francia ci si può ritrovare ancora a tavola alle 4 del pomeriggio, come nelle principali città del Sud Italia!

Grandi protagonisti di cene e pranzi natalizi sono sicuramente i frutti di mare: ostriche, capesante, cozze, accompagnate dall’immancabile Champagne, fiore all’occhiello dell’enogastronomia francese.

I più “carnivori” scelgono fois gras e arrosto d’anatra, e a seguire ovviamente un ottimo dessert (e i francesi, vi assicuro, nella pasticceria ci sanno davvero fare!).

Il più natalizio tra i dolci francesi è sicuramente la bûche de Noël, una sorte di tronchetto ricoperto di cioccolato, che però è proposto anche in altre versioni: frutti di bosco, crema al limone o ripieno di gelato, per esempio. Io ne ho assaggiata una davvero squisita, a base di castagne e cassis.

Ma le boulangeries e pâtisseries parigine pullulano di bûches de Noël per tutti i gusti, per cui sceglierne soltanto una è davvero un’ardua impresa!

E dopo tante prelibatezze, niente di meglio di una passeggiata digestiva tra le illuminate vie parigine. O magari al Jardin des Tuileries, dove un mercatino di Natale, una ruota panoramica e un bicchiere di vin brûlé rendono ancora più festosa l’atmosfera, riscaldando il corpo e il cuore.

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Ginevra dall’ Olanda ci stuzzica con dolci golositàPaese che vai Natale che trovi dolcetti olandesi

Durante il periodo natalizio e con l’arrivo di Sinterklaas (San Nicola) in Olanda compaiono tanti dolcetti tipici.

I kruidnoten sono biscottini tipici della festa di Sinterklaas. Dolcettini rotondi non più grandi di una moneta, sono fatti con cannella e chiodi di garofano. È possibile trovarli ricoperti da cioccolato al latte, cioccolato bianco o caramello. Questi biscottini compaiono negli scaffali dei supermercati solo da ottobre a dicembre.

Il kerststol è un dolce natalizio che non manca mai sulle tavole degli olandesi. Si mangia solo in questo periodo, da qui prende il nome Kerst che significa Natale. Si tratta di un filone di pane dolce con uvetta e pasta alle mandorle al suo interno.

Le oliebollen sono tipiche soprattutto per l’ultimo dell’anno. Si possono comprare per strada dai banchetti che compaiono nelle città nei mesi di novembre e dicembre.

Sono delle frittelle tonde, fatte con una pasta dolce e uvetta. Sono fritte nell’olio, da qui ne deriva il nome, e sono servite con una bella spolverata di zucchero a velo sopra.

E da voi? Quali sono i dolcetti tipici di Natale?

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Elena da Londra: un Natale dolce amaro

Natale di Elena Londra

Nei miei 23 anni da Expat, il Natale è sempre stata la festa da celebrare in Italia con la mia famiglia, prima da sola e poi con i figli al seguito.

Solo cause di forza maggiore hanno, qualche volta, impedito il ritorno.

Quest’anno il Natale sarà londinese e il primo da orfana: mia mamma ci ha lasciato a maggio di quest’anno per raggiungere mio papà e gli altri cari.

E così, anche per le difficoltà ancora imposte dal Covid, ho deciso di non partire.

Celebreremo all’inglese, con il tacchino, le salse e i contorni tipici: un pranzo unico a metà giornata, con gli avanzi per la sera.

Ci saranno i programmi natalizi alla TV, da guardare in stato semi comatoso causato dal troppo cibo! Non mancherà il panettone, già comprato, che mangio solo io: ai miei ragazzi non piace, sacrilegio!

E allora che arrivi questo Natale 2021, da celebrare ricordando chi non c’è più e allo stesso la vita che va avanti, un giorno da passare in pigrizia per ricaricare le batterie. Buon Natale!

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Valentina da Stoccolma: a una settimana dal solstizio d’inverno e a due dal Natale, in Svezia si festeggia Santa LuciaCoro la sera di Santa Lucia

C’è una santa italiana che e’ celebrata e amata anche in Svezia: Santa Lucia.

Non si sa come Lucia abbia viaggiato da Siracusa a Stoccolma. Si dice che alcuni aristocratici abbiano iniziato la tradizione di vestire la figlia maggiore a festa e farsi portare a letto la colazione la mattina del tredici Dicembre. Dalle celebrazioni familiari, alle sagre di paese a festa nazionale, oggi Lucia e’ ufficialmente una tradizione svedese.

La Lucia svedese e’ vestita di bianco, porta una corona adornata di candele accese e canta seguita da un gruppo di aiutanti che sostengono altrettante candele.

Lucia e i suoi aiutanti sfilano per i corridoi delle scuole, chiese e parchi durante la mattina molto presto o la sera, quando in Svezia è ormai notte. La lucia svedese celebra la luce nel momento più buio dell’anno svedese.

Se passate dalla Svezia nella settimana del tredici Dicembre, prenotate uno dei concerti. Le candele, il buio e il coro rendono lo spettacolo molto particolare. Vi lascio qua un link del video tributo di quest’anno e una foto del mio primo concerto di Santa Lucia nella chiesa Storkyrkan in Gamla Stan.

Light in the darkness

Paese che vai Natale che trovi.

Lisa da Saskatoon, Canada: -27°, freddissimo e nevoso

Natale in Canada con Lisa

La città è coperta da una fitta coltre di neve e, come ogni inverno, Saskatoon ci riserva giornate estremamente fredde. Questa mattina la temperatura è di -27 gradi. Ad alcuni di voi queste temperature sembreranno irreali. Per me, che ormai vivo a Saskatoon da più di tre anni, rappresentano la normalità.

Questa domenica, complice il freddo intenso, abbiamo deciso di trascorrere alcune ore visitando per la prima volta il Glow festival, il festival delle luci di Natale. Questo festival si svolge per tutto il mese di dicembre a Prairieland Park, un grande centro eventi dove vengono organizzate fiere e mostre durante tutto l’anno.

E’ la prima volta che ci vado da quando vivo qui. Non sono un’amante degli eventi al chiuso, così caotici ed  in “stile canadese”, ma ho pensato che sarebbe piaciuto alla mia bambina. E, diciamo la verità, lei si è divertita tanto.

Si accede al festival attraverso un lungo sentiero sovrastato da una cascata di luci veramente suggestiva. All’interno si trovano diverse installazioni che rappresentano altrettante città del mondo come Parigi, Amsterdam, Londra e Pechino.

La particolarità è data dale diverse forme delle luci e dai colori così particolari. Immancabili le postazioni “photo booth”, per le foto da condividere con gli amici, così tanto amate dalle famiglie canadesi.

All’interno del padiglione si trovano anche un piccolo mercatino di Natale, il concerto dal vivo di musiche natalizie e l’amata food court: un insieme di piccoli e colorati camioncini  che vendono le cose più caloriche esistenti sulla faccia della terra come mini donuts, ice cream e  cotton candy.

Dopo il festival, per riprenderci un po’, siamo fuggiti alla ricerca di un buon prosecco. Questa volta in perfetto stile italiano.

Paese che vai Natale che trovi : Buon Natale Amici!

Paese che vai Natale che trovi.

Danila da Mauritius: essere expat nell’era covidNatale a Mauritius : Danila in spiaggia

La popolazione si divide generalmente in : quelli delle vacanze di Natale al caldo e quelli delle vacanze  sulla neve.

Il sogno delle infradito ai piedi, sorseggiando un drink in spiaggia per Natale, è sempre stato il mio.

Ma da quando vivo a Mauritius, non mi rassegno  nel dover spendere un capitale,  per acquistare un panettone o un pandoro di marche sconosciute, che in Italia troveresti in offerta a 2.50 euro al supermercato o di mangiare cappelletti in brodo con 30 gradi solo per mantenere la tradizione.

Per fortuna che vivere all’estero ti apre la mente e insegna ad adattarsi a tutto, a scoprire usanze e tradizioni  affascinanti.. ma questa è un’altra storia.

Quest’anno per le feste saremo soli, molti  dei nostri amici hanno scelto di tornare per le vacanze dai propri cari, nonostante  le restrizioni e i biglietti aerei troppo costosi lasceranno invece i nostri cari a casa.

Niente  albero quindi,  solo un po’ di lucine in giro per casa, perché in fondo quello che mancherà non saranno gli addobbi festosi e colorati, ma solo i sorrisi delle persone che non ci saranno.
L’espatrio di questi tempi può essere davvero pesante, pure se si è su un’isola tropicale, a sorseggiare un drink, con le infradito ai piedi… a  Natale.

Paese che vai Natale che trovi.

Catia da Singapore: 31°, stagione calda/umida

Natale a Singapore

In casa a Singapore tutto è pronto per il Natale.

Sono diversi anni che ho anticipato a inizio novembre la decorazione dell’Albero, per tradizione prevista invece l’8 Dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione.
Infatti, dopo quasi 20 anni all’estero, fatico ancora a ritrovare il “tepore del Natale” che tanto amo e desidero sentire, e non sono certo il sole e il caldo nei quali vivo a donarmelo!
Con cura, quindi, procedo al mio rituale con largo anticipo, dedicandovi una mattina di lavoro per sorprendere la famiglia la sera e tutti i giorni a venire.

Creo un’atmosfera musicale e poi procedo con attente e serie valutazioni su come appendere attorno al nostro simbolo preferito tutte le palline e decorazioni collezionate negli anni.
Così, il nostro Albero diventa magia, e in casa nostra resta acceso da novembre fino all’Epifania.

Buon Natale di cuore a tutti.

Catia Camillini

Paese che vai Natale che trovi.

Irina da Bali: Natale qui o lì?

Natale a Bali di IrinaBene.

Anzi, male.

Ho appena cancellato il volo che mi avrebbe portato in Italia, insieme alla mia famiglia.

Le restrizioni per il rientro in Indonesia sono state recentemente inasprite, rendendo purtroppo impossibile la vacanza natalizia.

In realtà non si trattava affatto di una vacanza, era un rivedere i genitori ormai molto anziani, i fratelli lontani, una suocera e una cognata in balìa di un lutto recente, più di un’amica alle prese con forti tristezze.

E poi c’erano loro, i mei sette nipoti.

Ci saremmo ritrovati tutti intorno ad un lungo tavolo, e già mi pregustavo quei momenti preziosi, insieme al loro cugino “balinese”.

È chiaro che sono arrabbiata, rattristata, scoraggiata. Non vedo la fine di queste enormi difficoltà di spostamento, ed essere expat in un paese lontano lontano, amplifica la situazione e ti rende impotente.

Cercherò di fare di necessità virtù e di festeggiare un  Natale tra il cosmopolita e il tradizionale.

Trascorrerò la vigilia a casa di amici polacchi insieme ad altri ciprioti, assaporando nuovi gusti e tradizioni, e un 25 insieme ad una banda fraterna di italiani, con cui mi cimenterò nella preparazione degli anolini piacentini, piatto tipico dei padroni di casa.

Chissà come verranno sghimbesci e irregolari i miei, me li vedo già nel mucchio dei perfetti. Ma verrò perdonata, il giorno Natale.

Paese che vai Natale che trovi.

Cinzia: il Ferragostano Natale in Indonesia, 30° caldo/umido

stelle di Natale a kintamani

In Indonesia si festeggia anche il Natale, così come si festeggia qualsiasi altra ricorrenza di una delle sei religioni ammesse nel paese.

Questo rispetto per il credo altrui è l’unica cosa che  richiama il vero spirito natalizio di unione e amore verso gli altri. Perchè diciamocelo chiaro, festeggiare il Natale con 30° e una fetta di cocomero in mano sembra più  ferragosto.

Dalla famiglia in Italia è quasi impossibile tornare, ci sono ancora troppe regole e restrinzioni e al momento è ancora difficile viaggiare in qualsiasi altro luogo.

Non resta che godermi il mio strambo Natale tropicale, festeggiandolo veramente come se invece del 25 Dicembre fosse il 15 Agosto.

Andrò in cerca di refrigerio con una bella gita fuori porta verso le montagne dell’interno, dove i grandi alberi di Euphorbia pulcherrima ( stella di Natale) fanno da cornice al lago vulcanico.

Perchè il Natale se non ce l’hai lo puoi sempre immaginare e creare!

Buon Natale da noi a tutte voi!!!!

Donne che Emigrano all’Estero

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